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Immaginate una Lower Manhattan totalmente reinventata. Immaginate quartieri nuovi che sorgeranno a pochi passi dai fiumi che circondano Manhattan, con spazi pedonali e parchi. Ed un sistema di trasporto pubblico efficiente che collegherà la City agli aeroporti. Bloomberg, insomma, intende riportare New York al centro del mondo e guarda a quella parte della City che ora "chiude bottega" quando la sera i pendolari lasicano gli uffici.
Ad una settimana dalla presentazione dei sette progetti per la ricostruzione della parte di Lower Manhattan colpita dagli attentati terroristici, ieri il sindaco Michael Bloomberg ha prospettato la sua mega visione per la rivitalizazione dell'intera area.
Il mastodontico piano di Bloomberg prevede grandi spazi destinati al pubblico, quartieri nuoci di zecca, un centro commerciale ed un nodo ferroviario che allaccia la City ai maggiori aeroporti metropolitani.
Per ora quello di Bloomberg è solo un megaprogetto abbozzato su carta e per realizzarlo occoreranno anni e tanti miliardi di dollari, circa undici per l'esattezza. È quanto ha riferito lo stesso sindaco ad un gruppo di leader dell'Association for Better New York.
"Dobbiamo assolutamente reinventarci Lower Manhattan. Dobbiamo riaprire le aree che s'affacciano sull'acqua. Dobbiamo continuare a dare la certezza che New York sarà la città leader dell'economia globale" ha sottolineato il primo cittadino, aggiungendo che il collegamento su rotaia da Manhattan all'aeroporto Kennedy comporterà la realizzazione di un nuovo tunnel e che costerà 4 miliardi di dollari.
Secondo la visione di Bloomberg il servizio di trasporti Path sarà esteso fino all'aeroporto Newark per facilitare anche l'arrivo in città dei commuter con destinazione Lower Manhattan.
A tale proposito Bloomberg ha detto che "queste stazioni possono essere le prime di una serie nella Lower Manhattan che si imporranno come punto di riferimento del domani".
Anche i trasporti su acqua dovranno essere potenziati secondo il progetto proposto dal sindaco, in modo che anche altre località, come la contea di Westchester, possano usufruire dei servizi di ferry.
Bloomberg intende rivitalizzare la Lower Manhattan anche nella parte abitativa e vede nel futuro la creazione di due rioni nuovi di zecca: uno nelle vicinanze di Fulton Street, a est di Broadway ed un altro un poco più a sud, a Liberty Street ad ovest di Broadway.
Il neoquartiere nella parte est ruoterà attorno alla zona chiamata Fulton Martek Square, una nuova zona commerciale con una serie di esercizi pubblici e istituzioni culturali.
I due miniquartieri richiameranno diecimila nuovi residenti che occuperanno nuove abitazioni realizzate con investimenti privati, ma si renderà necessaria anche la costruzione di nuove scuole, in una zona già carente di edifici scolastici e Bloomberg intende realizzarle laddove c'era il World Trade Center.
"Credo che non ci sia niente di più appropriato, per ricordare coloro che non ci sono più, se non la costruzione di qualcosa per il futuro dei loro figli" ha osservato il sindaco.
Gli spazi verdi sono un altro punto chiave del progetto, in particolare nelle zone che s'affacciano sull'acqua ed uno degli esempi è quello di Greenwich Square, un parco alberato e pedonale da realizzare sopra l'ingresso del Battery Tunnel, mentre a West Street sorgerà una passeggiata e a Water Street il progetto prevede la conversione in un viale a tre corsie con vegetazione.
Bloomberg ha precisato che i fondi necessari per la realizzazione del mega progetto sono disponibili attraverso l'emissione dei cosiddetti "Liberty Bonds" e quattrini destinati alla ricostruzione, mentre si cercheranno anche partner privati.
Per incoraggiare le società che avevano abbandonato la Lower Manhattan già all'indomani degli attentati a tornare, la città suggerisce ai legislatori di Washington la creazione di una "World Trade Center Incentive Zone" con sconti fiscali, in modo da creare un'attrazione anche per le grandi società straniere che vogliano stabilire la propria sede a New York.
Infine Bloomberg ha concluso lasciando il pubblico esterefatto dalla grandiosità del progetto con uno zuccherino finale: l'annuncio che la società finanziaria Goldman Sachs è tornata sui suoi passi ed alla fine ha deciso di non trasferirsi fuori città - come annunciato in precedenza - per mantenere gran parte delle sue divisioni a New York.
È questo un esempio - ha concluso Bloomberg - indicatore della fiducia che la comunità degli affari ripone nel futuro della Lower Manhattan ed altri certamnente seguiranno.
Infine, a coloro che sorcevano il naso alla presentazione del magaprogetto perchè non convinti che sia il momento giusto e anche perchè dubitano che sia un lusso che la City non può permettersi, Bloomberg ha risposto "non dovreste mai dubitare su New York. Possiamo realizzarlo, perchè dobbiamo".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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