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Il Cavallo di Leonardo è tornato a casa, a Vinci

Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 6 Dicembre 2001

Leonardo riesce ancora a stupire. Agli albori del terzo millennio il Genio è riuscito ad unire la sua minuta Vinci in un simbolico gemellaggio culturale con l'intero pianeta a stelle e strisce.

L'occasione è solenne. Infatti, soltanto adesso, si è realizzato quel sogno del Cavallo che Leonardo si portò nella tomba, dopo diciassette anni di studi. Al tempo, Leonardo da Vinci avrebbe dovuto realizzare un monumento equestre di otto metri per onorare la figura di Francesco Sforza, ma il modello di creta divenne bersaglio degli arceri francesi durante l'invasione di Milano e il bronzo fuso per le bocche da fuoco.

Del Cavallo di Leonardo restò solo un piccolo disegno di un ambizioso progetto realizzato a distanza di cinque secoli dall'artista cinogiapponese Nina Akamu.

La copia del Cavallo (quella più grande si trova al parco di San Siro) ha trovato finalmente la sua collocazione ideale, nella piazza della cittadina di Vinci, in quella campagna fiorentina immortalata dal genio del Rinascimento.

Il cavallo di bronzo di quindici tonnellate avrebbe dovuto essere consegnato a Vinci due mesi fa con una manifestazione cui avrebbero preso parte 1.200 americani, ma i tragici eventi dell'11 settembre costrinsero gli organizzatori a far slittare la cerimonia.

Per l'occasione, la campagna toscana ha sfoderato i suoi più caratteristici colori autunnali e anche se la delegazione Usa si era assottigliata, l'intera cittadina di Vinci si è data convegno per questo momento unico e significativo. La consegna del Cavallo, tassello mancante al mosaico delle "meraviglie" raccolte nella cittadina leonardiana, rappresenta infatti la prima manifestazione culturale di rilievo tra Italia e Usa, dopo gli attentati terroristici.

In una cornice dai sapori medievali, con tanto di sbandieratori, il sindaco di Vinci, Giancarlo Faenzi, il chairman della società Meijer del Michigan, Earl Holton e Peter Dent, presidente della fondazione Leonardo da Vincìs Horse, hanno scoperto il Cavallo che ora domina la piazza riconsegnata alla cittadinanza quale punto di incontro.

Per raccontare la storia del cavallo vinciano bisogna fare un salto all'indietro di almeno un quarto di secolo, quando l'americano Charles Dent, provetto artista, già pilota civile, amante dell'arte italiana, decise di portare a termine il progetto che Leonardo aveva lasciato incompiuto. Mise assieme una fondazione che naturalmnete intitolò all'uopo: Leonardo da Vincìs Horse Foundation e abbozzò un modello del mastodontico cavallo, che però agli occhi esperti apparve subito come un ammasso di errori anatomici che non caratterizzavano certo l'esperienza in materia del Genio. Anche Charles Dent non riuscì a vedere terminato il cavallo leonardiano. Si spense all'età di 77 anni nel 1994, dopo aver tuttavia raccolto quattro milioni di dollari. Il piano per realizzare il monumento venne affidato a Nina Akamu, studiosa del Rinascimento a Firenze e artista affermatasi negli studi d'arte di Pietrasanta. Per Nina Akumu la chiave di volta dell'opera che doveva realizzare è stato uno dei disegni di Leonardo scoperti a Madrid nel 1965, seppure in dimensioni simili ad un francobollo.

"Da lì a realizzare un colosso di otto metri e 15 tonnellate di peso, è necessaria una certa dose di licenza artistica. È solo un omaggio, un tributo a Leonardo, non una copia del suo lavoro. Quando ho deciso di assumere questo incarico - racconta ad America Oggi l'artista - non potevo immaginare che sarebbe stato molto più complicato di quanto avevo previsto. Ma col passare del tempo e col crescere delle forme della scultura cresceva anche il numero delle persone coinvolte nel progetto che hanno portato un'enormità di entusiasmo. Leonardo - aggiunge Nina Akumu - se non altro sarà orgoglioso del mio sforzo nel portare alla luce il suo lavoro incompiuto".

Il sindaco, Giancarlo Faenzi, sottolinea che il cavallo era il tassello mancante a Vinci. "Bisogna dire proprio così. E si è corso il rischio che rimanesse il tassello mancante a causa dei fatti dell'11 settembre. Ma si è trattato solo di rimandare l'inaugurazione. Il nostro intento è di riaffermare l'intento della pace nel mondo, l'arma principale per sconfiggere il terrorismo. Vinci ha sentito fortemente questa donazione, anche se si tratta di un'opera contemporanea, i vinciani tuttavia la sentono molto vicina al loro grande antenato ed è la prima volta che un'artista si cimenta in un lavoro di Leonardo. Il Cavallo e Leonardo ci danno veramente l'opportunità di avere rapporti in modo globale con la comunità statunitense. Sono certo che i vinciani nel mondo nella giornata dell'inaugurazione saranno simbolicamente presenti con pensiero".

Ora il cavallo di tre metri si staglia nella piazza del borgo medievale visitato da oltre 400 mila turisti l'anno, nei pressi del Museo Leonardiano frequentato da 150 visitatori l'anno, tra le viuzze frequentate dal Genio giovinetto.

Tra i principali sponsor del progetto figurano la "Leonardo da Vincìs Horse Foundation", l'ex ambasciatore Usa a Roma Peter Secchia, Frank Meijer dell'omonima catena di distribuzione del Michigan, la fonderia Tallix Art Foundry, Alitalia e il giornalista Giorgio Morelli, patron dell'iniziativa, il quale ha contribuito in maniera decisiva a realizzare il più grande monumento equestre che esista al mondo, così come l'aveva commissionato a Leonardo il granduca di Milano, Ludovico Sforza nel 1842.



Articolo pubblicato da America Oggi.
Copyright © Riccardo Chioni
Cavallo Da Vinci
Da sinistra: Peter Dent, presidente della Horse Foundation e nipote di Charles, pilota e amante d'arte, durante il taglio del nastro inaugurale.


Cavallo Da Vinci
Nina Akamu con la sua opera


Cavallo Da Vinci
Un immagine suggestiva con gli sbandieratori


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