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"Vorrei che il ministro Mirko Tremaglia durante la sua missione a New York venisse a trovarmi a Bridgeton, così potrebbe vedere la Statua della Libertà che ho realizzato e decidere di portarla in Italia, magari ad Adria, mia città natale".
Inizia così lo scultore per passione Duilio Clemente che nel suo giardino di casa conserva un'enorme statua di Lady Liberty, accanto alle riproduzioni in scala della Torre di Pisa e della Torre Eiffel.
Ultrasettantenne, pensionato, Duilio Clemente adesso lavora solo per hobby e non è una passione leggera. Quando illustra le sue creazioni infatti generalmente parla di pesi a suon di quintali.
Clemente è nato a Adria nel 1927 e dopo aver vissuto una ventina d'anni in Canada, si è sistemato nel New Jersey dove ha impiantato il suo laboratorio per produrre a tempo perso le sue originali riproduzioni di grandi installazioni.
La Statua della Libertà è il suo ultimo gioiellino. È alta 3 metri - più un metro di piedistallo - che ha curato in ogni particolare nel corso della lavorazione che lo ha impegnato per cinque anni. La replica di Lady Liberty è realizzata in rame e il tempo le darà la stessa patina verdastra che caratterizza l'originale.
Sovrasta l'ingresso del suo laboratorio l'iscrizione latina "Ora et labora". Ricorda che quando approdò sulle sponde newyorkesi rimase immensamente affascinato dall'imponenza di Lady Liberty che iniziò a studiare, sia per capire il lavoro dell'autore Frederic Auguste Bartoldi, sia per decidere le dimensioni della sua riproduzione.
Come fece il suo ispiratore Bertoldi, Clemente ha usato quello della moglie Valentina per il volto della sua replica di Lady Liberty. L'85 per cento della statua è ispirata all'originale, mentre il restante è opera della fantasia di Clemente.
"Vorrei poter mostrare al ministro Tremaglia l'operosità e immaginazione degli italiani come me in terra d'America. Mi piacerebbe che venisse a constatare quanta strada abbiamo fatto noi italiani in questo paese e non mi dispiacerebbe se si riuscisse a piazzare la statua in qualche città italiana, in particolare in provincia di Rovigo da dove sono partito per venire prima in Canada e poi negli Usa".
Lady Liberty firmata da Clemente pesa quasi mezza tonnellata ed è composta di oltre trenta pezzi smontabili. Il suo autore ed il cognato ad un certo punto dovettero decidere di procedere ad aprire un varco nel soffitto del laboratorio per poter ultimare Lady Liberty.
È sua anche una croce stilizzata irlandese, sempre di rame, che regalò alla scuola annessa alla chiesa dell'Immacolata Concezione di Vineland, nel New Jersey dove Clemente risiede da 23 anni.
Alla vista della croce di squisita fattura, monsignor Ciaran O'Mearian, parroco della chiesa, disse "artigiani come lui non se ne vedono più" e questo fu sufficiente per stimolare Clemente a mettere mano al suo progetto della statua che avviò nel 1996, iniziando chiaramente dallo scheletro in metallo.
È un'opera che lo stesso autore stima del valore di un centinaio di migliaia di dollari, sia per il tempo impiegato, che per i materiali che Clemente andava ad acquistare a Filadelfia.
La statua della Libertà dell'italoamericano è stata esposta in diverse occasioni. La premiere è stata nel 1999 presso il Cumberland County College e più avanti presso il City Hall di Vineland, ma adesso Clemente vorrebbe trovare una collocazione definitiva per la sua Lady Liberty e il suo sogno ricorrente è di poterla esporre nella sua terra d'origine ed è per questo motivo che chiede l'interessamento del ministro per gli Italiani nel Mondo.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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