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Si è svolta sabato scorso la tradizionale cena di fine anno dell'Associazione dei sarti di New York e New Jersey presso il ristorante Macaluso di Hawthorne e nell'occasione è stato consegnato un riconoscimento a Saverio Azzolini per la sua attività in seno alla categoria.
Vi hanno preso parte un centinaio di membri dei due sodalizi degli oltre trecento associati nell'area metropolitana, gli altri erano iscritti a partecipare all'evento in calendario la settimana precedente nel Bronx, procrastinato a causa della copiosa nevicata.
La Custom Tailors & Designers Association of New Jersey e il New York Custom Tailors Designers Club stanno vivendo un rapido declino nel numero degli associati.
Molti dopo aver lavorato di taglio e cucito per un'esistenza hanno raggiunto l'età per ritirarsi a vita privata e a sostituirli non c'è nessuno. Quella sartoriale è un'arte ed una categoria avviata verso l'estinzione.
Non c'è e non c'è stato infatti negli anni passati un cambio generazionale con l'immissione di giovani italoamericani che ha causato un vuoto nella categoria una volta appannaggio della nostra etnia per qualità, professionalità e maestria degli artigiani.
Oggi, se ci sono, gli apprendisti appartengono ad altre etnie e si rivolgono agli italiani e alle loro associazioni di categoria per apprendere questo mestiere che - tuttavia - trova ancora molti spazi in questo Paese dove la ricerca del capo d'abbigliamento personalizzato, realizzato su misura, viaggia ancora sulla cresta dell'onda.
Non mancano coloro che sono disposti a spendere migliaia di dollari non tanto per l'etichetta griffata all'interno dell'abito, ma piuttosto per indossare qualcosa che è uscito dalle mani esperte di artigiani che lo hanno creato sulla persona e che veste a pennello. Questa - sostengono i sarti - è la madornale differenza che fa l'abito e contraddistingue la categoria.
Floyd Watson, presidente della NJ Custom Tailors & Designers Association e William Fioravanti, presidente del NY Custom Tailors & Designers Club nell'occasione hanno consegnato al sarto di Hackensack, Saverio Azzolini, il riconoscimento annuale che la categoria assegna a coloro che si sono particolarmente distinti nella professione, come lui che da dieci anni è membro del sodalizio del New Jersey.
Azzolini firma abiti su misura da quaranta anni, da quando negli anni Sessanta è arrivato negli Stati Uniti da Molfetta, in provincia di Bari e da 15 è titolare del laboratorio che ha acquisito ad Hackensack.
Racconta che è la prima volta che riceve un attestato dalla sua associazione e che lo esporrà nel laboratorio di Main Street dove impiega due persone. "Una volta eravamo in sette, ma la nostra è una categoria che sta invecchiando e che non viene rimpiazzata dai giovani. L'emigrazione dall'Europa è scemata e i nuovi immigrati sono in maggioranza provenienti dai paesi asiatici. Sono rimasti gli unici ad avvicinarsi a questo mestiere oggi. I figli dei sarti - sottolinea Saverio Azzollini - non sono in genere figli d'arte e scelgono di intraprendere altre strade. Lo vedo con i miei due figli che si sono indirizzarti diversamente".
La categoria sta invecchiando, aggiunge rassegnato, soprattutto perché a sostituire i maestri di taglio e cucito tra i giovani in particolare italiani - universalmente riconosciuti per l'alta qualità professionale - non c'è nessuno. Tra le cause va ricercata anche la mancata volontà di indirizzare i giovani all'arte sartoriale che - sostiene Azzolini - è condannata all'estinzione.
Frank Catalano, chairman della serata, ha annunciato la nomina del sarto Nino Calderone di Ramsey nel New Jersey, alla carica di presidente nazionale dell'Associazione la cui elezione è prevista il prossimo febbraio alla convention di Las Vegas.
Lo scorso anno Nino Calderone aveva ricevuto un riconoscimento proprio dalla più antica Associazione nazionale di categoria a Orlando in Florida in occasione dei suoi 35 anni di attività.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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