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Il candidato repubblicano Mike Bloomberg ha già un piede sugli scalini di City Hall |
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Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 28 Ottobre 2001 E alla fine, Rudy Giuliani, prese la decisione. Il candidato repubblicano alla poltrona di primo cittadino della Grande Mela Michael Bloomberg ha ottenuto ieri l'appoggio dell'inquilino di City Hall. Il "sindaco d'America" - come è ormai conosciuto fuori dalla Big Apple - aveva indetto una conferenza stampa sulla gradinata del palazzo municipale nel pomeriggio di ieri per annunciare la sua decisione, a fianco del candidato prescelto, magnate dei media. | ![]() Mike Bloomberg e Rudy Giuliani |
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Giuliani ha assicurato che Bloomberg è il miglior candidato che può aiutare la ricostruzione della città. Con un solo rammarico, ha aggiunto il sindaco: che gli eventi dell'11 settembre non gli abbiano consentito di dedicarsi maggiormante alla campagna elettorale del suo candidato preferito.
"Certo, avrei potuto dedicargli più tempo e lo avrei fatto se ci fossimo trovati in altre circostanze. Ho guardato ai mesi di ottobre, novembre e dicembre come un periodo di tempo in cui cercare di rasserenarmi, di cercare un lavoro, giocare a golf e fare campagna per Bloomberg e altri candidati per cui nutro fiducia, ma ho cercato di fare quanto ho potuto" ha riferito Giuliani alla stampa. Bloomberg ha risposto elogiando il lavoro del suo supporter. "Ciò che ha fatto Giuliani nella diminuzione del crimine, delle tasse, per l'occupazione in questa città, nell'avere reso le strade più sicure ed i parchi più puliti, diminuendo il numero delle persone dipendenti dal sistema assistenziale, è straordinario. Questa città è infinitamente migliore di quanto lo fosse otto anni fa. Rudy - ha sottolineato Bloomberg - posso prometterti che non farò retrocedere la città". L'"endorsment" di Giuliani arriva all'indomani della pubblicazione dei conti riguardanti le spese di Bloomberg nella corsa a City Hall. Se non altro il magnate dell'informazione ha già fatto storia, solo per le sue mani bucate in questa campagna elettorale che alla fine gli sarà costata 50 milioni dei suoi dollari personali. Fino a ieri aveva speso qualcosa come 41 milioni di dollari, ma prima della corsa finale è stato stimato che avrà tirato fuori dal portafogli 50 milioni per la sua prima candidatura ad una posizione pubblica. Una cifra che in precedenza nessun altro candidato aveva mai speso. Il multimilionario uomo d'affari attualmente ha speso (o investito) 5 dollari per ciascuno degli 8 milioni di residenti della City o, in altri termini, 11.40 dollari per ciascuno dei 3.6 milioni di aventi diritto al voto. Solo nelle ultime settimane Bloomberg ha speso 12 milioni di dollari, surclassando alla grande l'intera cifra che il suo rivale democratico Mark Green ha investito in tutta la sua campagna elettorale. Tuttavia nella volata finale anche Green intende guadagnarsi la fiducia dell'elettorato con nuovi e più frequenti annunci televisivi, mentre dal suo quartier generale non risparmiano frecciate al vetriolo nei confronti del candidato rivale. "Mike Bloomberg ha basato la sua campagna sui milioni di dollari. Questa strategia gli sta fruttando, o no?" si domanda il portavoce di Green, Joe DePlasco. Ma con l'accorciarsi delle distanze con l'appuntamento elettorale la campagna si va facendo sempre più incandescente, al suono di chi ha più "endorsement" dell'altro, ma soprattutto con "caroselli" (quelli di Bloomberg) che tendono a ridicolizzare l'avversario. Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni |
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