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Vastella del Belice, Piacentino, Ricotta, Provola, Pecorino siciliano, Caciocavallo ragusano sono alcuni dei tipici formaggi siciliani, uno dei settori trainanti della produzione enogastronomica della Sicilia, che risalgono ad antiche tradizioni della pastorizia arrivata fino ai giorni nostri per tramandare il gusto e i sapori d'un tempo.
La Sicilia vanta una millenaria tradizione casearia, tramandata dagli allevatori presenti sul territorio regionale, assaporata solo in parte nell'area metropolitana perché di modesta produzione e poco commercializzata su questa spoda dell'Atlantico. Ed ha iniziato dal ristorante Abruzzi nella parte ovest della 56esima Street a Manhattan.
Gli allevatori contano di poter portare sui tavoli dei ristoranti tipici e sui banchi dei negozi di specialità alimentari di New York e New Jersey i propri prodotti caseari in un prossimo futuro.
"Assieme a Lioni Seafood noi stessi allevatori abbiamo voluto iniziare la promozione, senza altri interlocutori, per essere gli attori della nostra commercializzazione. Da tempo assieme alle nostre istituzioni regionali abbiamo partecipato alla promozione istituzionale, ma gli allevatori non erano mai scesi in campo direttamente per una propria campagna commerciale" riferisce ad America Oggi il presidente dell'Associazione regionale degli allevatori, Armando Branzino.
Sarà una campagna promozionale mirata, guidata dall'importatore Lioni Seafood di Union in New Jersey, basata sull'offerta di una serie di diversi formaggi, ognuno dei quali possiede provenienza, caratteristiche e lavorazioni diverse.
"Parallelamente alla nostra associazione abbiamo anche una società Srl nostra che si occupa della commercializzazione dei prodotti dei nostri allevatori di tutta la Sicilia che si differenziano con i propri prodotti da una punta all'altra".
Pascoli naturalissimi, una miriade di razze e di specie ovina e caprina e che rispecchiano la diversità del territorio con produzioni casearie legate al territorio e ad una razza. Le aziende associate sono oltre seimila nella regione, cui sono collegate le associazioni dei produttori con tutte le varie cooperative legate ad ogni territorio.
"Ogni singolo produttore o cooperativa sta iniziando assieme a noi a produrre con denominazione di origine protetta. Abbiamo questa grande opportunità che è il ministero dell'Agricoltura che ci ha dato la demonimazione di un prodotto che è legato al territorio, legato ad una disciplina di produzione e ci dà l'opportunità di avere un prodotto che ci identifica per tradizione, cultura e storia" sottolinea Branzino.
Al contrario di altre titolate aziende casearie disseminate in Italia, quelle siciliane associate non sono in grado di produrre a livelli industriale e i loro prodotti sono destinati ad una nicchia di intenditori.
"Sono delle cooperative che al massimo arrivano ad una produzione semi-tradizionale con tini in legno ed altre attrezzature in legno che riescono a dare quella particolarità di flora batterica positiva che dà sapori particolari, oltre al pascolo che ci dà il sapore che è legata all'essenza di quanto magiano i nostri animali e quindi spaziamo dal ragusano che va sui pascoli dell'altipiano ibleo alle pecore del Belice, sono prodotti insomma - sostiene il presidente dell'Associazione - che hanno un determinato sapore e che non possono essere riprodotti in nessun altro posto nel mondo. Qui abbiamo territorio, culruta, storia e tradizioni che fanno dei prodotti di altissima qualità. Ci rivolgiamo certamente ad una nicchia: a ristoratori e gourmet che nel proprio locale vogliono avere questi prodotti particolari che possono raccontare la storia di un popolo che risale a molto prima della nascita di Gesù".
Assieme all'importatore Lioni Seafood l'Associazione intende promuovere altre iniziative per far conoscere la limitata produzione. "I nostri prodotti non si inventano o producono a tavolino: è qualcosa si perde nel tempo e che può essere servito sulle tavole dei ristoratori e sugli scaffali degli esercenti, perchè si tratta di una produzione artigianale e tradizionale che fa onore alla Sicilia".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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