Italia Mia Homepage

Your guide to Italy and its products
La tua guida all'Italia e ai suoi prodotti

ART CINEMA COMMUNITY CUISINE EDUCATION GENEALOGY IMAGES
MUSIC NEWS SEARCH SHOPPING SPORT TRAVEL USEFUL
Add to favorites Tell a friend Free email Gay guide Write to us Privacy Policy Site map
 
Bacheca Home Page
Homepage
Visitate il nostro sponsor

Storica sentenza della Corte di Cassazione: tutelati dai licenziamenti ingiustificati gli italiani all'estero

Riccardo Chioni - New York, 15 Dicembre 2002

Milani Migliaccio Verelli
Daniele Milani, Clemente Migliaccio e Fabio Verelli
 
Milani
Daniele Milani
 
Verelli
Fabio Verelli
 
Bottoni
Guido Bottoni
Per mesi abbiamo sentito parlare dall'Italia dell'articolo 18 riguardante la reintegrazione sul posto di lavoro che ha procurato non poca maretta tra rapprersentanze sindacali, governo e lavoratori sulla proposta di riforma.

Per molti, visto da questa sponda dell'Atlantico, l'argomento della tenzone si presentava tanto misconosciuto quanto lontano dalla realtà di tutti i giorni, su un territorio in cui le conquiste per i diritti dei lavoratori sono distanti appunto un oceano, rispetto ai paesi sull'altra sponda.

D'ora in avanti però cambia tutto. E migliaia di italiani nel mondo possono tirare un sospiro di sollievo. L'articolo 18 s'impone infatti di prepotenza anche all'attenzione dei lavoratori e del mondo sindacale fuori dai confini italiani con una una sentenza storica della Corte di Cassazione che sancisce una prima importante vittoria sindacale per gli italiani residenti all'estero dipendenti di aziende italiane sul territorio straniero.

Una pietra miliare viene subito definita la sentenza perchè d'ora in avanti gli italiani all'estero saranno tutelati dai licenziamenti ingiustificati. In altre parole, diventano illegittimi anche all'estero i licenziamenti senza giusta causa.

Il protagonista della vicenda finita di fronte la Corte di Cassazione è un ex dipendente della Banca di Roma, Guido Bottoni, licenziato sei anni fa dall'istituto bancario che intimava l'applicazione della legge vigente negli Stati Uniti, in assenza di giusta causa o giustificato motivo.

"Bottoni era già stato nominato all'epoca dirigente della rappresentanza sindacale dell'Ugl presso la Banca di Roma e da allora assieme abbiamo iniziato una battaglia sindacale, ma ancora di più, giudiziaria, che in Italia ha seguito tutto l'iter dei gradi di giudizio, a iniziare da una ventina di giorni dal suo licenziamento" racconta ad America Oggi l'avvocato Daniele Milani che ha seguito il "caso Bottoni", a New York assieme a Fabio Verelli, segretario nazionale del sindacato Ugl Credito per incontrare i dipendenti italiani di aziende italiane operanti sul territorio statunitense e in occasione dell'apertura nel cuore della Little Italy di Brooklyn dell'ufficio del patronato Enas, di cui è stato nominato responsabile Clemente Migliaccio.

"Siamo finiti in Corte di Cassazione un anno e mezzo fa - prosegue l'avvocato Milani - e la Corte, con una sentenza recente, ha cassato la sentenza della Corte d'Appello e rinviato il tutto al tribunale dell'Aquila, enunciando il seguente principio e cioè la Corte di Cassazione sostanzialmente ha detto che la domanda con la quale il lavoratore chiede di dichiarare illegittimo il licenziamento e il reintegro nel posto di lavoro assunto all'estero è regolata dalla legge del luogo di esecuzione, salvo che tale legge non sia incompatibile con l'ordine pubblico italiano. Ha dichiarato incompatibile con l'ordine pubblico italiano una legge - sottolinea Milani - che in linea generale non pratica tutela contro il licenziamento ingiustificato e poi ha sostanzialmente accolto il ricorso e cassato la sentenza. Aldilà delle terminologia tecnica significa che da oggi in poi, sulla base di quanto sancito dalla Corte di Cassazione, nessun lavoratore italiano dipendente da aziende italiane all'estero portrà essere licenziato in assenza di giusta causa o di giustificato motivo".

Gli effetti di una sentenza del genere sono chiaramente sotto gli occhi di tutti. Uno dei nodi più caldi di questi tempi è senza dubbi la questione della Fiat in Argentina che ha ventilato la possibilità di disfarsi di alcune migliaia di lavoratori, molti del quali sono italiani.

"La Fiat dovrà applicare le procedure di mobilità, così come si fa in Italia. Non potrà licenziare perchè hanno i capelli biondi o gli occhi azzurri e così sarà dappertutto. Questo è il nocciolo della sentenza" osserva Milani.

Quanto siano interessate le aziende italiane a leggere la sentenza non è dato sapere, di certo fino a pochi giorni fa non ne avevano richiesto neppure una copia alla Cassazione. "Le uniche tre prenotate - racconta l'avvocato - erano state richieste da Il Sole 24Ore". Infatti il problema per il sindacato dei bancari, ma non solo, è quello di diffondere la notizia nel mondo tra gli italiani dipendenti da aziende italiane operanti all'estero.

Solo poche riviste del settore sindacale e quotidiani di parte hanno pubblicato articoli sulla sentenza "pietra miliare" per gli italiani all'estero, ma in generale è passata inosservata.

"Questa sentenza è tanto importante quanto più viene conosciuta perchè se i lavoratori non lo sanno, è come se non fosse mai uscita".

Tornando al "caso Bottoni", l'avvocato Milano precisa che lo studio legale ha già iscritto il ricorso presso la Corte d'Appello di rinvio dell'Aquila. "Ora questa dovrà decidere la sentenza così come è 'ordinatà dalla Corte di Cassazione che enuncia il princicio di diritto e poi dice al tribunale dell'Aquila, decidi così: quindi Bottoni verrà reintegrato nel posto di lavoro. Il dipendente licenziato ora è in pensione, ma percepirà tutti gli arrestrati che avrebbe dovuto percepire qualdo lavorava, dal momento del licenziamento al momento in cui è andato in pensione, con interessi e remunerazione monetaria".

Quindi d'ora in poi se dovesse accadere che qualche lavoratore italiano venga licenziato da un'azienda italiana sulla base della legge statunitense senza giusta causa, dovrà impugnare il licenziamento (ci sono dei termini: 60 giorni dalla data della comunicazione del licenziamento) e dopodichè dovrà introdurre un giudizio presso il tribunale italiano per ottenere la reintegra.

"Questo - precisa Milani - riguarda le aziende che hanno più di 15 dipendenti, perchè la legge in Italia dice che la tutela reale del posto di lavoro è applicata soltanto a quelle aziende che hanno un numero di dipendenti superiore a quindici. Per quelle che hanno un numero inferiore viene riconosciuto soltanto un risarcimento dei danni che va da due mensilità e mezzo a sei".

L'avvocato riferisce cha attualmente sta curando altre cause intentate da dipendenti di aziende italiane sulla tutela del lavoro degli italiani all'estero.

Il segretario nazionale del sindacato Ugl non nasconde la sua soddisfazione per una vittoria storica sul piano della tutela del lavoratore all'estero.

"Il sindacato ha patrocinato sin dall'inizio quella che doveva diventare la madre di tutte le vertenze per i lavoratori italiani all'estero dipendenti da aziende italiane" sottolinea Fabio Verelli.

"La questione si presentava piuttosto difficoltosa. Nella sostanza si perseguiva lo scopo di ottenere una pronuncia giudiziale che sancisse l'applicabilità della legge italiana ai rapporti di lavoro correnti all'estero tra lavoratori italiani e aziende italiane. Anche se l'argomento - prosegue il sindacalista - non è più materia di assidua trattazione da parte dei media in Italia, le motivazioni svolte dalla Suprema Corte richiamano da vicino la polemica sull'abrogazione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, mentre viene citato dalla Corte per sottolineare come 'il principio che forma la struttura etica della convivenzà. Quindi sul piano politico questa pronuncia non potrà non costituire motivo di riflessione per il legislatore che aspiri a una giusta riforma giuslavoristica. Il 'caso Bottonì ha fatto scuola - sostiene -. La gente non può essere messa sul lastrico da un giorno all'altro, senza un vero motivo. Mentre in Italia siamo molto sensibili, politicamente e sindacalmente ai lavoratori stranieri che vengono a lavorare da noi, all'estero questo non avviene".

Altre organizzazioni sindacali avevano guardato al "caso Bottoni" come la peste, assicura il sindacalista dei bancari, il quale tuttavia precisa che le porte dellUgl sono aperte anche a lavoratori di altri settori e categorie, in particolare a New York dove operano molte aziende italiane.

"Niente sarà più come prima, a New York come nel resto del mondo - esordisce Verelli a Brooklyn -. Abbiamo dimostrato coerenza e coraggio. Saremo a fianco di tutti coloro che vorranno essere tutelati all'estero".

E alla domanda su come comportarsi nel caso in cui l'azienda italiana provveda a far firmare dal dipendente una "liberatoria" in fase di assunzione, il sindacalista risponde che "se queste sono in conflitto con l'ordinamento italiano, vale la legge italiana". E se le aziende italiane decidessero di non assumere più personale italiano, incalzano dalla platea? "È un'assunzione viziata dalla mentalità americana. Perchè le aziende italiane avranno ora come in futuro bisogno di personale qualificato in loco. L'Italia è il paese all'avanguardia sul lavoro" è la risposta del sindacato.

In particolare nel settore bancario dove opera il sindacato Ugl Credito - sostengono sindacalista ed avvocato - si verificano situazioni perlomeno discutibili nel trattamento diversificato dei dirigenti e degli impiegati assunti in loco.

"Nell'ambiente bancario italiano all'estero, mentre i dipendenti anche italiani lavorano per quattro soldi, i dirigenti inviati a dirigere le branche dall'Italia navigano nell'oro, con trattamenti esageratamente diversi, siamo a livelli seri". Quale certezza hanno quindi oggi i dipendenti italiani delle aziende italiane all'estero? L'avvocato Milani risponde "i dipendenti sappiano di avere la certezza che se fanno causa all'azienda, questa la perderà perchè un giudice di merito non può non tenere conto di una sentenza di legittimità della Corte di Cassazione".



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
Copyright © 1996-2007 Italia Mia Network
Italiamia.com | Italiamiapersonals.com | Musicamia.com | Italyposters.com | Italymagazines.com | Italianbookstore.com
Italianmovies.net | Italgay.com