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I gay americani preparano la festa di benvenuto a New York per il presidente Bush

Riccardo Chioni - New York, 19 Aprile

Gay

Gli sforzi finora fatti da W. Bush per arrivare a bandire i matrimoni gay hanno prodotto un maggior fermento tra gli attivisti gay che stanno pianificando una strategia per portare in piazza il problema, utilizzando stratagemmi fuori dell'ordinario, durante la Convention repubblicana di quella che si preannuncia una calda estate politica a New York.

Alcune manifestazioni di protesta erano già in calendario da un anno, come quella contro la guerra in Iraq e altre sulle politiche dell'amministrazione Bush non condivise da decine di migliaia di manifestanti che si riverseranno nella City per accompagnare al suono di slogan e marce la quattro giorni repubblicana a cui parteciperanno il presidente, il vice, i vertici del partito, oltre a migliaia di delegati provenienti da tutti gli States.

Una rara opportunità per catturare l'attenzione mondiale su temi di attualità, un palcoscenico unico con una platea di 15 mila giornalisti accredidati, provenienti da ogni angolo del globo.

Alla schiera dei dimostranti si aggiungeranno anche le voci dei gay che intendono richiamare l'attenzione della nazione sull'argomento che negli ultimi mesi ha sollevato polveroni in tutta l'America, dalla cittadina suburbana di New Platz, a San Francisco con la celebrazione di migliaia di unioni tra persone dello stesso sesso.

Kevin Cathcart, direttore del gruppo per i diritti gay Lambda Legal, si dice certo che quando alla fine di agosto si terrà la Convention repubblicana, quello dei matrimoni tra persone dello stesso sesso sarà un argomento sulla bocca di tutti.

"Questa è una questione che si è sparsa a macchia d'olio su tutto il territorio, dalla East alla West Coast e sta dominando l'interesse dell'opinione pubblica sui diritti civili. Non credo - sottolinea Cathcart - che da ora alla fine di agosto si saranno smorzati gli entusiasmi. Sarà un argomento d'attualità allora come adesso, se non di più".

Il Congresso intanto sta esaminando la possibilità di iscrivere un emendamento alla Costituzione per bandire matrimoni tra persone dello stesso sesso, una proposta già ventilata in passato, cui il presidente Bush ha dato il suo sostegno lo scorso febbraio per la prima volta, mentre a livello statale alcuni parlamenti stanno vagliando la possibilità di inserire la questione del bando ai matrimoni gay in un referendum alle prossime elezioni di novembre.

Il presidente Bush era entrato in scena in seguito alla decisione della corte suprema del Massachusetts che avrebbe dato il placet alle unioni tra persone dello stesso sesso nel maggio scorso. Da allora erano seguite in tutta l'America cerimonie per celebrare migliaia di matrimoni gay, senza badare a quello che recitava la legislazione statale al riguardo.

I sostenitori dei diritti civili dei gay assicurano che quanto hanno in serbo per accogliere i repubblicani al Madison Square Garden desterà senza dubbio l'attenzione dell'America e del mondo intero e promettono di inscenare qualcosa di straordinario, mai visto prima.

"La presenza di quindicimila giornalisti e centinaia di telecamere è un'opportunità che non ci possiamo permettere di perdere per portare l'argomento dei matrimoni gay e dei diritti civili all'attenzione di tutti" sostiene John Marble, portavoce del gruppo politico gay National Stonewall Democrats.

Marble precisa che le azioni in programma saranno all'insegna della creatività, uniche nel genere ed è certo che riusciranno a distinguersi dalle altre manifestazioni di protesta che si svolgeranno prima, durante e dopo la Convention repubblicana.

Il giorno precedente, ad esempio, si snoderanno per le strade della City due cortei: uno per protestare contro la guerra, l'altro a midtown per sensibilizzare sul problema dell'Aids.

I gay dello Stonewall Democrats tuttavia non necessariamente intendono scendere in piazza a protestare. Nell'occasione hanno deciso di ispirarsi al movimento da cui prende il nome l'organizzazione: la rivolta dei gay del bar Stonewall nel Greenwich Village nel 1969, movimento che ancora oggi viene indicato come l'inizio del cammino per il riconoscimento di equali diritti civili ai gay.

La politica del presidente, in particolare sui matrimoni gay, si è rivelata un boomerang ed è suonata per molti giovani come una "chiamata alle armi". Così - assicurano i responsabili dei gruppi gay - si sono svegliati anche coloro che stavano a guardare alla finestra cosa decidevano altri sulla propria vita, mentre adesso vogliono partecipare.

"Considerano proprio il movimento Stonewall per i diritti civili gay. Vediamo molti ragazzi gay che in precedenza ci snobbavano e che adesso vogliono essere coinvolti. Ho visto presentarsi da noi gente che avrei scommesso non si sarebbe mai lasciata coinvolgere in politica" riferisce Marble.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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