 Louis Tallerini e Lawrence Auriana
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"Arrestati i Soprano". Non meravigliatevi se martedì sui giornali newyorkesi leggerete questo titolone. L'intervento della polizia è l'ultima opzione che la Columbus Citizens Foundation si riserva per impedire che due attori italoamericani della serie televisiva "The Sopranos", in onda su Hbo, sfilino nella Columbus Parade lunedì sulla Quinta a fianco del sindaco Michael Bloomberg.
È stato lui a invitarli personalmente, senza preventivamente consultarsi con gli organizzatori che ora sono decisi a sfoderare anche le armi legali se necessario per impedire che i Soprano sfilino in parata, ma si augurano che Bloomberg decida di fare retromarcia, prima che la vicenda finisca di fronte al giudice.
Ieri, dopo un'affrettata sessione straordinaria del comitato organizzatore della Columbus Parade presso la sede della Foundation a Manhattan, il presidente Lawrence Auriana e il chairman delle celebrazioni di questo fine settimana, Louis Tallerini, si sono precipitati di fronte alle telecamere e fotografi per spiegare i motivi che hanno portato il comitato organizzatore a decidere di assumere ogni iniziativa possibile onde impedire che i due attori, Lorraine Bracco e Dominic Chianese, partecipino alla Columbus Parade.
Auriana è stato lapidario. "Ci auguriamo che non sia necessario ricorrere al tribunale, ma nel caso, chiederemo un'ingiunzione del giudice per impedire che gli attori sfilino. Questo, per proteggere i nostri diritti, nel determinare i contenuti della parata".
Poi Auriana entra nel vivo della controversia sulla serie televisiva.
"I Soprano hanno provocato gravi danni alla nostra comunità perchè la gente identifica gli italiani d'America, sia come gruppo che individualmente, con i personaggi proposti dal programma televisivo. Non è un danno immaginario, ma reale, anche all'interno della nostra stessa collettività. Siamo di fronte al rischio che la realtà imiti la fiction e nella nostra società non è consentito affibbiare stereotipi sulla fronte di alcun gruppo etnico. Con la sola eccezione della comunità italoamericana. Un programma come i Soprano, consciamente o inconsciamente, produce conseguenze negative nei confronti della nostra comunità".
Sul fatto che i due attori potrebbero desiderare di partecipare alla parata quali cittadini e orgogliosi italoamericani, Auriana aggiunge che "l'impressione generale è che i due attori prendano parte alla parata portandosi dietro i personaggi che interpretano e che consideriamo offensivi per la nostra etnia. Non abbiamo alcun problema ad accettarli come individui, ma non possiamo accettare i ruoli che rappresentano. Ci auguriamo che il sindaco riconsideri il suo invito e in caso contrario, prenderemo tutti i provvedimenti necessari, anche quelli legali. Dalla nostra ci sono tutte le organizzazioni e sodalizi italoamericani che hanno già espresso il proprio dissenso dalla decisione del sindaco".
La parata di Colombo - sottolinea Auriana - è intesa a promuovere tradizioni e cultura italiane in questo paese e i Soprano sono esattamentre il contrario di tutto questo.
"Non credo sia divertente quando mia figlia torna a casa e mi chiede se sono associto col crimine organizato perchè sono un uomo d'affari e di successo" ribatte Tallerini a chi gli chiede quale tipo di danno procurino i Soprano. Sottolinea anche che questo tipo di percezione da parte del pubblico più in generale si riflette sull'intera collettività italoamericana.
"Quest'anno - aggiunge Auriana - abbiamo come grand marshall il regista Franco Zeffirelli, un grande uomo delle arti, un artista tra i maggiori del nostro secolo e la sua partecipazione è gettata nell'ombra da questa controversia riguardante i Soprano. Credo che sia ingiusto per lui e per la nostra comunità".
E se fosse Marlon Brando a voler partrecipare alla parata, come si comporterebbe la Fondazione. Tallerini risponde "sappiamo fare dei distinguo tra un episodio negativo sul crimine organizzato ed una serie che ripropone fino all'esasperazione, settimana dopo settimana, stereotipi negativi e la serie dei Soprano non influenza solamente la mente del pubblico sulla mafia, ma anche e soprattutto sui valori della famiglia italoamericana che vive in questa area e la serie fa di ognuno uno stereotipo".
Il bubbone era scoppiato mercoledì, allorchè dall'ufficio stampa di City Hall era stata divulgata la notizia che il sindaco aveva invitato i due attori italoamericani a sfilare accanto a lui in prima fila alla parata di lunedì. E quando il polverone era rimbalzato da uptown al municipio, il primo cittadino aveva beatamente risposto alla Columbus Foundation "se non li gradite, non li applaudite quando sfilano", gettando così benzina sul fuoco.
La prima e genuina reazione di Auriana tuonava così. "Non è la parata del sindaco. Questo show propone il peggio dello stereotipo della famiglia italoamericana. A parte tutto l'impianto criminale, mostra gli italiani d'America come persone ineducate, brutali e di bassa lega".
Altra frecciata da City Hall. Il consigliere di Bloomberg, Vincent Lapadula, alla stampa dice "al contrario di quanto dicono uptown, molti italoamericani amano i Soprano, spero che non ingigantiscano questa questione".
Scende in campo il presidente della Coalition of Italo-American Associations, William Zugazy, il quale sbotta "è una vergogna. La parata di Colombo per gli italoamericani è una sorta di giorno sacro. La nostra parata è all'insegna del nostro retaggio e orgoglio. Certamente - aggiunge Zugazy - i Soprano non hanno contribuito molto alla promozione di cultura e orgoglio nella nostra comunità".
Alla stampa ieri la Columbus Foundation ha diffuso un secco comunicato in cui dichiara che i Soprano non sono invitati e neppure graditi alla parata del Columbus Day. E, rivolgendosi all'iniziativa del sindaco aggiungono che il suo invito "non trova spiegazioni, semplicemente perchè non c'è posto in una celebrazione pubblica di grande rilievo per un programma che glorifica violenza e ritrae gli italoamericani nel peggiore dei modi, durante la celebrazione della propria appartenenza etnica e cultura.
"Stiamo cercando di arrivare al sindaco, un uomo che rispettiamo sia come persona che difensore delle cause di antidiffamazione di tutte le etnie per chiedergli di riconsiderare la sua decisione di estendere degli inviti, senza averci informato e contro i nostri desideri. Siamo profondamente preoccupati dal fatto che i nostri diritti di organizzare la parata secondo i nostri criteri e missione, sono stati compromessi dall'azione del sindaco".
Infine la Columbus Foundation lancia un accorato appello rivolto a tutti i gruppi etnici, a sostegno del proprio diritto di bandire tali stereotipi negativi nel giorno della celebrazione dell'orgoglio italoamericano.
I Soprano fanno spallucce. "Quale cittadino di New York sono orgoglioso di marciare a fianco del sindaco Michael Bloomberg nella Columbus Parade" ha fatto sapere attraverso il suo portavoce, Dominic Chianese, che interpreta "Uncle Junior", mentre dagli studi dell'Hbo dicono di non conoscere ancora la decisione di Lorraine Bracco, la "Dr.ssa Melfi", psicologa di Tony Soprano.
La prima doccia fredda per le organizzazioni italoamericane era venuta qualche anno fa, quando l'allora sindaco Rudolph Giuliani decise di invitare l'intera troupe dei Soprano a posare con lui sulla scalinata di City Hall. E quando gli fecero notare che il suo gesto non era stato gradito in seno alla collettività italiana newyorkese, rispose definendosi un appassionato seguace che registra le puntate dei Soprano quando non è a casa.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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