Riccardo Chioni - America Oggi - 22 Dicembre 2001
L'idea iniziale era di ripetere un appuntamento gioioso nella Big Apple promosso - come di consueto - per presentare la nuova edizione della rivista "Bridge" diretta da Flavia Pankiewicz, ma i fatti di cento giorni fa hanno trasformato l'avvenimento in un momento dedicato alla memoria.
Un'iniziativa per dimostrare la solidarietà della Regione Puglia soprattutto alle famiglie americane di origine pugliese che hanno perso i propri cari negli attentati al World Trade Center, svoltasi presso il Consolato Generale di Park Avenue, con la partecipazione del vice presidente della Regione, Giovanni Copertino.
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 Flavia Pankiewicz, Giorgio Radicati e Giovanni Copertino |
"È una serata dedicata alla Puglia, una delle regioni più antiche di storia, più importanti per cultura e più rappresentativa per un passato che assume agli occhi degli italiani, ma non solo, un significato tutto particolare" ha esordito il console generale Giorgio Radicati salutando gli invitati, tra cui, il soprano Licia Albanese, la madre ed il fratello del governatore Pataki, il giudice Michael Pesce, l'ammiraglio Giovanni Vitaloni, il poeta Joseph Tusiani, lo scrittore Robert Viscusi, rappresentanti di associazioni pugliesi ed i familiari delle vittime.
"Cento giorni fa - ha proseguito il ministro Radicati - New York è stata colpita da un'immane tragedia con un attacco barbarico e migliaia di persone hanno perso la vita. Chi si trovava qui ha vissuto i drammatici cambiamenti avvenuti in appena poche ore. Ma ha constatato anche quanto sia forte questo paese, questa città, questa gente. Molti rappresentanti di paesi stranieri sono venuti qui per portare la propria solidarietà a 'ground zerò, agli eroi morti e a quelli al lavoro tra le rovine. Sono fiero del fatto che l'Italia sia stata tra i primi a manifestare l'amicizia tra i due paesi. Nei giorni e nelle settimane seguenti gli attentati ogni regione, provincia, città e anche singoli cittadini italiani mi hanno inviato messaggi, offerte e dimostrazioni di solidarietà che mi hanno particolarmente toccato".
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 Rita Aniello sorregge la foto del figlio Joseph |
La rivista "Bridge Apulia Usa" è alla settima edizione, in gran parte dedicata all'11 settembre con le riflessioni di personalità americane. La novità di questo settimo numero è data dal fatto che nel corso della manifestazione, anzichè essere distribuita gratuitamente come sempre, la rivista è stata venduta a prezzo libero ed il ricavato sarà destinato ad un fondo speciale per offrire un viaggio d'istruzione in Puglia a giovani di famiglie vittime degli attentati.
Le altre manifestazioni sulla Puglia e la tradizionale assegnazione del premio "Bridge Personality of the Year" che avrebbero dovuto tenersi lo scorso ottobre, dopo l'11 settembre sono state sostituite dall'evento di solidarietà di giovedì sera al Consolato.
Il presidente della Regione, Raffaele Fitto, trattenuto in Puglia da impegni politici, è stato rappresentato dal vice presidente Giovanni Copertino.
"Sono qui per esprimere la vicinanza del popolo pugliese a questo disastro mondiale che ha visto l'umanità civile cambiare il proprio vivere quotidiano. Sono convinto - ha detto Copertino - che con la spinta, la solidarietà e tutto quello che si sta realizaando, questi momenti non saranno mai dimenticati. Sono qui anche per esprimere la solidarietà a tutte le famiglie che hanno perso propri congiunti e mi auguro che queste menti criminali non ci siano più lungo il cammino della storia. Saluto le famiglie dei nostri eroi, di coloro che pur sapendo di rischiare la propria vita, sono andati oltre i confini della sicurezza per cercare di salvare altre vite umane. A loro va il nostro pensiero commosso da non dimenticare mai".
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Tra i familiari delle vittime c'erano Salvatore e Rita Aniello - salutati da un lungo applauso - che nella tragedia hanno perso Joseph, vigile del fuoco di stanza a Brooklyn Hights, uno dei primi a giungere sul luogo degli attentati con la squadra Ladder 118. Joseph avrebbe compiuto 36 anni lo scorso 10 ottobre, ma del giovane ai genitori non resta che una foto dell'eroe in divisa poichè il suo corpo non è ancora stato rinvenuto.
Nell'editoriale che apre la settima edizione di "Bridge", Flavia Pankiewicz scrive, tra l'altro, "c'è da chiedersi piuttosto perchè l'aver fatto cadere quei grattacieli come birilli di un bowling, nel più efferato strike della storia, oltre a cambiare lo skyline più famoso del mondo, il corso stesso della storia, dell'economia e delle geografia politica del pianeta, oltre a distruggere migliaia di vite umane e a spezzare i cuori di altrettanti individui che a quegli esseri erano legati, abbia istantaneamente devastato anche la nostra fantasia, i nostri sogni. Cè da chiedersi come mai quei crolli di New York abbiano colpito al cuore l'immaginario collettivo tanto da far passare quasi in secondo piano l'altrettanto tragico abbattimento di un'ala del Pentagono e il terribile schianto del quarto aereo".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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