 Franco Frattini
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 Lucio Caputo, Gustavo Selva e Antonio D'amato
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Cena di gala al Pierre Hotel di Manhattan giovedì in onore del ministro degli Esteri, Franco Frattini, offerta dal Gruppo Esponenti Italiani di New York, a cui hanno preso parte l'ambasciatore a Washington, Sergio Vento, il console generale Antonio Bandini; l'ambasciatore presso le Nazioni Unite, Marcello Spatafora; il presidente dell'Ice Beniamino Quintieri, membri del Parlamento tra cui il presidente della Commissione Esteri della Camera, Gustavo Selva; il presidente di Confindustria, Antonio D'Amato e il presidente della Camera di commercio italoamericana, Berardo Paradiso. Il presidente del Gei, Lucio Caputo, nella introduzione del ministro ha ricordato che questa è una settimana cruciale per l'Italia ed i suoi rappresentanti che stanno svolgendo un ruolo significante nel panorama politico mondiale. Il ministro Frattini ha ricordato i capisaldi della recente riforma della missione della diplomazia italiana: sostenere l'internazionalizzazione del sistema Italia, sostenere la diffusione della cultura italiana, accompagnare la crescita dei Paesi in via di sviluppo. A tale proposito il ministro ha detto "il governo italiano conta molto sulla capacità, sulla fantasia, sul genio italiano per diffondere nel mondo la capacità delle nostre imprese, le nostre tradizioni, le nostre specificità, i nostri valori. Ecco perché dopo l'iniziativa che questo governo ha adottato di diffondere come missione importante della diplomazia il Made in Italy nel mondo. Abbiamo realizzato concretamente un piano che prevede, forse per la prima volta, superando quelle storiche resistenze che esistevano tra amministrazioni diverse, una unificazione delle azioni che il Sistema Italia potrà condurre in ciascun paese del mondo. Realizzeremo ed abbiamo già varato in Consiglio dei ministri un disegno di legge quadro: in ogni paese in cui la nostra rete diplomatico-cnsolare è presente un unico sportello Italia. Lo chiameremo così perchè sarà la sintesi del lavoro comune con Ice, Enit, Camere di commercio e il contributo delle nostre ambasciate dei consolati per coordinare tutto questo lavoro. Avremo così un'immagine unitaria del sistema Italia in ogni paese in cui la nostra azione di politica estera utilizzerà questa straordinaria capacità delle nostre imprese ed il grande mondo delle piccole e medie imprese, così vitale in questo. Lo utilizzerà come strumento di aiuto alla politica estera del governo". Il ministro degli esteri di fronte ad una platea di quattrocento invitati tra politici, imprenditori, rappresentanti istituzionali e giornalisti ha sottolineato il ruolo della cultura in questa operazione globale del "sistema Italia". "È evidente che cultura, imprese e cooperazione con i paesi più poveri sono strumenti che aiutano, incoraggiano e rafforzano le linee di politica estera del nostro Paese". E spiega come il governo intende rendere operativa questa strategia. "Abbiamo istituito al ministero degli Esteri una task force che avrà proprio il compito di coordinare tutte le linee di azione in quei settori: parlo delle infrastrutture come dell'energia, del mondo dei trasporti, le iniziative per la tutela dell'ambiente che richiedono un'azione che non si può e non si deve fermare entro i confini del nostro Paese. Noi dobbiamo portare nel mondo quello che la nostra tecnologia, la nostra capacità, il nostro sistema di imprese ha dimostrato di essere capace di fare. Ecco perché questa task force avrà punti di riferimento negli sportelli Italia in ogni sede in cui la nostra rappresentanza diplomatica sarà presente, coordinando tutti gli istituti diversi, ma che hanno lo stesso obiettivo e che fino a ieri lavoravano qualche volta, ognuno per sè. Oggi il lavoro sarà comune". Frattini anticipa l'istituzione di una fondazione che sarà chiamata "Marco Polo", con il compito di coniugare cultura e impresa, "per far conoscere nel mondo quel binomio tra cultura e capacità di impresa che è il valore aggiunto che distingue il nostro Paese da molti altrie ci rende orgogliosi di essere italiani. Tutto questo richiede soprattutto una grande volontà politica. La volontà politica - ha proseguito - è il mio impegno convinto a realizzare questo programma. Occorre una risposta e un sostegno forte dal mondo delle imprese, da coloro che sono insieme a noi co-protagonisti della internazionalizzazione del sistema Italia. Io sono assolutamente convinto che la missione della politica estera italiana si arricchisca con questi elementi nuovi. Il Made in Italy deve essere sostenuto, perché l'interscambio arricchisce noi italiani, le comunità italiane che vivono fuori dal nostro Paese, ma arricchisce il rapporto e la vicinanza con i Paesi di cui ci sentiamo particolarmente amici".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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