Riccardo Chioni - America Oggi - 4 Dicembre 2001
Le chiamano riunioni conviviali, si svolgono con scadenza mensile, vi partecipano gli accademici newyorkesi ed il luogo di ritrovo è obbligatoriamente un ristorante, selezionato dal simposiarca della serata. La "missione" dei trentasei accademici aderenti alla delegazione di New York dell'Accademia Italiana della Cucina è di mantenere e valorizzare le tradizioni della nostra cucina all'estero.
L'appuntamento di novembre della delegazione si è tenuto a Le Cirque 2000, con la partecipazione di Matilda Cuomo e del console generale Giorgio Radicati, entrambi accademici onorari e il direttore dell'Istituto di Cultura, Paolo Riani. Nel salone al piano superiore del ristorante di Sirio Maccioni, all'ombra di San Patrizio, è allestita a mostra degli imbuti che resterà esposta fino a metà dicembre, prodotta in concerto con l'associazione culturale "Arte da mangiare".
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 Alessandro Di Giovanni, Francesca Baldeschi e Giorgio Radicati |
La riunione conviviale a Le Cirque era stata preceduta lunedì da un incontro presso l'Istituto di Cultura di Park Avenue in cui il delegato e presidente dell'Accademia Italiana della Cucina, Alessandro Di Giovanni, aveva presentato il tema dell'evento: "l'anno della cioccolata", seguito dagli interventi di Massimo Della Campa, presidente della Società Umanitaria di Milano e di Ornella Piluso, dell'associazione "Arte da mangiare", la quale ha illustrato la mostra "The Funnel Between Art and Design".
Il protocollo dell'Accademia prevede la figura del simposiarca, di colui cioè che è responsabile della selezione del ristorante dove avviene la riunione conviviale: in questo caso si tratta di Francesca Baldeschi, incaricata di concordare con gli chef della casa il menù da proporre al delegato, ospiti e accedemici, di raccogliere i pareri dei partecipanti al fine di redarre una pagella dei piatti, dolci, servizio e ambiance, che sarà raccolta nell'edizione mensile della rivista pubblicata dall'Accademia.
Ad ogni occasione d'incontro i membri della delegazione newyorkese invitano un accademico ad intervenire su un argomento pertinente il tema della serata culturale-gastronomico. E nell'anno dedicato - non a caso - alla cioccolata, il soggetto è caduto sulla legislazione europea in materia di produzione di cioccolato che consente l'uso di "elementi estranei" alla materia prima. L'industria italana tradizionale del settore ha criticato il provvedimento asserendo che inficiano la purità della cioccolata, invitando i consumatori ad accertarsi che non vi sia l'aggiunta di olii vegetali.
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 Di Giovanni e Sirio Maccioni |
La ricerca dei ristoranti spazia a tutto tondo, anche con la cucina tipica regionale, allo scopo di valorizzare i piatti originali con prodotti originali. "In questa maniera - spiega ad America Oggi, Alessandro Di Giovanni - assolviamo la funzione che abbiamo di mantere le tradizioni della cucina italiana all'estero, con valorizzazione della cucina italiana. Viene redatta una scheda del ristorante, pubblicata sulla nostra rivista, che raccoglie le impressioni delle 146 delegazioni italiane e delle 47 all'estero. La delegazione di New York è la più seguita, poi vi sono quelle di San Francisco e Chicago. È fortissimo - assicura il delegato - lo spirito culturale del mantenimento delle tradizioni della cucina e dei prodotti italiani".
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Nella vita venticinquennale della delegazione newyorkese, gli accademici hanno visitato una media di dodici ristoranti l'anno, per un totale di trecento. La domanda di rito è: il giudizio degli accademici è in positivo per ciò che offre la piazza della ristorazione italiana a New York? La risposta del delegato è: sì, ma con qualche riserva, a causa dell'influenza della cucina internazionale, subita nel corso degli anni.
Lo scorso 22 novembre oltre duecento delegazioni che aderiscono all'Accademia si sono riunite (tranne quelle Usa per la giornata del Thanksgiving) per una serata dedicata alla cioccolata perchè il presidente dell'Accademia Giuseppe Dell'Osso, al fine di preservare questo prodotto (contemplato anche in numerose ricette di pietanze) nelle sue caratteristiche originali, proprio in presenza di una nuova legislazione europea che permette l'utilizzo di olii vegetali e l'imperativo è: salviamo il cioccolato, prodotto da conservare nella sua integrità tradizionale, senza l'impiego di componenti estranee.
"L'Italia, i grandi produttori del prodotto ci tengono a mantenere la purità del cioccolato ed ecco perchè la serata dedicata al tema, anche per sensibilizzare l'opinione pubblica che d'ora in avanti deve accertarsi che il cioccolato sia quello tradizionale, puro" sottolinea il delegato Alessandro Di Giovanni.
Piuttosto originale la mostra dedicata agli imbuti allestita dall'associazione "Arte da mangiare" che raccoglie artisti che fanno opere d'arte dedicate agli strumenti del mangiare.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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