|
Alla Hall of Fame presso il quartier generale della Niaf a Washington, da ieri si sono aggiunti i nomi di tre italoamericani che hanno apportato il proprio, notevole contributo al mondo del cinema e dello sport a stelle e strisce.
La cerimonia si è svolta martedì durante il gala organizzato dalla National Italian American Foudation presso il salone delle feste del Grand Hyatt Hotel a Manhattan, cui hanno partecipato il console generale Antonio Bandini, l'ambasciatore presso le Nazioni Unite, Marcello Spatafora ed il vescovo di Brooklyn, Nicola Di Marzio, oltre rappresentanti istituzionali e di organizzazioni italiane, italoamericane e cinquecento invitati.
Ha dato forfait l'imprevedibile Liza Minnelli, ma non è mancato l'intrattenimento musicale offerto da Antonia Bennett, figlia del noto cantante Tony presente alla serata, che si è esibita in due brani.
Una calorosa standing ovation è stata riservata al mitico catcher della storia del baseball, Yogi Berra quando lo stratega della Borsa Mercantile, Vincent Viola lo ha chiamato sul palco per ricevere il premio.
"Ricordo mio padre - ha detto Viola - che diceva sempre di non ver mai visto in televisione un naso grande come quello di Yogi Berra", poi esprime la sua ammirazione al leggendario Yankees per aver messo sempre prima la sua famiglia di ogni altra cosa.
Il numero uno del Mercantile Exchange coglie l'occasione per ripercorrere il cammino della sua, come di altre milioni di famiglie, che con tanto coraggio sono passate da Ellis Island confortate solo dalla speranza di un futuro migliore e sottolinea i successi ottenuti in tutti i campi dalle generazioni che sono seguite.
Viola - sdentato, reduce da un incidente stradale - passa a parlare del civile italiano Quattrocchi ucciso dai suoi se questratori in Iraq e alla platea fa osservare come la sua sia stata una dimostrazione di attaccamento alla patria, di coraggio e aggiunge che quelli espressi da Quattrocchi prima dell'uccisione sono gli stessi sentimenti che nutrono tutti gli immigrati nei confronti della patria di adozione.
Sui grandi schermi, tra i numerosi messaggi augurali alla Niaf e ai premiati, scorre anche quello di W. Bush, l'unico presidente che non ha mai partecipato all'annuale convention degli italoamericani che si svolge a ottobre nella capitale.
Durante la serata, oltre all'incasso di 250 dollari ad invitato, la Niaf ha incamerato 20 mila dollari di proventi dall'asta silenziosa e altri 30 mila battuti per una cena da quattro persone presso il rinomato ristorante Rao di Harlem, somme devolute alla cassa delle borse di studio e grant che la più grande organizzazione italoamericana assegna annualmente da costa a costa.
Assieme a quello di Yogi Berra sono stati incisi nella targa della Hall of Fame anche i nomi dell'attore vincitore dell'Oscar, Ernest Borgnine e di Paul Tagliabue, commissioner della National Football League, mentre il presidente dei Devils, Lou Lamoriello , Lawrence Babbio presidente della società telefonica Verizon hanno ricevuto gli Special Achievement Award in Business.
Liza Minnelli avrebbe dovuto consegnare la borsa di studio intitolata al padre regista e produttore Vincenzo, ad Amanda Chimela che è salita al podio per esprimere la propria riconoscenza e quella della sua famiglia per l'aiuto ricevuto nel prosieguo degli studi presso la facoltà di Musical Theatre and Vocal Performance presso la Suny di Fredonia.
Ermes Effron Borgnino, questo il nome di battesimo del popolare attore, racconta che all'inizio della sua carriera gli consigliarono di cambiare il cognome in Borgnine. "Io ci credetti e seguii il suggerimento. Solo che la gente iniziò a credere che fossi francese", ha raccontato il vincitore dell'oscar col film Marty nel 1955.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
|