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Decimata a Long Island la banda malavitosa
della famiglia Lucchese


Riccardo Chioni - New York, 15 Novembre 2002

Tavolo delle prove
Tavolo delle prove
 
Roland Galiano
Roland Galiano
 
Milton Bialostock
Milton Bialostock
 
Joseph Caridi
Joseph Caridi
 
Aniello Colello
Aniello Colello
Per certi versi la vita reale di alcuni dei sedici malavitosi appartenenti alla famiglia Lucchese arrestati tra mercoledì e ieri somiglia a quella dei protagonisti della popolare serie televisiva "The Soprano". Lo ammettono anche gli investigatori. Ecco perchè.

Entrambi operano nei sobborghi. Sia il boss incastrato ieri che il suo omologo della finzione tivù conducono affari loschi, mentre i propri figli giocano nella squadra di football della scuola. Entrambi s'impossessano del business dei locali a luci rosse per adulti.

È stata un'operazione che a Long Island non trova riscontro nella storia criminale degli ultimi venti anni quella condotta dall'ufficio investigativo del procuratore conteale Thomas Spota di Suffolk.

In sedici sono finiti in manette, mentre le indagini proseguono e alla procura assicurano che altri arresti sono imminenti. Di certo - sostengono - è stata decimata la testa di una impresa criminale che agiva da anni nel giro delle estorsioni, gioico d'azzardo e usura.

Tra coloro che già ieri sono apparsi di fronte al giudice della First District Court di Islip per l'incriminazione di rito figura il sottocapo 57enne Joseph Caridi, residente al 17 Karin Court a East Northport, mentre tra le numerose abitazioni perquisite durante la notte di ieri c'era anche quella del presunto boss Louis Diadone, a Brooklyn.

Sono state quattordici le perquisizioni effettuate dagli investigatori di Long Island e New York a Suffolk, Nassau, Brooklyn e Queens.

Anche il procuratore conteale fa riferimento allo stile di vita condotto dai "Soprano" simile a quello degli arrestati.

"Stiamo investigando pizzi e bustarelle nell'ambito delle costruzioni ed estorsioni ai danni di alcuni ristoranti. Spero che questa operazione sia di monito ai membri della famiglia Lucchese e a coloro che sono affascinati dallo stile di vita dei Sopranos. Se siete attratti da quel lifestyle - ha ammonito il procuratore -, sappiate che vi stiamo alle calcagna".

L'inchiesta era partita a febbraio di quest'anno quando il titolare del locale a luci rosse "Sinderella" di Brentwood aveva raccontato alla procura il modo in cui era stato "rilevato" dall'organizzazione Lucchese nella gestione del suo locale per spogliarelli.

"È stato rimosso dalla sua posizione negli affari a forza. Con una pistola puntata alla testa, mentre gli dicevano di non farsi più vedere in giro da quelle parti" ha raccontato il sostituto procuratore James Chalifoux, il quale ha precisato che il locale era stato gestito in maniera legittima fino allo scorso anno, fino a quando cioè s'erano presentati all'uscio del titolare i gorilla dell'organizzazione criminale che intascava - sempre secondo la procura - la somma di 5 mila dollari la settimana.

Ma quelle erano sono le briciole di un giro molto più vasto, sottolinea il sostituto procuratore Craig Pavlick, il quale precisa che durante l'operazione sono stati messi sotto sequestro beni per un valore di due milioni di dollari, mentre altre sorprese si potrebbero avere nei prossimi giorni quando l'inchiesta avrà imboccato la fase finale.

Alla conferenza stampa svoltasi ieri mattina nell'ufficio della procura di Suffolk gli investigatori hanno mostrato il "bottino" della massiccia operazione: 70 mila dollari in contanti, un sacco pieno di marijurana, libri contabili, computer, dadi da gioco ed una pistola calibro .25 semiautomatica.

La gang aveva messo in piedi anche un giro di scommesse d'azzardo basate su avvenimenti sportivi ed un'organizzazione dedita allo strozzinaggio che per diversi anni ha fatto base in Costa Rica dove venivano amministrati "via wire" tutti i proventi illeciti.

"Abbiamo raccolto un sacco di materiale che definirei interessante" ha commentato il procuratore Spota che ha diretto le indagini, il quale ha raccontato che quando le vittime non erano in grado di pagare debiti di gioco o prestiti, allora interveniva la banca dell'usuraio, imponendo interesti che andavano dal 2 al 5 per cento per settimana, a seconda del tipo di relazione che le vittime intrattenevano con il responsabile del prestito.

Caridi è ora in buona compagnia dietro le sbarre. Con lui sono stati arrestati il 68enne Aniello "Neil" Colello residente al 57 Waldo Ave. a East Rockaway, il 59enne Ronald Galiano abitante al 156-53 della 75esima St a Howard Beach nel Queens, il 77enne Milton Bialostok residente al 759 Wilson Court a Nord Woodmere e il 62enne James Bozart, abitante al 549 E. 54esima St. a Brooklyn. Sul capo di ognuno, se riconosciuti colpevoli, pende una condanna che va da 8 a 25 anni di reclusione.

Long Island è un territorio che il crimine organizzato ha sempre trovato fertile e gli investigatori ricordano che fu proprio la famiglia Lucchese a controllare il business dei rifiuti a Long Island fino agli anni Ottanta, prima che gli investigatori federali mettessero fine al "banchetto".

Il commento finale del Police Commissioner di Suffolk, John Gallagher, la dice lunga sullo stile di vita dei criminali, al contrario della finzione tivù. "Ce li mostrano più intelligenti di quanto siano in realtà. L'impresa criminale reale - ha sottolineato - è sporca, viscida e arriva ad intaccare la normale vita dei cittadini onesti. Sono (gli arrestati) dei poco di buono da bassifondi"



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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