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È stato arrestato il presunto autore della violenza sessuale e fisica venerdì mattina sulla ragazzina di 13 anni ricoverata al Bellevue Hospital. Hector Ramirez, 33 anni, è stato ammanettato da un agente attento in un reparto dello spesso nosocomio dove si trovava per assistere la moglie al pronto soccorso.
La notizia del violento stupro della tredicenne aveva provocato sconcerto in tutta la città, mentre al Bellevue Hospital Center gli agenti del servizio di sicurezza erano in fibrillazione per il grave fatto accaduto all'ottavo piano, in cerca di foto presen dalle telecamere del servizio di sorveglianza.
Il violentatore era evidentemente alla caccia della sua preda. Secondo quanto riferito dagli investigatori s'era presentato vestito alla stesso modo, con una giacca di pelle nera, in diverse stanze di ricoverati nel piano dove è ubicato il reparto pediatrico, senza però soffermarsi, a causa della presenza di numerose persone.
Anche quando è entrato nella camera della vittima, s'era prima rivolto ad un'altra paziente che però aveva ricevuto nel frattempo una visita, dirigendosi poi verso la ragazza.
Dapprima le ha letto la cartella clinica, poi l'ha pregata di seguirlo, dicendole che la stava conducendo in un altro reparto per accertamenti.
La ragazzina era stata ricoverata la sera precedente (giovedì) per problemi ad un occhio ed era in attesa di visita medica quando era arrivato l'impostore che l'ha condotta lungo il corridoio due porte più avanti, nella sala riunioni per violentarla.
Sempre secondo la polizia, che ha descritto la scena dello stupro con un tavolo rovesciato, deve esserci stata da parte della vittima una ferrea resistenza all'aggressione e gli investigatori, in concerto con i tecnici della scientifica sperano di recuperare impronte o Dna per inchiodare l'autore.
È il terzo, grave incidente che si verifica dal 1989 nei reparti del Bellevue Hospital Center. Del primo fu vittima un medico, la 33enne Kathryn Hinnant, patologa in attesa di partorire, che venne pestata, violentata e strangolata nel suo ufficio da un senzatetto con problemi mentali. Dieci anni più tardi, un altro fattaccio. Accadde nell'ottobre del 1999 quando un ragazzino di 16 anni, brandendo un coltello, pugnalò un altro teenager sotto gli occhi inorriditi del ciginetto della vittima di appena 5 anni, sempre nel reparto pediatrico.
La ragazzina violentata venerdì mattina ha raccontato l'orribile vicenda agli investigatori precisando che il suo violentatore aveva cercato di spacciarsi per un inferimere o altro, ma che aveva avuto sospetti fin dalla sua apparizione in camera.
Era tuttavia riuscito a convincerla a seguirlo e - sempre secondo i detective dell'NYPD - ancora prima di entrare nella sala delle riunioni avrebbe cercato di mettere le mani addosso alla sua vittima.
Nella stanza della violenza, l'uomo ha ripetutamente sbattuto il capo della poveretta sul tavolo, provocandole lacerazioni e ferite alla schiena.
Sarebbero stati molti i testimoni oculari che hanno descritto l'individuo alla polizia. Si tratta di un uomo sui trent'anni, di origine latina con i capelli neri, alto sei piedi e di corporatura snella.
Lo ha notato un agente guardingo dell'NYPD che stava scortando al pronto soccorso una donna in stato confusionario che poco prima s'era gettata tra i binari della metropolitana in una stazione della Lower East Side.
L'uomo sospettato dello stupro era giunto in ospedale per fare visita alla moglie appena ricoverata. L'agente George Wolform - ha dichiarato il capo delle polizia Kelly - si è avvicinato all'uomo che somigliava alla descrizione fatta durante un telegiornale del presunto stupratore, constatando che aveva graffi sul volto. Dopo alcune domande, da lì a poco all'uomo - di cui non sono state rilasciate le generalità - sono scattate le manette.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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