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Arriva il miliardario manager Mike Bloomberg a dare il cambio a City Hall |
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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 31 Dicembre 2001 Addio, generalissimo Giuliani. Benvenuto, manager Mike. Questa notte a Times Square non è atteso solo il Capodanno del 2002 dai newyorkesi. Dopo il brindisi all'anno nuovo, avverrà il passaggio di consegne tra il "sindaco d'America" uscente e il miliardario mediatico Mike Bloomberg, che domani a mezzogiorno, a City Hall, presterà formalmente giuramento per divenire il nuovo primo cittadino della Big Apple. David Dinkins era solito invitare la stampa anche quando andava in vacanza. Ed Koch era diventato famoso per la sua abitudine di chiedere in giro alla gente "how'm I doing?". Rudy Giuliani teneva i giornalisti inchiodati a City Hall con conferenze stampa quotidiane. | ![]() Mike Bloomberg |
Il nuovo inquilino del municipio, Michael Bloomberg, ha già fatto sapere che intende operare con meno fanfare al seguito. Il cambio della guardia per City Hall significa fare spazio ad un businessman lanciatosi in politica e che da martedì dovrà fare i conti con un'amministrazione abituata a funzionare 24ore al giorno. "Ciascun sindaco ha il suo stile - fa notare il consulente politico ed ex aiutante in campo di Koch, George Arzt -. E con Mike il municipio sarà un laboratorio. Credo che riponga più fiducia lui, piuttosto che Giuliani, nei suoi collaboratori". Il 59.enne repubblicano è già stato applaudito per aver nominato alcuni commissioner-chiave di provata esperienza: tra questi figura anche l'ex capo della polizia Ray Kelly e Bloomberg promette che porterà con se a City Hall aiutanti che rispecchino la diversità della metropoli. Ma una serie di mastodontici problemi attende il nuovo team-Bloomberg: un'economia messa in ginocchio dall'attacco alle Torri, un buco in rosso nel budget per gli anni a venire da quattro miliardi di dollari, un pachiderma burocratico chiamato sistema scolastico e, infine, la preoccupazione di eventuali altri attentati terroristici. Per il momento i cambiamenti annunciati da Bloomberg in merito sono i più ovvi. Intende usare il suo studio per cerimonie e lavorare gomito a gomito con i suoi collaboratori, così come era abituato a fare nella sua omonima azienda di informazione economica. Anzitutto non sarà disponibile come il suo predecessore per la consueta conferenza stampa quotidiana e sostiene che finirà anche l'era del sindaco che si precipita in luoghi dove c'è un'emergenza. Continuerà ad abitare nella sua townhouse sulla 79.esima strada nell'Upper East Side di Manhattan e adopererà la residenza ufficiale di Gracie Mansion per ricevere dignitari e intrattenere i dipendenti municipali. È convinto che una cosa è la privacy nella sua vita privata e un'altra è, invece, la sua attività di primo cittadino. "Credo piano piano capirà che il sindaco appartiene alla gente" commenta David Dinkins, mentre Koch (rieletto 3 volte) assicura "lo possiede. La gente non ha problemi a venire davanti e dirti: ti detesto o, ti apprezzo". Capirà, Bloomberg? Vedremo. Di fatto, nei due mesi scorsi è volato alle Bahamas e ad Aspen segretamente, senza neppure avvertire i suoi più stretti collaboratori. E quando in Colorado si è trovato davanti un reporter newyorkese diventato la sua ombra, gli ha chiesto cortesemente di lasciarlo in pace. "I cittadini hanno il diritto di sapere che i suoi rappresentanti conducono la propria vita in maniera da non imbarazzare la città. Dopodichè - aggiunge - non c'è alcuna ragione per cui non dovrei avere il diritto ad una vita sociale, una vita personale, senza che questi siano coinvolti" tuonava Bloomber il mese scorso. Ospite sovente delle colonne del pettegolezzo sui tabloid, famoso per i suoi opulenti party, dice di se: "Amo il teatro, uscire per cena e inseguire sottane. Diciamo così - precisa -: sono un single, eterosessuale, miliardario a Manhattan. Cosa credete? È il sogno di tutti". Il "sistema-Bloomberg" è stato descritto dal suo inventore la scorsa estate, allorchè Giuliani si trovava alle prese con il rinnovo del contratto degli insegnanti. Al "sindaco di ferro" suggeriva di "chiuderli in una stanza senza caffè, senza toiletta, dicendo loro: uscite quando avrete raggiunto un compromesso". Stando agli analisti sarebbe troppo semplicistico predirre il futuro, basandosi esclusivamente sulla comparazione di due stili diversi di management. Mentre Giuliani era noto per voler ficcare il naso anche nella microburocrazia della sua amministrazione, Bloomberg vuole invece delegare decisioni ai suoi commissioner. Cacciato dalla banca di investimenti Salomon Brothers con un assegno di liquidazione da 10 milioni di dollari in tasca, Bloomberg ha costruito un impero dell'informazione economica che gli frutta qualcosa come 2.3 milioni di dollari al netto delle tasse, la settimana. È uno degli uomini più ricchi della Grande Mela ed è un convinto assertore dell'apertura al dialogo, almeno nella sua azienda dove - commentano i suoi dipendenti - più che in un ufficio sembra di lavorare in uno sweatshop con telecamere che osservano i dipendenti, dove vengono sorvegliate anche le email e dove chi lascia il lavoro non può mai più tornate. Uno dei suoi dipendenti più bontemponi si spinge a immaginare il suo boss arrampicato sul George Washington Bridge ad innalzare uno striscione con la scritta "Welcome, Mayor Mike". Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni |
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