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Si sono dati appuntamento in circa quattrocento alla sala ricevimenti Cipriani di fronte la Grand Central per offrire il proprio sostegno alla Scuola d'Italia in occasione del gala annuale di beneficenza.
Tra gli ospiti d'onore, monsignor Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso l'Onu; il console generale Antonio Bandini, l'ambasciatore presso l'Onu, Marcello Spatafora, l'ex candidata alla vice presidenza Geraldine Ferraro e rappresentanti istizionali e dell'imprenditoria italiana e italoamericana.
La Scuola d'Italia Guglielmo Marconi è l'unica nell'America del nord che fornisce un'istruzione classica, bilingue, radicata nelle tradizioni italiana e europea, fondata nel 1977 dal ministero degli Esteri. Attraverso gli anni la Scuola d'Italia si è imposta anche tra le famiglie americane come un'istituzione caratterizzata dall'unicità dell'educazione bilingue dalla preschool al liceo, per preparare gli studenti a diventare cittadini del mondo.
"In sei anni abbiamo stratificato il nostro consenso che è andato aumentando in maniera notevole e ne siamo molto orgogliosi. Il fatto che esista questa piccola scuola che porta avanti un doppio curriculum italiano e americano, questo biculturalismo, trova consenso e sostegno" sostiene la preside Bianca Maria Padolecchia.
Ma una scuola che aumenta di successi e di alunni necessita anche una sede adeguata e capiente, che per il momento è tuttavia solo un barlume all'orizzonte.
"Ci sono piani di sviluppo, da attuare con i piedi ben per terra, con mezzi finanziari che non sbilancino il nostro cammino. Appena saremo in grado di vendere la sede alla 96esima Street - aggiunge la preside -, contiamo di poter avere i mezzi finanziari per trovare una scuola in cui possiamo, non solo riunire la sezione media e quella elementare, ma dare nuova vita, nuovo impulso alla sezione secondaria superiore, al liceo che ora è la parte più sacrificata della scuola".
Il Console Generale nel suo indirizzo di saluto riaccende un lumino di speranza per il futuro della Scuola d'Italia, mentre Roma tuttavia tace e ripone il portafogli.
"La serata segna un momento importante quest'anno per il futuro della scuola, in quanto avvia un processo di rilancio dell'istituzione. Si inserisce in una fase nella quale la domanda di lingua italiana negli Stati Uniti è in forte crescita e l'italiano viene per la prima volta annoverato fra le lingua la cui conoscenza è titolo preferenziale per l'accesso alle università americane".
Il ministro Bandini aggiunge che "il governo italiano crede fermamente nella validità della Scuola d'Italia e nella missione culturale del nostro paese attraverso la diffusione della nostra lingua e dei nostri modelli didattici ed educativi. La Scuola d'Italia svolge infatti una funzione simbolo in una città multiculturale come New York e resta attualmente l'unica istituzione in tutti gli Usa che si ponga come modello del sistema scolastico italiano in ambiente americano".
Festeggiate anche le nozze d'argento con la Scuola da parte di Pia Pedicini, arrivata come insegnante, che ora continua a svolgere il ruolo centrale di vicepreside. Come ogni anno sono stati assegnati attestati di riconoscimento, andati a Massimo D'Amore, presidente della Latin America Region per PepsiCo. International; al docente di patologia e direttore dell'Institute for cancer Genetics, Riccardo Dalla-Favera; alla ballerina de La Scala e della Royal Ballet School di Londra, Alessandra Ferri; alla famiglia Alessi per il design e per l'industria il premio è stato consegnato a Enzo Francesconi, vice presidente della Ferrari North America.
Che sia maturata la necessità di un edificio scolastico adeguato e moderno per ospitare la Guglielmo Marconi è indubbio, basta raccogliere le testimonianze all'angolo italiano di Madison Avenue e 96esima Street dove si ritrovano i genitori che accompagnano i ragazzi a scuola.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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