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Come tutte le saghe, anche quella che vede protagonista Rudy Giuliani si avvia verso la puntata finale, a grandi passi. E come vuole la tradizione dei nostri tempi non c'è palcoscenico migliore per annunciare l'epilogo se non il piccolo schermo, in diretta.
Così Rudy di ferro ha reso noto al mondo che è prossimo il suo matrimonio con la donna che lui stesso ama definire la "sua buona amica", Judith Nathan, executive di una casa farmaceutica, che da un paio d'anni è stata perennemente al suo fianco, anche durante cerimonie ufficiali.
Quando all'altare? Presto. Lo ha confermato lo stesso Giuliani durante un'intervista mandata in onda dalla emittente Cnn nel programma "Larry King Live".
"Judith ed io stiamo per sposarci, siamo prossimi al passo insomma, ma comunque abbiamo deciso di tenere per noi stessi data e luogo della cerimonia, almeno per il momento". Poi, rivolgendosi a Larry King che incalzava sulla vicinanza della fatidica data in diretta, Giuliani all'amico che spesso incontra nella stessa tribuna allo stadio, gli ha confidato "te lo sussurrerò all'orecchio quando ci incontreremo una delle prossime volte alla partita degli Yankee", precisando tuttavia che la definizione "presto" calza la circostanza.
L'ex sindaco aveva finalizzato le pratiche di divorzio da Donna Hanover lo scorso luglio, dopo vent'anni di matrimonio e dopo l'accordo del pagamento record di quasi sette milioni di dollari all'ex moglie, alla quale il tribunale ha affidato i due figli adolescenti, Andrew e Caroline.
La notizia del prossimo matrimonio Giuliani l'ha data al termine di una gloriosa giornata per lui che da midtown ha iniziato un tour nazionale per pubblicizzare il suo nuovo libro autobiografico intitolato "Leadership".
Per quattro ore nella libreria ha fatto un bagno di folla entusiasta che voleva il suo autografo nel volume che in molti sono convinti passerà alla storia, assieme al suo autore.
Per stringere la mano al "sindaco nazionale" qualcuno aveva fatto ore interminabili di fila, tanto che la coda ad un certo punto si snodava lungo due isolati, fuori dalla libreria.
"Leadership", sugli scaffali da martedì scorso, ripercorre la vita e la carriera del sindaco più celebre d'America, dalla sua infanzia a Brooklyn all'impegno come procuratore federale, fino ai due mandati di sindaco, terminati qualche mese dopo la tragedia dell'11/9.
Mark Grossman di Bayside, in Queens, era in fila dalle tre di notte per stringere la mano all'ex sindaco e avere il suo autografo sulle pagine del libro. "È un grande uomo ed è stato un grande leader per la nostra città. Come newyorkese ho sentito il dovere di essere qui oggi" ha detto mostrando orgoglioso la sua copia autografata.
Barbara McKeon, arrivata verso le cinque del mattino con tre copie sottobraccio, dice "quest'uomo è New York. Lui ama la città e la città contraccambia" dopo aver lasciato un affettuoso bacio sulla guancia a Giuliani.
I newyorkesi sembra non si interessino più di tanto alla soap-opera Giuliani-Hanover-Nahtan che si trascina da un paio d'anni, ammirano soltanto l'uomo e il leader. "Se non fosse stato sindaco Giuliani, dopo i fatti dell'11 settembre, avrei lasciato New York" assicura Kirby Sommers, un broker immobiliare di Manhattan che ha perso il cognato negli attacchi terroristici.
Qualcuno ha addirittura portato doni a Giuliani, tra questi una scultura di cartapesta fatta di foto della city, un cd con musiche patriottiche ed altro ancora.
Nel suo libro Giuliani racconta di quando scrisse al presidente W. Bush, tre giorni dopo gli attentati, chiedendogli di poter personalmente essere il boia di Osama bin Laden, quando questi sarà catturato dalle forze militari.
"Sono certo che lui avrà pensato che stessi parlando solo in senso figurato, invece ero serio. Bin Laden ha attaccato la mia città e quale sindaco ho avuto il forte sentore che io fossi la persona più appropriata per quell'azione" scrive tra l'altro Giuliani che si appresta a toccare Washington e Boston nei prossimi giorni quali tappe del tour per la promozione del libro.
La sua popolarità non ha limiti sul territorio statunitense e oltre. A Chicago lunedì scorso era riuscito a chiamare a raccolta i repubblicani più generosi, a sostegno del candidato repubblicano alla poltrona di governatore, Jim Ryan. La gente non ha esitato a lasciare assegni da mille dollari a persona per ascoltare il "sindaco nazionale" e il found raising ha toccato quasi il milione di entrate.
Giuliani in "Leadership" ha lasciato da parte i suoi soliti toni burberi per sfoderare piuttosto un linguaggio filosofico a cui si è affidato per raccontare i suoi otto anni di amministrazione pubblica.
Giuliani aveva già ricevuto tre milioni di dollari per "Leadership" nel febbraio dell'anno scorso ed il contratto prevede un altro libro a cui sta lavorando. Sono 400 pagine di "Rudy su Rudy" in cui esprime i suoi pensieri e lo stile manageriale con cui affrontare una crisi e precisa che i fatti dell'11 settembre scorso non si differenziano di molto negli interventi da qualsiasi altra tragedia. Era stato concepito due anni fa, interrotto per cinque mesi per i noti fatti, ma alla fine - ha raccontato lo stesso Giuliani - "è uscito come lo avevo concepito inizialmente" e insiste che non si tratta di memorie personali.
Ora sono in molti a chiedersi cosa altro ci si deve aspettare dall'ex sindaco, quali saranno le sue prossime mosse, ma soprattutto a quale alta carica guarda per il suo immediato futuro. Che abbia in mente qualche carica non lo esclude affatto, ma quale potrebbe essere, resta tuttavia ancora un'incognita.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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