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Gli italiani nel mondo messi a nudo dal comico Joe Avati

Riccardo Chioni - New York, 4 Marzo

Joe Avati
Joe Avati

Precedono il suo debutto sul pianeta a stelle e strisce i successi già incassati in Australia, Canada e Inghilterra, mentre cresce a New York e in New Jersey la febbre da Joe Avati, il comico italoaustraliano che si è costruito un seguito formato da decine di migliaia di fans.

La Joe Avati mania è esplosa dopo il successo del primo tour del comico calabrese del 2001 che aveva registrato un'audience di oltre 30 mila spettatori italoamericani presenti al suo show. Nell'anno successivo Joe Avati ha consolidato il numero dei suoi affezionati fans e ora si appresta a conquistare a suon di battute anche il nord est americano.

Joe Avati, soprannominato "The Aussie Italian", è divenuto un fenomeno in seno alla immensa comunità italiana sparsa nel mondo anche attraverso le nuove vie di comunicazione che viaggiano in tempo reale, non più di bocca in bocca, ma con la navigazione cybernetica globale, con posta elettronica e Napster.

Ed è forse questa la chiave di lettura del successo di Joe Avati che ha captato la potenza della cyberbattuta comica, cogliendo il momento propizio per tessere un rapporto tra le vecchie e le nuove generazioni, unite da email che s'intrecciano dovunque.

In maniera burlona e critica il comico riesce a favorire il dialogo anche dove s'era spezzato, tra quelle generazioni che volevano a tutti i costi assimilarsi nella società americana e hanno creato figli totalmente disinteressati alle proprie oginini e lingua parlata, e le altre, nate e cresciute qui all'ombra delle tradizioni tramandate in famiglia e con tanta voglia di scoprire le proprie radici.

Joe Avati, attraverso le sue personali osservazioni della famiglia d'origini italiane in cui è cresciuto, sembra riesca magicamente a trasformarsi in un collante tra le vecchie e le nuove generazioni, nella ricerca di chiudere il gap storico e, volontariamente o no, con le sue esilaranti gag riesce a tramandare il retaggio che ognuno si è portato dall'Italia.

Non deve meravigliare quindi la sua popolarità che si sta allargando a macchia d'olio dal vecchio al nuovo, al continente australe. "Si è italiani in qualsiasi parte del mondo e il mio show infatti dimostra proprio che gli italiani sono tali ovunque" racconta il comico che per spiegare il fenomeno interpreta così la famiglia italiana all'estero.

"Italiani d'Australia, canadesi, americani: tutti hanno passato gli stessi imbarazzi e le stesse tribolazioni da figli di italiani nel corso delle proprie vite. Chi non rammenta l'imbarazzo di addentare alle elementari il panino con prosciutto e provolone preparato dalla mamma o ascoltare i soliloqui del nonno sulle inenarrabili proprietà del vino fatto in casa".

Questi ed altri momenti della vita quotidiana in una famiglia italiana all'estero, in qualsiasi angolo del mondo, sono finiti sotto il microscopio di Joe Avati che li ha osservati, vissuti, digeriti e riproposti nella chiave che gli è più congeniale, quella comica che fa sobbalzare dalle risate nei teatri figli e genitori, nonni e nipoti.

"Sì, perché sono tutti seduti lì, uno accanto all'altro a ridono entrambi sulla stessa battuta. Mettiamola così: venire ad assistere ad uno dei miei spettacoli è come celebrare le nostre origini. Ho sempre dichiarato di essere un italiano prima e poi australiano" sottolinea il comico che è stato definito la versione taliana di Jerry Seinfeld.

Nella sua scanzonata rassegna di momenti e situazioni Joe Avati dal palcoscenico trasmette le tradizioni che da sempre hanno fatto parte della nostra cultura e quelle che si sono perse nell'affannata voglia di assimilazione della cultura americana.

"Gli italiani d'America - precisa il comico - sono ancora più oppressi culturalmente degli inglesi, australiani e canadesi, ma in realtà poi siamo tutti accomunati da un unico destino e spesso dalla ricerca d'identità. Nei paesi in cui risiediamo, siamo tutti italiani, ma quando ci rechiamo in Italia, allora siamo australiani, americani, canadesi e via".

L'universalità dell'italianità è messa a nudo negli show del comico che si prapara al tour metropolitano ed oltre, fino a Chicago.

Domani sera calcherà il palcoscenico del Wilkins Theater presso la Kean University a Union, nel New Jersey; sabato sarà in Queens, al Colden Center del Queens College a Flushing; il 13 a Buffalo allo Shpere Entertainment Complex e a Staten Island il 26 e 27 marzo presso il Williamson Theater al College of Staten Island Center for the Arts.

Se la primavera si apre splendente all'orizzonte di Joe Avati, l'estate si annuncia hot, con il primo giro di manovella del film "Love Pizza" in cui è protagonista della commedia dai toni romantici che nasce come la risposta italiana in pellicola al popolare "My Big Fat Greek Wedding", che si girerà a Montreal in agosto.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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