 Bloomberg durante l'appuntamento radiofonico si fa vaccinare contro l'influenza
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L'amministrazione municipale licenzia. Sarà questo il tormentone che ci perseguiterà nel prossimo futuro, che è poi già iniziato. A City Hall hanno preferito dare l'annuncio quando il fine settimana dei newyorkesi era già iniziato e quando agli uffici dei sindacati soltanto i fax rispondevano alle chiamate.
Nelle comunicazioni pervenute alle segreterie di tre rappresentanze sindacali newyorkesi l'amministrazione municipale annunciava la decisione di licenziare di 103 dipendenti del dipartimento della nettezza urbana, con preavviso di trenta giorni, a partire da venerdì 25 ottobre.
Il portavoce del Sanitation Department, Vito Turso, ha spiegato che si tratta di 69 operatori di motrici, 11 gruisti e 23 specializzati di cui la città non ha più bisogno, dal momento che lavoravano nella discarica di Fresh Kills a Staten Island dove erano state trasportate e passate al setaccio le macerie del World Trade Center.
"Con il recente completamento dei lavori non c'era più posto per questi dipendenti specializzati e quando siamo andati a verificare lo status del nostro personale, abbiamo constatato che ci venivano offerte 103 opportunità per risparmiare. Questo fa parte della revisione in atto per verificare la possibilità di economizzare in una situazione finanziaria molto difficoltosa" sottolinea il portavoce della Sanitation.
Dai sindacalisti - che presumibilmente leggeranno la notizia sui giornali - non giunge infatti alcun segnale, così come nessuno risponde al telefono presso le sedi dell'Operating Engineers 14 & 15 e della International Longshoreman's Association, i due sindacati cui sono iscritti i 103 licenziati.
L'unico messaggio che aleggiava sulla City venerdì era quello del sindaco Michael Bloomberg - peraltro inascoltato -, il quale andava dicendo che erano in vista profondi cambiamenti sul piano del lavoro per i dipendenti municipali. Una delle sue strategie che dovrebbero produrre l'"antidoto" per sanare la profonda crisi del deficit di bilancio.
Eppure quelle dichiarazioni erano passate inosservate, o erano state prese come decisioni ancora a venire, mentre sono già realtà. Bloomberg alla radio ha riferito di avere approntato uno studio per ottimizzare la forza lavoro con trasferimenti e aumento dell'orario di lavoro per "utilizzare al meglio le entrate".
Sempre nel suo messaggio radiofonico settimanale Bloomberg ha annunciato che sta valutando la possibilità di offrire incentivi per agevolare il pensionamento anticipato e riduzioni dello staff, senza tuttavia entrare nei particolari.
I cambiamenti nell'ambito della forza lavoro che Bloomberg vorrebbe mettere in atto e attuabili soltanto con trattativa sindacale, non sono certo una novità. Ma a chi aveva provato inutilmente, la proposta aveva prodotto solo un rovinoso effetto boomerang.
Uno dei clamorosi precedenti più recenti è quello che vide protagonista Ruth Messinger nel 1977. Durante la sua campagna elettorale fu aspramente criticata dai leader sindacali quando propose di portare l'orario di lavoro da 35 a 37 ore e ½ settimanali.
I sindacati le voltarono le spalle ritirando il loro supporto alla Messinger per darlo piuttosto al suo avversario Rudolph Giuliani.
Nella sua campagna di riforme il sindaco Bloomberg trova d'accordo Harvey Robbins, già direttore dell'Office Operations del sindaco durante l'amministrazione David Dinkins, il quale sostiene che incrementando l'orario di lavoro la città si metterebbe in riga con la forza lavoro statale, la cui settimana è fatta di 37 ore e mezzo.
"Tutto dipende da quanto intelligenti riusciremo ad essere per evitare di ripetere gli stessi errori fatti durante la crisi degli anni Settanta - precisa Robbins -. Un modo sarebbe quello di diminuire la forza lavoro per logorio, poi negoziare con i sindacati l'aumento dell'orario di lavoro e l'aggiunta di ulteriori giorni di servizio per il personale in divisa. Facendo questo viene richiesto meno personale per fare lo stesso lavoro. Il personale che rimane potrà essere ricompensato con aumenti salariali che il sindaco potrà concedere al rinnovo dei contratti di lavoro. In pratica - precisa - si riduce la forza lavoro, senza ricorere a licenziamenti o diminuzione dei servizi".
Ma la doccia fredda che i newyorkesi si dovranno aspettare riguarda piuttosto l'aumento delle tasse di proprietà, dal momento che quella è l'unica imposta su cui l'amministrazione municipale può decidere autonomamente, senza ottenere il consenso dello stato.
Semprechè non lo preceda il governatore George Pataki, che così gli procurerebbe il terzo sgambetto dopo i no all'aumento delle tariffe dei trasporti e ai pedaggi sugli attraversamenti dell'East River.
Non è infatti escluso che il governo di Albany decida prima di Bloomberg di aumentare le tasse statali per far fronte alla "sua" crisi, rendendo così assai più difficoltoso il percorso che la municipalità dovrà intraprendere per aumentare le sue tasse di proprietà.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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