|
Da una sala da ricreazione scolastica all'altra nello stato del Coccecticut rieccheggia lo stesso slogan, "no junk food". È il motto della crociata lanciata dal distretto scolastico di New Haven che accompagna il nuovo menù, più appropriato, tra cui figurano hamburger o insalata, servito nelle caffetterie delle scuole, per combattere l'obesità.
Ci eravamo abituati alle scritte "drug free school", ora ci dovremo abituare anche alla nuova promessa "junk food-free school", ancora in embrione, ma studiata per cercare di arginare il crescente fenomeno epidemico della gioventù sovrappeso.
Spariranno dalle macchinette disseminate nei corridoi e nelle mense i cibi ad alto contenuto di sale e zuccheri. Quindi niente soda, chips e biscotti. I contenuti delle macchinette saranno sostituiti con bottigliette d'acqua, succhi di frutta e latte.
Dal prossimo anno scolastico l'amministrazione di New Haven prevede che in ogni scuola si assapori l'idea di quel che significa liberarsi dalla schiavitù dei cibi nocivi contenenti abbondanti quantità di sale, grassi e zucchero e di bevande altrettanto ingrassanti.
Bottiglie d'acqua sostituiranno le lattine di soda assieme a succhi di frutta e latte, i prodotti al forno prenderanno il posto di quelli fritti e barre di granola rimpiazzeranno i biscotti, mentre dalle cucine delle caffetterie scolastiche non saranno più scodellati pollo e patate fritte.
Il programma dell'amministrazione di New Haven non finisce al perimetro delle scuole dove si impara nutrizione nella classe di scienze, ma si allarga anche alle famiglie, coinvolte nella dottrina del mangiare più sano con lezioni di cucina in cui viene suggerito ad esempio, di adoperare spezie per alleggerire l'uso del sale, di usare olio d'oliva al posto del burro nei condimenti.
Gli istituti scolastici programmano ampliamenti strutturali visualizzando palestre più capienti per incoraggiare attività fisiche e ora persino i tradizionali dolci fatti in casa, tanto diffusi in occasione di eventi sociali come i fundraising vengono ora sconsigliati ai genitori.
New Haven, il distretto urbano del Connecticut lungo la costa, non possiede una statistica di quanti studenti obesi frequentino le scuole, ma di certo si contano 3 mila bambini sofferenti di asma e molti di diabete.
A livello nazionale il 15 per cento dei ragazzi in età tra i 6 e 19 anni è obeso e la tendenza è al rialzo, rispetto ai dati forniti dal Center for Disease Control & Prevention, relativi all'anno 2000.
Stephen Updegrove, consulente medico delle New Haven Schools e architetto della crociata no junk food, si augura che l'iniziativa abbia un effetto contagioso, dalla scuola alla comunità più in generale.
Gli unici che per ora hanno mostrato resistenze all'aria di sgrassamento a tutti i costi sono i direttori e gli amministratori degli istituti che temono di vedere volatilizzarsi migliaia di dollari tanto utili al bilancio, ricavo delle vendite dalle macchinette vendi-cibo e soda.
Tra lattine di soda e snack venduti, le casse scolastiche incassano almeno 10 mila dollari extra, adoperati per gite scolastiche, concorsi ed eventi speciali.
Le scuole del Connecticut vanno ad aggiungersi alla lista di quelle che dalla California a New York hanno già bandito junk food dalle macchinette. Il prossimo anno in sei istituti sparsi su tutto il territorio del Connecticut inizierà un programma pilota che li renderà junk food free, utilizzando un grant federale dal Department of Agricolture di 250 mila dollari.
Le scuole interessate sono situate a Canton, Colchester, Southington, Meriden e Danbury, sono quelle che assaporeranno la teoria di Susan Fiore, nutrizionista presso il dipartimento statale dell'Istruzione, secondo cui se non c'è altro disponibile, i ragazzi trangugiano qualsiasi altra cosa trovino.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
|