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Parata di stelle italoamericane sulla 42nd Street domani sera per il consueto gala della National Italian American Foundation. La serata si svolgerà nel salone delle feste del Grand Hyatt e vedrà protagonisti l'attore vincitore dell'Oscar, Ernesr Borgnine, il leggendario catcher del baseball Yogi Berra e Paul Tagliabue, commissioner della Nfl i cui nomi saranno immortalati nella Italian American Hall of Fame.
Nell'occasione la Niaf consegnerà attestati di riconoscimento a Lawrence Babbio, presidente della società telefonica Verizon Communications, a Lou Lamoriello, presidente, ceo e general manager della squadra di hockey New Jersey Devils.
A Babbio verrà assegnato il Niaf Special Achievement Award in Business e a Lamoriello lo Special Achievement Award in Sport and Business. Chairman del gala è Vincent Viola, consigliere strategico della Borsa Mercantile di New York, coadiuvato da Christina Johnson, membro del consiglio d'amministrazione della Niaf.
Ma la passerella di stelle nascenti e già brillanti nel firmamento continua con la presenza dell'intrattenitrice Liza Minnelli, alla quale è demandato il compito di consegnare la borsa di studio intitolata al padre Vincenzo, regista e produttore, assegnata alla studente di musica Amanda Chmela che frequenterà la facoltà Musical Theater and Vocal Performance presso la Suny di Fredonia.
E la scaletta prosegue con l'attore Danny Aiello, gli anchor della rete-tivù Cnbc, Maria Bartiromo e Ron Insana, il cantante Tony Bennet e la figlia Antonia, una voce promettente che si esibirà per il pubblico del gala che ha contribuito pagando 250 dollari per un posto a tavola.
Nell'anno accademico 2004-2005 la Niaf assegnerà oltre cento scholarship che totalizzeranno sette milioni di dollari, distribuiti dalla East alla West Coast. Nel 2003 la Niaf aveva consegnato oltre 1.3 milioni di dollari corrispondenti a grant nel settore linguistico e borse di studio, andati a centinaia di studenti.
Il programma di borse di studio istituito dalla Niaf che si appresta a celebrare il 29esimo anniversario aveva iniziato la sua esistenza con quattro modeste borse da 250 dollari cadauna, fino ad arrivare oggi agli oltre cento scholarship che variano da 2.500 a 15 mila dollari e che abbracciano studi umanistici, medicina, ingegneria, business, musica, lingua italiana e cultura.
Di lui basta pronunciare il nome ed è subito festa. Yogi Berra è considerato dall'America il più grande campione del baseball con oltre dieci vittorie nella World Series, più di ogni altro giocatore.
Il suo vero nome è Lawrence Peter, nato il 12 maggio del 1925 a St. Louis, cresciuto ad Elizabeth Street in un quartiere chiamato The Hill. Il soprannome Yogi glielo affibbiò un amico d'infanzia che lo rassomigliò ad un incantatore di serpenti chiamato appunto Yogi, visto in un film indiano.
Per 18 anni ha giocato tra le fila degli Yankees e dopo aver ricevuto innumerevoli attestati professionali e sociali, l'iscrizione nella Hall of Fame della Niaf anche per lui era fino ad ora un sogno da italoamericano.
Lou Lamoriello è sinonimo di hockey su ghiaccio. Da venti anni è la guida dei New Jersey Devils e sotto la sua leadership la squadra ha portato a casa tre Stanley Cup rispettivamente nel 1995, 2000, 2003 ed ha partecipato a 12 stagioni di playoff.
Paul Tagliabue è il quarto commissario della National Football League, succeduto nel 1989 a Pete Rozelle, promotore dell'espansione della lega da 28 a 32 squadre. Il football americano dal suo ingresso nella Lega ha assunto maggiore visibilità in campo internazionale e si è assicurato colossali contratti per i diritti televisivi, i più consistenti che storia sportiva ricordi.
A lui piaceva guardare la boxe da ragazzo, cercando tuttavia di stare alla larga dal ring, anche se sul grande schermo di scazzzottate ne ha recitate a valanga. Ernest Borgnine, nato a Hamden nel Connecticut da Charles e Anna, originari di Capri, da adolescente era incerto sul suo futuro e decise di trascorrere dieci anni nella Navy, prima di approdare a Hollywood su suggerimento della madre che lo immaginava un attore perfetto corredato da tanta personalità.
Nella città del cinema arrivò nel 1951, dopo aver frequentato scuole di recitazione e avere ricoperto parti teatrali minori, fino al debutto a Broadway nel 1949 nei panni di un infermiere nel play intitolato Harvey.
Il successo nel mondo della celluloide per Ernest Borgnine arrivò nel 1953 quando vestì i panni del pietoso macellaio nel film Marty, che gli fruttò l'Oscar e altri premi, nonostante la serrata competizione con Spencer Tracy, Frank Sinatra, James Dean e James Cagney.
Dal cinema dove ha interpretato oltre cento film, alla televisione. Per Borgnine affacciarsi al piccolo schermo dei salotti americani è stato un passo facile con McHalès Navy, AirWolf e The Single Guy.
È anche un pò mattacchione. Qualche anno fa acquistò un bus-roulotte e con amici attaversò gli States zigzagando da uno stato all'altro per andare a saluare i suoi supporter che si contano a decine di migliaia, viaggio da cui Borgnine ha tratto un documentario.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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