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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 3 Novembre 2001
Oltre duemila italo-newyorkesi si sono ritrovati al Manhattan Center
Studios per una sera, riscoprendo non solo la voglia di uscire di
casa, ma anche di cantare. Hanno aderito all'iniziativa del presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni e Radio Italia che ha
organizzato un concerto tutto italiano.
"Siamo qui - ha detto il conduttore della serata, Franco Nisi,
aprendo lo spettacolo - perché vogliamo dire da italiani
che New York vive. Vogliamo dirlo insieme a voi".
È stato dunque con questo spirito che si sono alternati sul
palco Roberto Vecchioni, Amedeo Minghi, Riccardo Fogli, Enrico Ruggeri
e Andrea Mirò (strumentista-cantante, amica di Ruggeri, applauditissima).
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Andrea Miro', Enrico Ruggeri, Riccardo Fogli, Amedeo Minghi e
Roberto Vecchioni al Manhattan Center Studios
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Per una volta la musica italiana "popolare" non è
stata rappresentata dalla canzone tradizionale, ma da brani come
"Luci a San Siro", "Serenella", "Piccola
Cathy", "Mare d' inverno" o "Contessa".
Conosciuti e amati dagli italiani della tri-state-area quasi come
la classica "Volare" (che si è preferito evitare
di eseguire per ovvi motivi) e, soprattutto, cantanti con entusiasmo
dal pubblico.
Hanno riempito il teatro adibito a studio poco distante dal Madison
Square Garden, mentre moltissime sono state le persone che non hanno
potuto trovare posto. Festa voleva essere, festa é stata.
Per la gente, ma soprattutto "della" gente
italiana che a New York vive. Non a caso ha voluto essere presente
anche il console generale, Giorgio Radicati.
"So che è qui si è soliti dire: 'God bless America'
- ha detto il 'professore' Roberto Vecchioni, il primo a salire
sul palco -. Io sono un piccolo uomo, che ha però capito
questo: siamo grandi solo quando siamo 'insieme'. Quando cioé
riusciamo davvero a condividere un momento di dolore o un momento
di gioia. Come questa sera. Per una sera 'the man bless the man'".
Con questo spirito si è snodato il concerto, concluso da
una esecuzione collettiva di "Si può dare di più".
E al termine dello spettacolo, durato quasi tre ore, Minghi e gli
altri sono stati letteralmente presi d'assalto dai fan americani.
"Sono proprio contento di essere venuto" ha detto Ruggeri.
Una festa degli e per gli italiani, dunque, in nome di New York.
Un grazie simbolicamente rappresentato da due "Premi per la
pace" che la Regione Lombardia ha voluto conferire per l' occasione:
uno alla città di New York, l' altro ai suoi pompieri. Molti
dei vigili del fuoco morti nelle Twin Towers erano di origine italiana.
Quel premio lo ha ritirato sul palco il
capitano Joseph Russo: "Sono orgoglioso - ha detto - che mio
nonno 'veniva' dell' Italia". Applausi.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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