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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 3 Novembre 2001
Una copia del suo nuovo libro "Italians in America: A Celebration"
si trova da qualche giorno anche nella libreria dello studio ovale
alla Casa Bianca. Lo ha consegnato a George Bush l'autore, Sandro
Diani, durante un ricevimento offerto dal presidente, in occasione
della convention della Niaf lo scorso 19 ottobre a Washington.
La celebrazione degli italiani in America Diani l'ha fatta raccogliendo
in un volume ampiamente illustrato la storia degli italoamericani
nel contesto della storia statunitense, con la presentazione di
un celebrato autore e studioso del fenomeno della nostra emigrazione,
Gay Talese.
"Italians in America" rivela tra l'altro una serie di
piccoli aneddoti e fatti concernenti le conquiste degli italiani
negli Stati Uniti. Inizia dal XVI e XVII secolo con gli esploratori
che arrivano sul continente americano, tracciando il percorso di
alcune figure italiane, storiche, che partecipano alla Rivoluzione,
alla guerra civile, fino alle cronache della politica attuale.
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Sandro Diani
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E' diviso in capitoli dedicati agli inventori, scienziati, atleti
e imprenditori italaloamericani, uomini e donne. A queste e' dedicato
una sezione dedicata al pionierismo femminile e alle sue conquiste
sociali.
L'autore, Sandro Diani, nasce come pittore. Racconta ad America
Oggi che la vena pittorica si e' dimostrata quando era giovanetto.
"Avevo tredici anni e ricordo che andai nelle vicinanze di
Lucca con mia madre per Natale. C'era un signore che si chiamava
Cipriani, pittore di maioliche di Ginori. Sono rimasto per un paio
di settimane a guardarlo. Mia madre allora mi compro' un set di
colori a tempera e da li' ho iniziato con i cavallini, come Cipriani.
Quando la giuria di un premio di pittura di Trieste mi assegno'
il primo premio, non aveva la piu' pallida idea che io avevo 14
anni e il concorso era riservato a maggiorenni".
Il primo premio lo aveva impegnato a realizzare una mostra personale
con 23 quadri di tempere o olii, andati letteralmente a ruba, compresi
quelli che s'era portato da casa, extra omaggio del pubblico che
aveva immediatamente apprezzato l'arte del giovane Sandro Diani.
Dopo aver "peregrinato" per le gallerie di mezza Italia,
Diani nel 1959 approdo' a New York quando aveva 22 anni. La mostra
gli procuro' un contratto per cinque anni con una titolata galleria
della 53.esima strada. Ma la prematura scomparsa del titolare qualche
mese dopo, trovo' sprovveduto il giovane pittore che nel frattempo
studiava arte nella City.
Da allora Diani ha rappresentato aziende italiane a New York e collaborato
alla stesura di numerosi volumi con case editrici italiane e americane.
Da qualche anno Diani ha avviato una collaborazione con National
Italian American Foundation di Washington da cui e' scaturito il
libro "Italians in America: A Celebration".
Lo mostra con orgoglio sulla terrazza del suo attico lungo la 57.esima
strada east. "E' vero che di libri sugli italoamericani ne
sono stati scritti a tonnellate. La mia specializzazione tuttavia
e' il cosiddetto libro da coffee-table, un volume cui la gente puo'
dare una sbirciatina aspettando il te', o per consultarlo come referenza.
Nessuno rifiuterebbe un volume, sempreche' sia molto bene illustrato.
E poi anche perche' e' un libro che porta un messaggio e in Italia
questo nessuno lo ha capito" lamenta l'autore accennando alla
sua ricerca di aziende o istituzioni italiane sponsorizzatrici del
suo libro.
Ora Diani sta lavorando ad un altro progetto, dedicato questa volta
ad una categoria professionale in penombra, quella delle infermiere.
Assicura che il libro e' inteso a stuzzicare la curiosita' anche
dei piu' distratti lettori e il messaggio che Diani ha racchiuso
nel suo libro lo sintetizza cosi' "dategli una guardata e apprenderete
certamente qualcosa di nuovo sugli italoamericani".
Dice di essere sconcertato dall'ignoranza sulla nostra storia tra
la stragrande della collettivita' italoamericana e della "solidarieta'"
tra i media e il mondo dell'intreattenimento a stelle e strisce
nel gettare fango sull'italianita' in genere, in particolare - sottolinea
- proponendo fino alla noia un aspetto estremamente marginale, quello
della criminalita' organizzata, che incide in una percentuale infinitesimale,
mentre si ignorano gli aspetti positivi dell'italianita', della
cultura e storia millenaria di un popolo civile.
"A parte che abbiamo dato il nome all'America. Ma cio' che
abbiamo fatto in questo Paese, la storia delle conquiste sociali,
abbiamo scritto la storia di questo Paese".
Sulla scarsezza di autori italoamericani sugli scaffali delle librerie
americane, Sandro Diani dice "certo, sono molto pochi, ma del
resto anche nelle arti figurative si registra lo stesso fenomeno,
mentre la scultura ha registrato un successo nei decenni sul territorio
americano. La cattedrale di Washington, ad esempio, e' stata fatta
da zero dai nostri artigiani e artisti".
Il libro sulla gloria degli italiani in America per Diani e' un
fiore all'occhiello e assicura che anche il solo sfogliare le immagini
offre una alettrizzante panoramica di quanto sia stata importante
la presenza degli italiani sul pianeta America dall'arrivo del Grande
Navigatore, fino ai giorni nostri.
L'iniziativa e' piaciuta anche al presidente George Bush, assente
al gala conclusivo della Niaf il 20 ottobre a Washington, il quale
ha tuttavia sottolineato nel suo messaggio registrato il suo apprezzamento
per il ruolo cruciale ricoperto dagli italiani nella costruzione
degli Stati Uniti e per gli uomini e donne di valore che ne costituiscono
attualmente il tessuto sociale.
Il volume contiene oltre duecento illustrazioni, incluse rare inquadrature
e immagini storiche della vita degli immigrati italoamericani nel
XIX secolo e dell'inizio del XX, accanto ai ritratti di preminenti
italoamericani che fanno parte della storia attuale e recente degli
Stati Uniti.
E' venduto attaverso la Niaf al prezzo di 35 dollari e il ricavato
viene devoluto al fondo istituito dalla Fondazione di Washington
per scholarship e progetti educativi. In internet: www.niaf.org,
telefono (202) 387-0600.
Per il futuro Diani ha gia' in mente un libro sulle donne italoamericane,
sulla loro stroria di lungimirante impegno nel volontariato, nelle
conquiste sociali e sindacali, nella politica, nell'arte e cultura
da costa a costa. "Una splendida e lunga storia che resta tuttora
in penombra, che va scritta prima che passi nel dimenticatoio"
conclude l'autore della celebrazione dell'orgoglio italoamericano.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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