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Maxiretate all'aeroporto di Newark: fermati 130 illegali provenienti da Los Angeles
Sconcerto tra le organizzazioni dei diritti civili per il metodo delle operazioni

Riccardo Chioni - New York, 12 Aprile

Immigrati

Benvenuti all'aeroporto Newark Liberty International, la nuova frontiera dell'immigrazione clandestina dai paesi dell'America Latina. Per la seconda volta nel giro di tre giorni gli agenti federali hanno condotto raid agli arrivi dei voli dalla California che hanno portato all'arresto di 4 persone e alla detenzione di 130 immigranti illegali giunti nel New Jersey alla fine di un lungo viaggio, alle volte carambolesco.

Sabato erano caduti nella rete della giustizia quattro persone accusate di pratica di immigrazione illegale, in attesa di comparire davanti al giudice per l'incriminazione di rito. Gli immigranti illegali li seguivano con due voli, uno atterrato alle 5,45 e l'altro alle 7 del mattino, decollati da los Angeles.

Stando a quanto riferito da Janet Rapaport, portavoce del Bureau of Customs and Border, il gruppo era formato da persone tutte provnienti dal Messico, oltre ad un cileno: 36 uomini, 5 donne ed una bambina.

Sono stati condotti in strutture di acoglienza dell'immigrazione nella parte nord del New Jersey , in attesa della documentazione del magistrato per il rimpatrio nei rispettivi paesi.

Giovedì gli agenti federali erano ad attendere i passeggeri del volo Continental Airlines 1803 proveniente da Los Angeles con 222 passeggeri, su una non meglio precisata segnalazione, presumibilmente soffiata dalla California.

La portavoce del Bureau riferisce di non essere a conoscenza se i due interventi degli agenti federali fossero in relazione ad un solo carico di illegali scaglionati in gruppi su tre velivoli.

Durante la vasta operazione anti immigrazione clandestina a Newark giovedì sono stati trattenuti 88 passeggeri, 35 dei quali erano atterrati con il primo volo da Los Angeles e altri 53 arrivati con il volo delle 6 mattutine. Dei primi la maggior parte erano messicani, ecuadoregni, guatemaltechi, salvadoregni e onduregni.

Tra il gruppo, cinque ragazzini: una bambina e 4 maschietti, oltre a 63 uomini e 20 donne.

I gruppi a difesa dei diritti civili sono già scesi sul piede di guerra e sostengono che questi casi-limite mettono in luce le tensioni tra sforzo di stroncare il traffico di illegali e preoccupazioni sul perpetuarsi della pratica del "profiling", oltre all'erosione delle libertà civili.

Sono gli avvocati di questi ultimi a porsi inquietanti domande, tra cui spicca quella se gli agenti federali abbiano prodotto una detentione di massa e effettuato lo screening dei passeggeri.

Assicurano che la legge è molto chiara. Recita che entro il limite di 25 miglia dai confini territoriali, le autorità possono verificare lo status di una persona e precisa che entro i confini territoriali il governo deve effettivamente nutrire seri dubbi, prima di avvicinare una persona per chiedere documenti di identificazione sulla cittadinanza.

Muzaffar Chishti, analista presso il Migration Policy Institute, dice "non credo che gli agenti federali abbiano chiesto documenti a tutti coloro che sono atterrati dopo un volo nazionale. Non possono aver adoperato razza, appartenenza etnica, lingua o abbigliamento come prova che fossero illegali. Allora siamo di fronte ad un comportamento discutibile, oppure ad una reale e provata conoscenza. Hanno chiesto documenti solo a chi sembrava latino. In che modo hanno fatto la cernita dei passeggeri, con quale metro hanno deciso di trattenere alcuni e di lasciare andare altri" si domanda Chishti, senza trovare le risposte.

Per altri gruppi a difesa dei diritti civili le detenzioni di massa effettuate dagli agenti federali alla fine di questa settimana sono un allarmante segnale, proprio perché la tattica adottata dagli investigatori è relativamente nuova.

Lisa Navarrete, portavoce del National Council of La Raza, si dice sbalordita da ciò che sta accadendo a Newark in questi giorni. "Una cosa così non si era mai verificata prima. Ma ciò che è più allarmante - sottolinea - è il fatto che non sappiamo con quale criterio siano state trattenute 130 persone".

Brett Dreyer, investigatore presso l'aeroporto di Newark per l'agenzia Immigration and Customs Enforcement, ne ha visto di tutti i colori in materia di tentativi di immigrazione illegale e spiega che per almeno una manciata delle persone detenute in questi giorni quella nel New Jersey doveva essere l'ultima tappa del viaggio.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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