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Un lungo applauso ha salutato l'ingresso del presidente Carlo Azeglio Ciampi e donna Franca nel salone delle feste dell'hotel Grand Hyatt a Manhattan, in occasione della cena organizzata sabato in onore del presidente, cui hanno preso parte oltre mille persone.
Al tavolo alto, assieme al presidente e la first lady siedevano il sottosegretario agli Esteri, Mario Baccini, gli ambasciatori a Washington Sergio Vento e all'Onu, Marcello Spatafora, il console generale Antonio bandini, il cardinale Edward Egan, il chairman dell'Empire State Development, Charles Gargano, il senatore Charles Shumer, il nunzio apostolico Celestino Migliore, il chairman della Niaf Frank Guarini, il giudice Dominic Massaro, l'ex ambasciatore Usa e l'attuale a Roma, Richard Gardner e Mel Sembler, la baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò, Jack Valente, presidente della Motion Pictures Association of America e Lawrence Auriana presidente della Columbus Citizens Foundation.
A fare gli onori di casa è Lucio Caputo, presidente del Gruppo Esponenti Italiani e chairman del comitato organizzatore della serata che ricorda subito i carabinieri, militari e civili italiani vittime della strage di Nassiriya in Iraq, "un attentato codardo - ha detto Caputo - che ha riportato alla memoria l'11 settembre".
Un minuto di silenzio osservato in memoria delle vittime è stato seguito da un caloroso applauso. Caputo chiede a Ciampi di portare con se a Roma affetto, amicizia e solidarietà delle comunità italiana e italoamericana e di trasmettere i sentimenti ai familiari, ai carabinieri e alle Forze Armate. "Saremo con lei in quel triste momento" durante i funerali ha aggiunto Caputo.
Il senatore Shumer ha porto al presidente le condoglianze di 19 milioni di newyorkesi e dell'America per le vittime italiane dell'attentato in Iraq ed ha ringraziato l'Italia per essere al fianco degli Stati Uniti.
È a l'hollywoodiano Jack Valenti, patron degli Oscar, che spetta il compito di presentare Ciampi. Anche lui esprime al presidente il grande dolore per le perdite tra gli italiani in Iraq e gli ricorda "sono inondato da sangue italiano e non potrei esserne più fiero".
Atteso il discorso del presidente, che spazia a tutto campo, dai ricordi personali ai legami d'amicizia tra i due Paesi.
"Gli incontri con i cittadini d'origine italiana e con gli italiani nel mondo suscitano sempre in me ricordi, emozioni, speranze. Oggi - ha esordito Ciampi - questi sentimenti sono ancora più forti e più profondi. Il nostro pensiero corre ai carabinieri, ai militari e ai civili italiani caduti in missione di pace in Iraq, insieme ai civili iracheni che collaborano con loro. Vittime dello stesso terrorismo che questa città ben conosce. Insieme, commossi, ricordiamo il loro sacrificio al servizio della patria e della comunità internazionale. Lo ribadisco con convinzione nell'incontro con voi, per la maggior parte cittadini di una grande democrazia, di un Paese amico e alleato dell'Italia".
Il presidente poi si racconta, ricorda d'essere nato nel 1920, a Livorno e ha aggiunto "da ragazzo ho visto partire anche dalla mia città natale, che è un porto di mare, le navi degli emigranti. Li ho incontrati nei Paesi che li hanno accolti; ho visto come hanno saputo, con grandi sacrifici, guadagnare rispetto e stima; affermarsi in posizioni di sempre maggior rilievo. E sempre, dovunque, hanno mantenuto l'orgoglio della loro origine; la patria Italia. In nessun paese al mondo questa storia di tenacia e di successo è vera come lo è stata negli Stati Uniti. Non ne sono sorpreso - ha proseguito Ciampi -: questa è la terra dell'intraprendenza, della fiducia di una visione positiva della vita. Voi avete un debito verso gli Usa, ma anche gli Usa hanno un forte debito di riconoscenza verso di voi, i vostri genitori, i vostri antenati".
Nel suo intervento a largo raggio - interrotto da 13 applausi - il presidente ha parlato anche di economia, ha sottolineato che "l'Italia è oggi la quinta potenza industriale del mondo. Pochi marchi al mondo posseggono la forza del made in Italy: esso è innanzitutto simbolo di qualità, di professionalità; è cultura, bellezza, buon gusto".
Infine si è rivolto alle nuove generazioni formatesi in un contesto lontano dal nostro Paese. "Non dimenticate l'Italia - esorta -, gli Stati Uniti sono una realtà multietnica, multiculturale. In questo ambito, l'italianità può solo costituire un fattore d'arricchimento della vostra identità di leali cittadini americani".
Un pensiero Ciampi in chiusura lo rivolge all'Europa, ai buoni rapporti tra le due sponde dell'Atlantico e sostiene che "il legame crea una responsabilità comune ed unica fra noi. Anche questoè il compito oggi della grande comunità italoamericana: mantenere vivo, con l'Italia e attraverso l'Italia, il partenariato degli Stati Uniti con l'Europa, per trovare, nella tormentata attualità del XXI secolo, le risposte che la nostra coscienza di occidentali, di europei, d'italiani, di americani, sollecita con sempre maggiore urgenza".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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