|
Il presidente Carlo Azeglio Ciampi arriverà a New York anche per incontrare la comunità italoamericana, preceduta al Quirinale dalla sua esemplare reputazione di ambasciatrice d'Italia negli Usa.
Sarà un'occasione per far sapere al presidente Ciampi che questa di New York e dintorni è una comunità integrata nella realtà americana, che s'è costruita un discreto status sociale ed economico, tanto da costituire oggi una leading community dell'intera area metropolitana e negli Stati Uniti.
L'ultimo venuto in visita ufficiale negli Usa, una decina d'anni fa, fu il presidente Oscar Luigi Scalfaro che a New York ospitò alcune centinaia di invitati ad un cocktail al Warldof Astoria, ma quelli erano tempi distanti anni luce anche per la storia della nostra comunità.
A metà della settimana entrante il decimo presidente della Repubblica, arriverà in visita ufficiale a Washington dove il 12 incontrerà a cena l'ex presidente George Bush, prima di recarsi l'indomani alla Casa Bianca per una colazione con il presidente W. Bush.
A New York Ciampi riceverà l'FRD International Disability Award, assegnato quest'anno all'Italia, lunedì 17 al Palazzo di Vetro e il giorno successivo incontrerà il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.
Tra gli appuntamenti di Ciampi a New York sono previsite visite alla Columbia University e alla Casa Italiana Zerilli-Marimò presso l'Nyu, oltre ad incontri privati e ad una cena di gala al Grand Hyatt Hotel sulla 42esima, a fianco della Grand Central.
Il gala si svolgerà sabato 15, aperitivo alle 7, cena alle 8 in onore del Presidente per cui c'è grande attesa, per cogliere un momento per stringersi attorno a Ciampi.
La sala delle feste del lussuoso albergo ospita 1.500 persone e per la cena è assicurato un menù di pregio a cui s'aggiungono vini di qualità. Lo chef dell'Hyatt, Anthony Arbeeny, per l'occasione ha sfoderato prelibate combinazioni di piatti per un incontro in cui non sono previsti discorsi, se non quello - peraltro molto atteso - dello stesso presidente Ciampi, indirizzato ad una platea di italoamericani che qui si sono meritatamente conquistati il titolo di ambasciatori del proprio Paese e che hano cullato, cresciuto e migliorato il Paese d'adozione da quando vi mise piede il primo italiano.
I prezzi dei biglietti per il gala in abito da sera sono suddivisi in tre tagli: tavoli da 10 per 1.600, 2.000 e 3.000 dollari con diversi accomodamenti in sala, per una serata elegante in cui la collettività dell'area metropolitana avrà la possibilità di salutare il presidente, ma anche per dimostrare che le cose qui - dall'ultima visita ufficiale di un presidente della Repubblica - sono notevolmente cambiate per quello che concerne la comunità italoamericana. Oggi gli italiani ricoprono posti chiave in ogni settore, commerciale, politico, economico, culturale, artistico e sportivo su tutto il territorio statunitense e costituiscono la quinta etnia per numero. Dopotutto 25 milioni di americani possono ricollegarsi ad origini italiane.
Per spiegare anche a Ciampi che gli italoamericani d'oggi non tendono più la mano all'Italia per avere, bensì per sottolineargli che sono in grado di offrire e molto. Che gli italiani all'estero da un "problema" si sono rivelati una risorsa in termini economici, di esperienze e professionalità che possono essere trasmetsse di là dall'Atlantico.
Gli italiani di New York e dintorni oggi attendono l'arrivo del presidente non più come unico contatto con l'Italia, come poteva essere anche solo una decina d'anni fa, vuoi perché i rapporti negli anni tra i due Paesi si sono fatti più stretti e anche perché l'informazione diretta avvicina le due realtà.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
|