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"Conto di valorizzare tutto quello che serve a preservare la nostra storia e la nostra identità, quella che ci piace e quella che non ci piace. Trovo che tutti dovrebbero conoscere meglio questa storia", spiega il console generale Antonio Bandini al termine della cerimonia in ricordo dei caduti in guerra al Long Island presso il National Cemetery di Farmingdale.
Come ogni anno il Comitato d'Intesa Associazioni Nazionali d'Arma, che comprende alpini, avieri, bersaglieri, carabinieri e marinai, ha rinnovato il saluto alla memoria di militari italiani - molti rimasti ignoti - morti durante il secondo conflitto mondiale, mentre - prigionieri - erano imbarcati a bordo d'una nave statunitense attacata dal fuoco nemico.
Erano presenti gli addetti militari presso l'ambasciata e la missione all'Onu, i carabinieri in servizio e dieci tra ufficiali e sottufficiali arrivati da Washington.
Tra questi l'addetto militare presso la missione alle Nazioni Unite, generale di corpo d'armata, Luciano d'Alessandro, il generale Pasquale Preziosa addetto militare difesa a Washington e il capitano di vascello Gregorio Anglani presso la missione italiana all'Onu.
I rappresentanti delle associazioni nazionali con il presidente dei carabinieri in congedo, Tony Ferri; del gruppo aeronautica con il presidente Guido Palladino; i presidenti dell'associazione dei marinai di New York, Paolo Romagno, il suo vice Frank Svaduto; il presidente dell'Anmi del New Jersey, Giacomo Bandino e degli alpini, Luigi Covati.
Il presidente Romagno riferisce che la cerimonia in ricordo dei caduti si ripete da una ventina d'anni, una tradizione a cui però partecipano sempre meno italoamericani ed in particolare disertata dai giovani.
Un argomento, quello dell'importanza di preservare la memoria, che viene messo in risalto dal Console Generale durante il suo intervento, che vola subito a chi ancora oggi mette a repentaglio la propria vita sui campi di battaglia o in luoghi dove si cerca di far nascere la democrazia.
"Un pensiero va a coloro che anche oggi perdono la propria vita per la patria. Pensiamo - ha detto Bandini - a vite stroncate che avrebbero potuto dare alla comunità. Non saremo gli stessi senza la memoria dei nostri caduti".
Il generale d'Alessandro allarga la commemorazione a tutti i caduti. "Anche quest'anno - ha detto - ci ritroviamo per commemorare idealmente tutti i caduti americani e connazionali. Il ricordo - ha proseguito - è un patromonio inestimabile per noi".
Poi, riferendosi ai nostri militari impegnati in operazioni di peacekiping e a sostegno della coalizione anglo-americana in Iraq, ha aggiunto "gli italiani sono impegnati a costruire un mondo migliore. È universalmente riconosciuta la professionalità dei nostri uomini, dove sono impegnati in diverse parti del mondo".
Infine, riferendosi allo spirito di patria manifestato dagli italoamericani in tutti questi anni, d'Alessandro ha precisato che "l'Italia è fiera di voi che anche in terra di adozione continuate a mantenere alti i nostri valori".
Il generale Preziosa, al suo primo appuntamento con la cerimonia dedicata ai caduti a Long Island, arrivato da soli due mesi presso l'ambasciata di Washington, ha detto che l'appuntamento annuale del Comitato d'Intesa delle Associazioni Nazionali d'Arma contiene tre significati. "In primo luogo la patria - ha sostenuto - e poi i morti sepolti qua, che sono esempio di vita e vita militare, morti prigionieri con onore. Infine, hanno compiuto il loro dovere fino all'estremo sacrificio".
E aggiunge che "ci vuole coraggio per vivere, ma ci vuole coraggio anche per morire".
Al termine della cerimonia il cappellano padre Carmelo Gagliardi ha impartito la benedizione al pubblico e alle tombe dei caduti.
Il console generale, anche lui al battesimo delle Associazioni d'Arma a Long Island, si sofferma su una delle lapidi: indica il luogo dove riposano i resti di trentasei caduti italiani senza nome.
"Non sapevo che ci fosse il cimitero e non sapevo che ci fossero italiani anche ignoti sepolti qui. Vorrei saperne di più" ed è presumibile che il prossimo anno Antonio Bandini vorrà valorizzare questa cerimonia coinvolgendo anche associazioni, club e gruppi giovanili affinché non si disperda la memoria dei caduti italiani sepolti nel Long Island National Cemetery.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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