 Caccamo
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 Salvatore Ruggieri
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Cercansi inquilini per i più bei palazzi del patrimonio immobiliare siciliano. La Regione Siciliana ha varato un piano di vendita e riconversione del proprio patrimonio, il primo già esecutivo che comprende 250 strutture, tra cui figurano anche dodici perle che la Regione vedrebbe di buon occhio in mano agli americani, preferibilmente italoamericani.
Lo testimonia la presenza a New York del capo di gabinetto della Regione Siciliana, Salvatore Ruggieri, che ad America Oggi spiega la sua missione a stelle e strisce.
"Si pensa ad investitori stranieri, in particolare statunitensi, che gestendo il patrimonio, lo possano mantenere in buone condizioni e in alcuni casi effettui i lavori di completamento, perchè possano diventare fruibili, a seconda delle destinazione culturale, museale, turistica e alberghiera. Insomma - sottolinea Ruggieri -, abbiamo un pacchetto che contiene soltanto dodici progetti ed è un esperimento che facciamo".
La prima tappa era stata la presenza della Regione alla rassegna internazionale del mercato degli investimenti immobiliari che si tiene a Cannes, dove era stato rilevato notevole interesse da parte degli operatori americani per il patrimonio siciliano di cui la Regione aveva deciso la dismissione.
L'Ice di New York ha provveduto a far incontrare gli operatori newyorkesi di grosso calibro con la delegazione di Ruggieri, ai quali è stato illustrato il catalogo delle dodici meraviglie immobiliari, anche di grande valore storico e culturale, di cui dispone la Regione Siciliana e pronte da subito.
Giovanni Bifulco, vice direttore dell'Ice, conferma l'interesse mostrato dal mondo della finanza e dell'imprenditoria newyorkese all'iniziativa della Regione Siciliana.
Possiede varie tipologie di beni dislocati su tutto il territorio siciliano. Il patrimonio storico è costituito da numerosi palazzi, ville, castelli e di suggestive zone archeologiche di fama mondiale. La Regione inoltre è proprietaria di significative estensioni di terreni, antichi borghi rurali e siti minerari in disuso che costituiscono un valido patrimonio da riconvertire.
Appartiene alla Regione anche un ricco patrimonio di edifici per attività commerciali, turistici, industriali e sociali, oltre ad aree libere per piccoli e grandi progetti di edificazione.
L'attività della Regione Siciliana in campo immobiliare - si legge nel catalogo - è mirata all'evoluzione dei processi di dismissione e riconversione del patrimonio e all'utilizzo dello stesso quale fonte di reddito.
"Un esempio è il progetto del Centro Direzionale che dovrebbe sorgere in una vasta zona di Palermo ubicata tra le autostrade che vanno all'aeroporto di Punta Raisi e verso Catania, che dovrà ospitare gli uffici della Regione Siciliana, un polo aggragativo sia fisico che funzionale. Ma il resto del pacchetto che proponiamo agli investitori americani comprende anche il castello medievale di Caccamo, interamente ristrutturato e che ora va mantenuto nelle condizioni in cui si trova e gestirlo al meglio, perchè da questo si possano anche ricavare risorse finanziarie di cui la Sicilia ha bisogno. Dunque - aggiunge Ruggieri - vogliamo mettere a frutto il nostro patrimonio, ricavandone risorse, senza disperderlo perchè vorremmo mantenerne la proprietà e la pubblica funzione".
Il pacchetto di dodici appetitose offerte di investimenti immobliiari è solo il primo di una serie di cui la Regione ha disposto la dismissione e il Capo di Gabinetto non nasconde il desiderio di scorgere tra i convocati - che riceve nella sede dell'Ice - qualche nome familiare, augurandosi che siano gli italoamericani a guidare la cordata degli investitori "di ritorno".
Oltre al titolato castello, il catalogo contempla il Teatro Popolare di Sciacca per investimenti in attività culturali e turistiche, il Baglio Tumbarello di Marsala, Villa Raffo a Palermo, l'Auditorium di Palermo, il Palacongressi di Agrigento, il Fondo Auditore per il Centro Direzionale, il Centro sportivo di Giarre e la Colonia Marina di Mondello a Palermo per un centro sportivo polifunzionale.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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