Italia Mia Homepage

Your guide to Italy and its products
La tua guida all'Italia e ai suoi prodotti

ART CINEMA COMMUNITY CUISINE EDUCATION GENEALOGY IMAGES
MUSIC NEWS SEARCH SHOPPING SPORT TRAVEL USEFUL
Add to favorites Tell a friend Free email Gay guide Write to us Privacy Policy Site map
 
Bacheca Home Page
Homepage
Visitate il nostro sponsor

Un'altra defezione tra i membri della famiglia malavitosa Bonanno, decimata la leadership

Riccardo Chioni - New York, 6 Marzo

"Dirty Danny", un altro membro della famiglia malavitosa dei Bonanno, ha deciso di gettare la spugna e di fronte al giudice si è dichiarato colpevole di bantitismo, piuttosto che affrontare tra breve un maxi-processo nell'aula del tribunale federale di Brooklyn.

Tra le forze dell'ordine viene nominato con il soprannome "Dirty Danny", al secolo Daniel Mongelli, il trentasettenne che dopo la sua ammissione di colpevolezza rischia di vedersi comminare una pena detentiva non inferiore a 25 anni quando il giudice pronuncerà la sentenza nel giugno prossimo.

Con l'atto di Mongelli sale a oltre una ventina il numero dei membri e associati della famiglia Bonanno che sono stati riconosciuti colpevoli o che hanno iniziato a collaborare con la giustizia durante l'ultimo anno e mezzo.

Un duro colpo che la la procura federale di Brooklyn ha inferto alla famiglia malavitosa, decimandone la leadrship, mentre soltanto una manciata di imputati - compresa la figura più importante nella gerarchia della famiglia Bonanno, il boss Joseph Massimo - ha deciso invece di affrontare il procedimento giudiziario che sarà avviato il mese prossimo.

"Dirty Danny", arrivato appena a terminare l'ottavo grado di istruzione, considerato dagli investigatori un capitano in seno alla famiglia malavitosa, davanti al giudice federale Nicholas Garaufis, ha confessato di avere avuto un ruolo nell'uccisione di un altro malavitoso, Louis Tuzzio, nel gennaio del 1990.

Questi era un associato della famiglia Bonanno, caduto in disgrazia in seguito ad un incidente di percorso e ucciso per mano della stessa criminalità organizzata cui apparteneva, stando al sostituto procuratore federale Greg Andres.

Venne ordinata l'uccisione di Tuzzio - sostiene la procura - perché questi fu coinvolto nel ferimento del figlio di un militante della famiglia Gambino nel 1989, in occasione dell'uccisione di Gus Farace - associato con la famiglia Bonanno - ad opera di Tuzzio.

Gus Farace - sempre secondo la procura - in quell'anno fu coinvolto a sua volta nell'uccisione dell'agente Everett Hatcher in servizio con la Drug Enforcement Administration.

Secondo la ricostruzione di quel delitto, l'ex boss della famiglia Gambino, John Gotti, avrebbe chiesto ed ottenuto dalla famiglia Bonanno di uccidere Tuzzio e Mongelli al giudice ha ammesso "ero lì quando Louis Tuzzio venne freddato e sapevo bene che sarebbe stato ucciso", prima di dichiararsi colpevole di bantitismo.

A questo punto la procura è propensa a stralciare gli altri molteplici capi d'imputazione che pendono sul capo di Mongelli contemplati nella denuncia del gennaio dello scorso anno.

"Dirty Danny", dopo il suo arresto nell'abitazione di Staten Island a gennaio, ha inoltre confessato che dal 1988 al novembre del 2002 ha partecipato alla raccolta di scommesse clandestine su avvenimenti sportivi per conto della malavita organizzata a Brooklyn e Staten Island e che ha pure preso parte ad attività di strozzinaggio usando peraltro minacce di azioni violente a chi prestava i soldi.

Intanto accusa e difesa affilano le armi in vista del processo che vedrà sul banco degli imputati il boss Joseph Massimo e altri due membri dell'organizzazione Bonanno.

L'avvocato di Massimo, David Breitbart, ha accusato la procura di spionaggio per carpire la sua strategia nella difesa del boss malavitoso e ha chiesto al giudice Nicholas Garaufis di rimuovere il sostituto procuratore federale Greg Andres dall'incarico in questo caso specifico, chiedendogli altresì di dichiarare inammissibili le prove raccolte dalla procura attraverso un informatore che avrebbe consentito di illuminare gli investigatori sul passaggio di messaggi tra i malavitosi rinchiusi in carcere e losche attività esterne.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
Copyright © 1996-2007 Italia Mia Network
Italiamia.com | Italiamiapersonals.com | Musicamia.com | Italyposters.com | Italymagazines.com | Italianbookstore.com
Italianmovies.net | Italgay.com