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New York invasa dal Tricolore per la Columbus Day Parade

Riccardo Chioni - New York, 15 Ottobre 2002

Columbus Day Parade 2002
 
Columbus Day Parade 2002
 
Columbus Day Parade 2002
 
Columbus Day Parade 2002
Si è svolta come da copione la 58esima edizione della Columbus Day Parade lungo la Quinta Avenue, con in testa il regista Franco Zeffirelli con la fascia di grand marshall, seguito dal ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia.

La sfilata ha attirato oltre cinquecento mila spettatori, ma l'assenza più vistosa è stata quella del sindaco Michael Bloomberg, il quale ha preferito marciare domenica nella parata del Bronx e in quella dei Latini a Manhattan, dopo che gli organizzatori s'erano rivolti al tribunale per impedire che i due attori italoamericani della serie "The Sopranos", Lorraine Bracco e Vincent Chianese, invitati dal primo cittadino, sfilassero con lui.

Il giudice federale aveva dato ragione alla Fondazione: l'immagine dei Soprano contrasta con i principi della Columbus Foundations che - in tal senso - ha tutti i diritti di invitare o declinare richieste di inviti, a sua discrezione.

Bloomberg non poteva non sapere che per due anni consecutivi la Columbus Citizens Foundation - che organizza la tradizionale parata - aveva rigettato la richiesta degli attori della serie su "Hbo" di prendere parte alle parate e non si era consultato con la Fondazione, prima di estendere l'invito ai suoi amici dei Soprano.

"Hanno ragione gli italoamericani. Devono difendere la loro immagine assolutamente. Tanta gentre si è prestata a giochi di immagine e ora ne subisce le conseguenze" dichiara ad America Oggi il regista fiorentino Zeffirelli che sfila a bordo di una Cisitalia del 1948 modello Nuvolari Spider, votata una delle dieci auto più affascinanti del mondo dal Museum of Modern Art.

Il ministro Mirko Tremaglia ha fatto un vero bagno di folla. Riconosciuto da molti dietro le transenne, non ha fatto altro che sventolare il Tricolore e rispondere ai saluti del pubblico da bordo di una Lancia Aurelia B24 Spider, sulla quale non riusciva a stare seduto perchè richiamato dalle grida della gente. Il ministro è apparso decisamente entusiasta dell'accoglienza che gli hanno riservato a New York quelli che lui stesso definisce "i suoi fratelli e sorelle all'estero".

Bruno Zoratto, presidente della commissione informazione del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, ha sfilato assieme ad altri membri del Cgie e sostiene la causa della Fondazione. "Mi sembra che sia una cosa inopportuna da parte del sindaco. Manca di sensibilità nei confronti di una realtà risaputa: che gli italoamericani - come tutti gli italiani nel mondo - non sono favorevoli a che gli stereotipi siano nelle prime pagine".

E sull'assenza del primo cittadino, Zoratto aggiunge "credo sia una scelta esagerata e non giusta".

Lungo tutto il percorso dalla 44esima alla 79esima strada si è visto uno spiegamento straordinario di forze dell'ordine dietro e davanti le transenne lungo la Avenue, con numerose unità cinofile ed elicotteri che hanno ronzato per tutto il tempo sul capo dei dignitari.

Anche perchè la celebrazione dell'orgoglio italaloamericano è una passerella ideale per candidati politici e "official". Tra questi il governatore George Pataki, il chairman dell'Empire State Development Corp., Charles Gargano, Andrew Cuomo a fianco di Hillary Clinton, Alan Havesi ed altri ancora.

Quando il cardinale Edward Egan è giunto sul sagrato della cattedrale di San Patrizio è stato accolto da un saluto corale dall'altra parte della strada. E, siccome la marcia si intravvedeva solo all'orizzonte, lui è sceso e si è guadagnato la strada per andare a salutare di persona gli spettatori, sorprendendo anche lo stretto servizio d'ordine.

Quando è arrivato Franco Zeffirelli, il cardinale Egan gli si è fatto incontro e il regista si è prostrato per baciargli l'anello pastorale, scambiando qualche convenevole in italiano. A Mirko Tremaglia il cardinale Egan si è rivolto con cordialità e grandi sorrisi, come se quella fosse un'occasione in cui si ritrovano amici di antica data.

Una lunga processione di uomini e donne con le insegne del Fire Department ha portato oltre 350 bandiere a stelle e strisce, in ricordo di ognuna delle vite tagliate dagli attacchi dello scorso anno che indossavano la stessa divisa.

Tra il pubblico si sono notati più giovani che nelle edizioni passate, segno che effettivamente c'è un risveglio delle giovani generazioni che intendono scoprire il legame col passato e le proprie ogirini. Hanno salutato con calore le bande e rappresentanze, molto numerose che hanno percorso la Fifth Avenue.

Molte di queste provenivano dall'Italia, come quella della Regione Campania guidata dal presidente Antonio Bassolino, l'Associazione Caggianese, Monte San Giacomo, la Regione Lazio, il comune di Roma, il corpo bandistico della città di Giffoni, il magazine "L'Idea" e la sua Miss, il gruppo folkoristico L'eco del Gargano, il comune di Pisa, la banda dei Bersaglieri di Sardegna, le caravelle della Calabria Society, il Gruppo Sicilia Antica composto di 30 elementi, la Federazione delle Associazioni del Connecticut, gli sbandieratori di Latina, la Fiao di Queens ed altri ancora.

Anche se il sindaco ha scelto per il no alla marcia, la città di New York ieri era inondata di Tricolore, persino nel suo simbolo più antico e spettacolare, l'Empire State Building, come del resto vuole la tradizione. Il sindaco ha scelto di uscire sbattenbdo la porta, interrompendo la tradizione che vuole la presenza del primo cittadino della Big Apple in apertura di parata, una consuetudine questa che si tramanda da oltre mezzo secolo e che non è mai stata tradita, anche nei momenti assai più critici di un semplice "non gradimento" di ospiti inaspettati e non invitati.

Così, mentre la Columbus Day Parade scorreva lungo la Quinta, Michael Bloomberg e i suoi "invitati non graditi", i Soprano Dr. Melfi e Uncle Junior, sedevano al tavolo di un ristorante a poche miglia a nord della City, in un ristorante a pochi passi dalla panetteria della famiglia del suo "chief of staff", Peter Madonia. E a chi chiedeva, Bloomberg rispondeva, tra un gotto di rosso e una cantata di Chianese accompagnandosi alla chitarra, "non sono qui per puntiglio e spero che la parata sia andata bene".

Tra i litiganti il terzo gode. E in questo caso il saggio è più appropriato che mai. Perchè alla fine chi ha avuto una straordinaria pubblicità assolutamente gratuita altri non sono che "The Soprano" in tivù.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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