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Quinta Avenue italianissima per la 59esima edizione della Columbus Day Parade, aperta dal Grand Marshal, Roberto Cavalli e dal ministro della Difesa, Antonio Martino, mentre il sindaco Michael Bloomberg si è schierato tra gli agenti di polizia.
Hanno sfilato oltre 35 mila persone lungo la Quinta fino alla 69esima Street dove ha sede la Columbus Citizens Foundation che organizza la festa dell'orgoglio italoamericano e a rappresentarla, in prima fila, il presidente Lawrence Auriana, seguito dalla Banda della Marina Militare italiana applauditissima lungo il percorso, accompagnata dal sostituto capo di Stato maggiore ammiraglio Giovanni Vitaloni, cui è seguita l'esibizione della fanfara del 12mo Reggimento dei Bersaglieri con la tradizionale corsa.
Per il ministro Antonio Bandini questa è la prima parata da console generale. "La prima a Manhattan, ma ho avuto il rodaggio nei giorni scorsi in altri quartieri. È una cosa bellissima, superiore ad ogni aspettativa e mi sembra che l'entusiasmo che tutti provano stia anche superando qualunque problema organizzativo che possiamo avere avuto". Pace fatta quindi tra gli italoamericani e il sindaco Bloomberg? "Certamente - sostiene - era già nel Bronx ieri".
Solo, con cappellone in testa e occhiali scuri, anche Zucchero Fornaciari risale la Quinta, per fare due passi prima del concerto al Madison Square Garden. "Mi sono ritrovato qui. È bello e credo anche doveroso".
Anche il senatore Charles Schumer sfila con i suoi collaboratori e asserisce di sentirsi un poco italiano pure lui e non solo in questa giornata. "Questo è un grande giorno per New York e per l'America intera. Sono cresciuto in un quartiere italoamericano e non c'è dubbio che è uno dei gruppi etnici che rende grandiosa New York".
Michael Bloomberg ad America Oggi assicura che tutta la città nel giorno di Colombo è italiana. "Oggi tutti i newyorkesi sono italiani, è la verità. E se non bastasse - gioca il sindaco - in qualità di primo cittadino decreto che oggi tutti debbano sentirsi italiani. Nel giorno di San Patrizio faccio diventare tutti irlandesi, ma oggi siamo tutti italiani".
Sul tappeto rosso di fronte alla tribuna d'onore Massimo Ranieri parte accompagnato da un balletto e tutti gli occhi sono puntati su di lui.
Qualcuno durante il percorso in parata, al presidente Antonio Bassolino - che aveva persino lasciato il seguito per andare a salutare un gruppo di campani che lo acclamavano da dietro le transenne - avevano chiesto con insistenza "ma dove è Massimo Ranieri?".
Anche lui si sente pieno d'orgoglio oggi. "Ho iniziato bene con un conerto al Manhattan Center, il 18 e 19 sarò ad Atlantic City e Foxwood per gli italoamericani. Oggi è un grande giorno e sono orgoglioso d'esserne partecipe" riferisce il cantante.
Alla parata era presente una delegazione del Senato della Repubblica italiana guidata dal senatore Riccardo Minardo (F.I.), composta dalla senatrice Maria Grazia Pagano (Ds-L'Ulivo) e dal senatore Gino Trematerra (U.D.C.). La delegazione, in visita ufficiale negli Stati Uniti, farà tappa anche a Filadelfia e Chicago per portare la testimonianza del Senato e del Parlamento alle celebrazioni del Columbus Day ed acquisire elementi utili affinché' la legislazione nazionale possa meglio rispondere alle reali e concrete esigenze dei connazionali all'estero. Nei giorni scorsi la delegazione ha visitato le comunità di Brooklyn e del New Jersey, dove ha partecipato alle celebrazioni colombiane organizzate da associazioni italoamericane e nei prossimi giorni incontrerà le collettivitaà, martedì 14 a Filadelfia e giovedì 16 a Chicago.
È stata anche la passerella del fashion Made in Italy con una ventina di modelle centaure che indossavano abiti del sarto dei ricchi e famosi, scorazzate a bordo di rombanti Ducati, mentre Roberto Cavalli è stato portato in parata su una Cisitalia 202 MM Nuvolari Spyder del 1948.
E su un'auto d'epoca ha sfilato anche l'ospite d'onore. Il ministro della Difesa, Antonio Martino ha risposto infinite volte ai saluti del mezzo milione di persone assiepate lungo la Quinta da una Lancia Aurelia B24 Spyder del 1956.
Ammirato il passaggio dello storico velivolo Savoia-Marchetti S-56 Flying Boat, uno dei due modelli ancora esistenti al mondo, realizzato negli anni Venti e divenuto allora il primo aeroplano in dotazione alla polizia di New York per dare la caccia durante il Proibizionismo ai contrabbandieri di alcolici.
Oggi l'NYPD l'antica dotazione la mostra in un museo o in parata, accanto al nuovo gioiellino della tecnica, un altro velivolo creato dalla genialità italiana, un elicottero blu-polizia Augusta A119 Koala, pure in parata e da poco in dotazione. Il sindaco lo guarda e non può fare a meno di commentare "anch'io ne ho uno uguale personale" e racconta di esserne pienamente soddiffatto.
Per la Columbus Citizens Foundation è il 59esimo appuntamento annuale con la parata che da qualche anno vede crescere l'interesse dall'altra parte dell'Atlantico dove devono avere scoperto l'Italoamerica con gli italoamericani che la abitano.
La Niaf sostiene che gli italoamericani sono 25 milioni sul territorio statunitense. Per decenni l'Italia ha guardato con sospetto quest'Italia fuori dell'Italia, con il timore che ognuno dai vaghi legami con la patria chiedesse aiuto alla mamma lontana.
Del resto il ricordo che si ha ancora in Italia degli emigrati è quello ingiallito e stereotipato dei viaggiatori con la valigia legata con lo spago che i media italiani continuano a propinare.
I posti chiave che gli italoamericani hanno raggiunto a tutti i livelli la dicono lunga sulla strada che hanno fatto in questo Paese, ma le storie di successo non fanno notizia e vengono centellinate in Italia.
Riscoperti improvvisamente sono diventati una risorsa per tutto il Paese. Politicamente: è iniziata la marcia di partiti a caccia di voti dall'estero. Economicamente: fatti i conti in Italia si sono accorti che gli italiani all'estero contribuiscono con una iniezione annua all'economia nazionale di 115 mila miliardi delle vecchie lire.
Per anni nessuno s'era reso conto che gli italiani all'estero avevano già adempiuto spontaneamente al compito spettante alle istituzioni, in qualità di ambasciatori d'Italia nei rispettivi Paesi d'accoglienza.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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