 Pataki e Giuliani in metropolitana
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 Michael Bloomberg
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Le voci sussurrate con tono drammatico su tagli, rincari e aumenti di tasse, raccolte la settimana scorsa nei corridoi di City Hall, si stanno rivelando addirittura meno severe di quelle che l'amministrazione di Michael Bloomberg si appresta a mettere in atto per cercare di tamponare l'emorragia del budget.
Non dovremo attendere molti giorni per conoscere il danno al portafogli di ognuno, perchè l'amministrazione Bloomberg sta perlustrando l'orizzonte di tasse e tariffe con veduta panoramica per individuare fonti di introiti per le disastrate casse municipali. Intanto, sempre secondo le "gole profonde" di City Hall, la prima stangata per i pendolari potrebbe arrivare al più tardi mercoledì prossimo.
Sapremo infatti se e quando le tariffe di autobus e metro saliranno a due dollari, con un aumento di 50 centesimi rispetto all'attuale corsa, ma anche se si verificheranno tagli ai servizi, come prospettato dall'amministrazione.
All'agenzia Metropolitan Transportation Authority hanno tutti le bocche cucite, ma nessuno può negare l'esistenza di un buco di 663 milioni nel budget dei trasporti pubblici su gomma e rotaia.
Il portavoce Tom Kelly ieri ha cercato di gettare acqua sul fuoco. "Gli unici capitoli che ci hanno ordinato di non tagliare sono quelli che riguardano la sicurezza ed il mantenimento di un sistema funzionale. L'obiettivo - ha sottolineato Kelly - è di risparmiare e assottigliare le spese all'interno dell'ente per quanto possibile".
Ma questa dichiarazione non rappresenta certo una novità in quanto i tagli imposti dall'amministrazione erano già stati attuati da tempo ed ora resta solo da dare due risposte: aumenterà la tariffa di metropolitana e autobus? Saranno tagliati i servizi degli stessi?
"Non lo sappiamo e non sappiamo neppure se saremmo costretti a tagliare i servizi di trasporto pubblico. Ce lo faranno sapere (da City Hall) mercoledì della prossima settimana" svicola Kelly.
Secondo le informazioni ottenute al palazzo civico, le tariffe di bus e metro dovrebbero salire a due dollari e chi è favorevole aggiunge che il rincaro è "statisticamente corretto" perchè le tariffe non vengono ritoccate dal 1995.
Se la sicurezza del trasporto pubblico rispetterà lo standard attuale, non altrettanto si può dire per i vigili del fuoco. Alcuni quartieri di New York vedranno chiudere per sempre le saracinesche di otto caserme dei pompieri, mentre per alcune stazioni è prevista una riduzione del personale in divisa.
Almeno 50 posizioni vacanti in seno al Fdny saranno intanto rimpiazzate dai "fire marshal", gli investigatori del dipartimento, che andranno ad assumere ruoli nel servizio ordinario. Le stazioni che dovrebbero chiudere i battenti sono ubicate ad East Harlem, Richmond Hill, Queens, in quanto - asseriscono a City Hall - ricevono il minor numero di chiamate di soccorso e la loro presenza in quelle comunità non giustifica l'impiego di tanto personale.
Bloomberg aveva ordinato a tutti gli assessorati ed agenzie municipali di assottigliare le proprie spese del 7.5 per cento, compresi i corpi dei vigili del fuoco e degli agenti di polizia, ma non era mai stata paventata la chiusura di caserme dei pompieri.
Anche le compagnie di assicurazione contro gli incendi dovranno sborsare di più. Si parla dell'uno per cento in più di quanto corrispondono attualmente all'erario comunale.
Il portavoce del sindaco non parla. Rimanda alla prossima settimana quando - assicura - l'amministrazione renderà pubblici i provvedimenti resisi necessari per sanare il bilancio.
Ma il salasso per i contribuenti sarà quello che America Oggi ha anticipato la settimana scorsa e che riguarda gli aumenti delle imposte su proprietà private e societarie che il consiglio comunale è chiamato a esaminare al più presto, in modo che cittadini e società possano ricevere a gennaio il conto ritoccato con l'aumento.
È la prima volta in dieci anni che il consiglio comunale esamina una proposta di aumento delle tasse. Di quanto? È prevedibile che l'amministrazione Bloomberg cercherà di toccare il tetto consentito dalla vigente legislazione statale: il 12 per cento quest'anno e il 25 per cento il prossimo.
L'operazione dovrebbe produrre un gettito di 1.2 miliardi di dollari per il corrente anno fiscale che si chiuderà alla fine di giugno del 2003 e 2.5 miliardi per il successivo.
E Bloomberg deve agire in fretta, prima che il governatore decida per primo di ritoccare le tasse. La municipalità newyorkese infatti non ha le mani legate da Albany in materia di gabelle su proprietà ed è libera di decidere in proprio, nel rispetto di quanto stabilisce la legge.
La voragine economica che si è verificata nel bilancio cittadino newyorkese nel corrente anno fiscale ammonta a un miliardo di dollari, mentre per il prossimo si prevede un rosso profondo da sei miliardi.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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