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Il Cavallo leonardiano rafforza i legami tra Italia e Usa

Riccardo Chioni - Allentown, 6 Ottobre 2002

Sindaci
Il sindaco di Allentown, Roy Afflerback, il console generale Lorenzo Mott e il sindaco di Vinci, Giancarlo Faenzi
 
Cavallo
Da ieri questo paesone della Pennsylvania ha stretto un legame più profondo con la città di Vinci, grazie al suo illustre antenato Leonardo e al suo Cavallo.

Numerose persone hanno partecipato all'inaugurazione della monumento equestre di bronzo alto quattro metri che ora domina la piazza antistante la scuola d'arte, nel centro civico di Allentown.

Per l'occasione dalla città toscana è giunta una delegazione di una trentina di persone in rappresentanza delle tante realtà di Vinci, guidata dal sindaco Giancarlo Faenzi, il quale ha sottolineato come l'artista del Rinascimento sia riuscito con questa opera monumentale e carica di significati a istituire rapporti culturali continuativi tra le due città.

Presente anche il console generale di Filadelfia, Lorenzo Mott, il quale ad America Oggi assicura che "si tratta di una serata magica nei rapporti tra gli Stati Uniti e l'Italia, tra la Pennsylvania e la Toscana".

Il ministro sottolinea che "Vinci ha un enorme potenziale rappresentato in Italia da Leonardo, per cui si può presentare in qualsiasi parte del mondo. L'inizia dei cavalli - ha precisato - rappresenta un meraviglioso modo di promuovere il nostro paese, Vinci e Leonardo. È un altro tassello importante nel conoscersi a vicenda e mi fa molto piacere constatare che si stanno realizzando scambi giovanili ed anche questo serve a conoscersi meglio".

Pier Paolo Fodai della Snai di Milano, l'azienda che ha accolto e ospitato nel parco di San Siro il Cavallo originale nella dimensione voluta da Leonardo (8 metri di altrezza - 7 milioni di costo) precisa che "questa copia ridotta di 4 metri di Alletown sta a testimoniare l'amore che gli americani nutrono per il Genio vinciano, il quale è più studiato nelle scuole e college americani che in quelli italiani. Questa scultura equestre - sottolinea - simboleggia soprattutto lo scambio culturale e i legami di civiltà e democrazia indiscindibili che legano l'Italia e gli Usa".

Il patron del progetto del Cavallo di Leonardo, Giorgio Morelli, corrispondente del "Giornale" è l'unico italiano che fa parte della fondazione di Allentown istituita dal pilota e appassionato d'arte rinascimentale, Charles Dent, morto pure lui come Leonardo, senza riuscire a vedere ultimato il suo ambizioso progetto.

Il sindaco di Allentown, Roy Afflerbach, ha messo in risalto il grande significato culturale che rafforza i legami tra le due città e le due nazioni. L'artista giapponese che ha realizzato l'opera da un disegno di Leonardo, Nina Akamu, è stata saluta con grande entusiasmo dal pubblico e le numerose autorità presenti alla cerimonia nel nuovo Charles Dent Memorial Park.

Il programma dei festeggiamenti è proseguito durante tutto il fine settimana con appuntamenti culturali ed enogastronomici, per far conoscere alla gente della Pennsylvania i prodotti della terra toscana che peraltro riscuotono grande successo negli Stati Uniti e ieri alcuni membri della delegazione vinciana si sono impossessati della cucina della scuola d'arte per allestire un pranzo tipico e semplice con i prodotti locali.

Le autorità di Allentown si augurano che il Cavallo leonardiano possa diventare presto il simbolo della città che si sta adoperando per rivitalizzare il centro storico e civico che per molti anni erano stati trascurati. Il sindaco ha riferito che il progetto di restauro della zona prospicente la scuola d'arte, dove è piazzato il Cavallo su un piedistallo di granito nero, vedrà il completamento nel giro di un paio d'anni.

Il Cavallo è tornato dunque dove il suo "papà" adottivo, Charles Dent, lo aveva immaginato negli anni Settanta, dopo che aveva visto sulla rivista "National Geographic" un servizio dedicato al "Cavallo di Leonardo che non aveva mai visto la luce". Ci aveva provato lui stesso a mettere mano al bozzetto, ma possedeva soltanto l'esperienza di un artista dilettante. Riuscì tuttavia a lasciare in eredità dopo la sua morte l'impegno di realizzare una statua grandiosa, così come l'aveva immaginata Leonardo ed ha trovato tantissimi alleati nel suo progetto. Alla fondazione da lui creata hanno infatti contribuito, oltre a tutti gli stati dell'Unione, anche dodici paesi stranieri.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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