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I conti in rosso della Big Apple sono diventati una voragine. Ai cinque miliardi del deficit del bilancio municipale già previsti se ne deve aggiungere un altro e, di conseguenza, City Hall dovrà provvedere ad arginare l'emorragia di dollari praticando tagli in tutte le direzioni, compresi polizia e vigili del fuoco.
"Non sappiamo cosa succederà nel resto dell'anno fiscale 2003" è il secco commento del sindaco Michael Bloomberg, in un'intervista concessa in questi giorni alla rete televisiva "Wor".
Mentre il revisore dei conti William Thompson e altri controllori da mesi andavano dicendo che il bilancio era stato redatto facendo conto su entrate rischiose per l'ammontare di circa un miliardo di dollari, Bloomberg continuava a gettare acqua sul fuoco, assicurando che il buco di 4.9 miliardi di dollari era stato "aggiustato".
Nelle settimane passate però Michael Bloomberg ha dovuto rivedere la sua posizione, in considerazione delle proiezioni che evidenziano la voragine, a causa di mancate entrate per l'erario previste in bilancio.
Ciò significa che per sanare i conti in rosso di un ulteriore 1.1 miliardi di dollari nel giro di pochi mesi la municipalità sarà costretta a risfoderare il taglione per cercare di arrivare al prossimo anno fiscale in condizioni meno disperate.
Per mettere in atto questa operazione di salvataggio Bloomberg prevede di chiedere a tutti gli organi e agenzie comunali di apportare tagli pari al 7.5 per cento nei rispettivi bilanci, compreso il corpo di polizia, il dipartimento dei vigili del fuoco, quello dell'istruzione, nettezza urbana, oltre alla riduzione degli orari delle biblioteche e del personale negli ospedali cittadini.
L'anno fiscale 2003, come è noto, si chiude il 30 giugno. "Siamo da quattro mesi nell'anno fiscale 2003 e, attualmente, le entrate fiscali sono tali come erano previste. Il problema - ha sottolineato Bloomberg - è che le proiezioni per i restanti otto mesi sono meno rosee di quanto prevedevamo e, di conseguenza, avremo un deficit maggiore che dobbiamo assolutamente sanare", precisando che molto dipenderà dall'aiuto che la City riuscirà ad ottenere dai governi statale e federale, dai sindacati e dalla salute dell'economia.
"Se vogliamo dare i numeri, un miliardo di dollari è la cifra più probabile, ma potrebbbe risultare anche meno. Chiaramente avremo problemi nel corrente anno fiscale" ha aggiunto il sindaco che soltanto tre mesi fa aveva fatto spallucce a chi gli faceva notare che i conti non quadravano e che sulla carta era prevista l'entrata di un miliardo di dollari che non si è mai materializzata, inclusi 252 milioni in concessioni a cui avrebbe dovuto provvedere il sindacato delle maestranze municipali, i 200 milioni che sarebbero dovuti essere recapitati dal governo federale e i 175 corrispondenti ai pagamenti retroattivi provenienti dalle licenze sugli aeroporti.
A luglio Bloomberg aveva beatamente detto "credo che il budget approvato per l'anno fiscale 2003 sia ragionevole. Nulla al momento mi fa sospettare che non saremmo in grado di provvedere a bilanciarlo. Detto questo, non possiamo escludere un certo rischio e non c'è dubbio che dobbiamo iniziare da subito a ridurre le spese".
Ora che il bubbone è scoppiato, il primo cittadino della Big Apple ha già fatto arrivare l'ordine perentorio a tutti gli enti municipali: tagliare del 7.5 per cento ogni bilancio onde risparmiare per il prossimo anno fiscale, quando il buco di bilancio ragiungerà dai 5 ai 6 miliardi di dollari.
Da City Hall cercano di lanciare messaggi rassicuranti. "Secondo le procedure correnti, è previsto mettere mano al bilancio durante il corso dell'anno, ma l'ammontare di cui stiamo parlando è ovviamente più notevole durante una crisi economica quando si preannuncia un deficit a venire da 5 a 6 miliardi di dollari".
Bloomberg le sta tentando tutte, anche se è già inciampato nei primi dinieghi. Il primo gli era piombato addosso dal governatore Pataki, pure lui repubblicano, il quale aveva detto chiaro e tondo di non vedere di buon occhio l'imposizione di pedaggi sui ponti lungo l'East River, specialmente in prossimità delle elezioni del 5 novembre e anche perchè produrrebbe esattamente un effetto boomerang.
Il secondo macigno sul capo di Bloomberg è arrivato dal consiglio comunale che si è dichiarato contrario all'aumento delle tariffe dei trasporti di massa. Con una votazione 50-0 il consiglio comunale ha approvato una risoluzione con cui chiede ai responsabili della Metropolitan Trasportation Authority di aprire i libri contabili per dimostrare l'assoluta necessità di aumentare le tariffe dei bus e metrò.
Tanto che alcuni membri del consiglio si sono rivolti al governatore (che nomina la maggioranza del direttivo dell'Mta) affinchè assicuri di non aumentare le tariffe una volta sfumate le elezioni.
L'appello deve essere stato raccolto. E dall'Authority rispondono subito che per il momento è prematuro parlare di aumenti, ma - precisano - se dovesse accadere, l'aumento servirà solo a colmare il previsto buco di 663 milioni di dollari che l'Mta si troverà sulle spalle nel prossimo anno.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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