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Si allarga ai vertici del Dot l'inchiesta federale sulla tragedia dello Staten Island ferry

Riccardo Chioni - New York, 4 Dicembre

Ferry

Si allarga fino a raggiungere i vertici del Department of Trasportation l'inchiesta sulla tragedia del traghetto Andrew Barberi dello scorso 15 ottobre a Staten Island in cui persero la vita dieci persone e altre dozzine rimasero ferite.

Secondo quanto riferito da funzionari della procura di Brooklyn, il procuratore federale Roslyn Mauskopf e lo stesso NYPD stanno esaminando i ruoli del direttore del servizio dei traghetti, Patrick Ryan e di numerosi suoi subalterni in merito all'incidente di ottobre e anche se questi non sono chiamati direttamente in causa nell'inchiesta, il "caso" potrebbe essere presentato di fronte ad un grand jury nelle settimane prossime.

Il pilota del ferry che il 15 ottobre era andato a schiantarsi contro un molo di rimessaggio al terminal St. George, Richard Smith, ha dichiarato durante le udienze a porte chiuse di fronte alla commissione federale del National Trasportation Safety Board di aver perso i sensi mentre si trovava al timone del traghetto, pochi minuti prima dell'incidente.

Alcuni testimoni hanno riferito alla polizia che il capitano del ferry Barberi, Michael Gansas, non si trovava nella cabina di pilotaggio assieme a Smith durante le operazioni di attracco, in violazione alle disposizioni del regolamento del Dot.

Il legale del capitano Gansas che la settimana scorsa era stato licenziato per non aver collaborato con la giustizia, ha riferito che il Department non aveva comunicato al suo assistito ed al resto del personale le disposizioni in materia o aveva sorvolato sui compiti previsti per i superiori dello stesso Dot.

Ora la procura di Brooklyn intende verificare se tali dichiarazioni rispondono a verità e se le responsabilità di quanto accaduto possano essere attribuite anche ad altri dipendenti del Dot.

"Ci sono dieci persone morte ed altre ferite. A chi si devono attribuire le responsabilità dell'incidente" si domanda l'autorevole fonte della procura che - tuttavia - chiede di rimanere anonima.

Ryan è alle dipendenze del Dot dal 1979, nel 1995 venne promosso capo del servizio traghetti, carica che perse un anno dopo a causa di un'inchiesta inerente l'esagerato abuso di lavoro straordinario del suo personale, per tornare alla scrivania di capo nel 2001.

Il 42enne Joseph Lynch, in pensione dall'ottobre del 2002, per 23 anni dipendente del ferry e per undici anni rappresentante sindacale, addita i responsabili del servizio dello Staten Island Ferry, i quali a suo giudizio si sarebbero prodigati assai poco negli anni affinché venissero applicate le regole del manuale sulla navigazione e nell'addestramento del personale sulle disposizioni.

"Si possono redarre trenta regole, ma se nessuno si accerta che siano messe in pratica, chi si preoccupa di applicarle. Il servizio dei ferry è certamente sicuro, ma il Dot dovrebbe addestrare il personale". Questo, in sintesi, quanto il sindacalista ed ex dipendente del Ferry Service ha riferito agli investigatori federali durante la sua testimonianza ed è plausibile sospettare che siano state proprio queste asserzioni a convincere la commissione ad allargare l'inchiesta ai superiori del Dot.

Il portavoce del Department, Tom Cocola, smentisce le dichiarazioni del sindacalista, assicura che il Dot ha effettuato numerose esercitazioni assieme alla Coast Guard e sottolinea che negli ultimi tre anni, prima della tragedia del 15 ottobre, si sono registrati solo 28 incidenti che hanno causato il ferimento di passeggeri del ferry.

Ma Lynch insiste e aggiunge che è opinabile la decisione della municipalità di licenziare il capitano Gansas prima della conclusione dell'inchiesta.

Intanto la 39enne Debra Castro, che si trova ricoverata nell'unità di rianimazione dello Staten Island University Hospital, dopo aver subito l'amputazione di entrambe le gambe, ha dato disposizione al suo avvocato di inoltrare alla Corte Federale di Brooklyn una querela con la richiesta di 120 milioni di risarcimento danni alla città e ai due comandanti del traghetto per grossolana negligenza.

La denuncia segue la richiesta della City inoltrata presso lo stesso tribunale lunedì, intesa a limitare la responsabilità della stessa nell'incidente al tetto di 14.4 milioni di dollari, secondo una legge marinaresca del 1841. Una modesta frazione dei due miliardi di dollari che parenti dei morti e feriti si apprestano a richiedere per danni.

"Non esiste somma di danaro che possa compensare quanto questa donna sta attraversando" sostiene l'avvocato di Debra Castro, Jay Dankner, il quale precisa che alla sua assistita è stata amputata totalmente la gamba sinistra e la destra sotto il ginocchio, oltre ad aver riportato la frattura di un braccio e l'amputazione di parte di un orecchio per cui ha già dovuto subire una dozzina di interventi chirurgici.

E intanto cadono altre teste. Martedì, cinque dei 482 dipendenti dello Staten Island Ferry sono stati sospesi dal servizio per non aver fornito al Dot i documenti attestanti la propria residenza a New York, come previsto dal regolamento.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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