|
All'indomani dell'arresto del folle che per tutta la giornata di mercoledì aveva seminato terrore e violenza in tre dei cinque quartieri di New York, la polizia sta rivisitando casi criminali ancora non risolti per verificare se possa esserci lo zampino dello stesso protagonista della violenta scorribanda, il 45enne Andre Shobey, ex detenuto per aggressioni sessuali e furti, rimesso in libertà lo scorso agosto.
Durante la giornata di follia Shobey ha tagliato la gola ad un suo conoscente nel Queens, ha sparato ad una donna nel Bronx e stuprato una quindicenne con la minaccia di una pistola a Manhattan.
Quando la polizia lo ha sorpreso all'uscita di un complesso di case popolari dove lo stava attendendo, non ha fatto resistenza e si è lasciato ammanettare. In tasca gli agenti gli hanno trovato una calibro .32, un coltello serramanico ed una giacca di jeans macchiata di sangue.
Andre Shobey non è certo una figura nuova agli investigatori. È considerato un predatore sessuale ad alto rischio (registrato ufficialmente presso le autorità competenti) rilasciato lo scorso agosto nella società, dopo che aveva scontato 18 anni per stupro e furto.
Al momento è accusato di omicidio e di possesso abusivo d'arma da fuoco, ma al numero Uno di Police Plaza non escludono che possano emergere altri crimini da attribuirgli ed altre accuse da addebitare a Shobey durante il corso di una revisione accurata di casi ancora insoluti da quando Shobey è riapparso sulla scena newyorkese.
Durante le dieci ore di violenza e terrore Shobey ha ucciso lo studente della T. Roosevelt High School nel Bronx, il 19enne Terrance Neal residente a South Jamaica, descritto dal commissioner Ray Kelly come un conoscente dell'omicida che aveva cercato di impedire un confronto tra Shobey ed una terza persona.
Secondo la ricostruzione della polizia l'omicida avrebbe squarciato la gola di Neal, pugnalandolo poi ripetutamente nel torace, prima di lasciare l'appartamento del morto dove si trovava una bambina autistica di soli 4 anni, cugina di Neal, che la stava accudendo.
Stando a quanto appurato fino a ieri dalla polizia, non esisterebbe un motivo scatenante la furia omicida di Shobey, se non il fatto che certamente era sotto l'effetto dell'alcol.
La cronaca della giornata di terrore era iniziata mercoledì mattina verso le 11 quando Shobey aveva tentato di guadagnarsi l'ingresso nell'appartamento di una donna lungo Washington Avenue nel Bronx, senza tuttavia riuscire nell'intento.
La donna aveva però chiamato il numero 911 per denunciare l'irruzione di Shobey, che nel frattempo s'era trasferito in un altro edificio dello stesso complesso di case popolari ed aveva cercato di farsi aprire la porta da un'altra donna alla quale aveva detto di essere alla ricerca di un nascondiglio perché pampinato dalla polizia.
Anche qui gli era andata male, ma aveva reagito male quando la donna aveva cercato di attirare l'attenzione di un vicino sullo stesso pianerottolo. Alla vista dell'uomo Shobey aveva perso la testa ed aveva iniziato a sparare, colpendo la poveretta di striscio alla nuca e mancando l'incomodo.
La donna è stata ricoverata al Lincoln Medical and Mental Health Center dove versa in condizioni stabili.
Sempre secondo la ricostruzione del capo della polizia, Shobey sarebbe salito su un bus e quindi sul convoglio della linea E della metro per recarsi al complesso di case popolari South Jamaica II Houses lungo la 106esima Street, per lasciare all'amivco Neil dei soldi in deposito, destinati ad un conoscente comune.
Dalla finestra di questi Shobey aveva intravvisto in strada qualcuno con il quale avrebbe avuto una disputa ancora in corso ed avrebbe detto all'amico di lasciarlo per scendere in strada a tagliare la gola all'uomo.
Neil avrebbe cercato di dissuaderlo, ricevendo in cambio un mortale tagliente alla gola e poi ancora pugnalate al torace. Lo ha trovato in una pozza di sangue l'assistente sociale che s'era recata all'appartamento per prendersi cura della bambina che aveva assistito all'orribile scena, ma che era scampata alla furia omicida. È stata l'assistente sociale a mettere in allarme la polizia.
Quando sono le nove meno un quarto di sera Shobey bussa alla porta dell'appartamento della nipote nel complesso delle Baruch Houses nella Lower East Side di Manhattan dove si intrattiene in visita per qualche tempo. Quando sale sull'ascensore Shobey incontra una ragazzina quindicenne che costringe sotto la minaccia di una pistola a seguirlo sul tetto dell'edificio dove l'avrebbe stuprata e derubata di nove dollari.
La denuncia è scattata quando la poveretta s'è presentata al pronto soccorso dell'ospedale, mentre la polizia era già al lavoro per cercare di posizionare Shobey in città attraverso telefonate effettuate dallo stesso durante la giornata e le immagini riprese dalle telecamere piazzate negli edifici delle case popolari.
Quando hanno individuado la sua presenza alle Baruch Houses, alle undici e mezza, sono entrate in azione le suadre speciali che hanno immobilizzato Shobey all'uscita.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
|