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Associazione a delinquere ai fini dell'evasione fiscale sono le accuse formulate ieri dalla procura federale nei confronti della New York Racing Association, di due ex direttori della stessa e di quattro ex allibratori.
La NY Racing Association ha fatto subito sapere che collaborerà con la giustizia in cambio di un processo differito a 18 mesi, impegnandosi comunque a pagare un'ammenda di 3 milioni di dollari e a ristrutturare il management della associazione senza scopi di lucro con "licenza statale" che amministra le corse di cavalli.
Durante una conferenza stampa a Brooklyn l'autorità federale ha annunciato la chiusura dell'inchiesta e le iniziative seguite all'accertamento dell'evasione fiscale che sarebbe stata tollerata in maniera assai allegra in seno all'Association dagli anni Ottanta e che avrebbe prodotto la sottrazione di 19 milioni di dollari ai danni dell'erario.
Gli investigatori additano la NY Racing Association che negli anni avrebbe chiuso un occhio e a volte entrambi, di fronte ad un rampante fenomeno dilagato di corruzione in seno alla categoria degli allibratori agli sportelli delle giocate.
Questi, stando all'accusa, avrebbero favorito riciclaggio di danaro sporco, partecipato a giri di scommese clandestine e procurato affari di strozzinaggio utilizzando il proprio accesso alla Racing Association e soprattutto al denaro degli scommettitori.
Tra le 24 persone prese di mira dalle autorità federali figura un ex direttore della Racing Association, accusato di aver passato pagamenti sottobanco a un dirigente sindacale non meglio precisato.
Le manette sono scattate al termine dell'inchiesta sulla associazione non-profit autorizzata dallo Stato che gestisce le corse dei purosangue negli ippodromi metropolitani di Belmont Park, Aqueduct Raceway e Saratoga Racecourse dove parte dei 250 allibratori avrebbe condotto i propri loschi affari.
L'inchiesta ha svelato come sarebbe stata orchestrata l'evasione fiscale da parte di questi dal 1994 al 1999. Avvalendosi di deduzioni inerenti transazioni di scommesse in realtà mai avvenute, durante quegli anni, 143 dipendenti dell'Association avrebbero dedotto illecitamente il totale di 19 milioni di dollari nella dichiarazione delle tasse, talune volte pareggiando il proprio salario con le perdite, in modo da azzerare quanto altrimenti dovuto all'erario.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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