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Occorreranno anni per ricostruire le stazioni della subway
Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 6 Ottobre 2001

Trasporto resti
La giornata di ieri era iniziata con il ritrovamento di due corpi tra le macerie del Wtc, trasportati da una dozzina di pompieri, mentre gli uomini impegnati negli scavi salutavano il passaggio portandosi il casco di protezione al petto. Ma la pioggia battente ha rallentato per ore la mastodontica opera di recupero di corpi e detriti perchè il forte vento che l'accompagnava provocava la caduta di materiali dagli edifici attigui.
Quella di ieri è stata una giornata segnata dal dolore e dalla desolazione di tante famiglie di vittime che hanno assistito a funzioni religiose in ricordo dei propri cari. Una via Crucis anche per Giuliani che già il giorno precedente aveva partecipato al memoriale dedicato a 23 persone in uniforme perite nell'attentato, mentre in tutti i quartieri si svolgevano 18 diversi funerali.

Ieri sono stati 27 i servizi funebri, tra memoriali e funerali di 23 vigili del fuoco, di due agenti dell'Nypd e due del Port Authority. Il totale delle persone disperse resta a quota 4,986, sono 380 quelle dichiarate morte e per 321 di queste è avvenuto il riconoscimento ufficiale.

Al posto della tradizionale parata colombiana di Queens, ieri la Federazione delle Organizzazioni italoamericane ha celebrato una messa in ricordo delle vittime, officiata dal reverendo Carmelo Gagliardi, presso la chiesa Our Lady of Mount Carmel, ad Astoria.

Le 200 mila tonnellate di detriti che sono già stati trasferiti nella discarica di Fresh Kills a Staten Island sono soltanto una infinitesimale frazione di ciò che resta di due torri di 110 piani, mentre 30 mila tonnellate d'acciaio sono invece state trasferite altrove.

Il collasso delle Torri ha distrutto anche le sottostanti stazioni delle metropolitana e ieri i tecnici della Federal Emergency Management Agency che hanno visitato i budelli della subway hanno mostrato alla stampa un filmato in cui appare evidente la distruzione provocata dal cedimento della stazione di Cortland Street delle linee "R" e "N" dove un gigantesco brandello d'acciaio della sommità di una torre è conficcato come un missile nel mezzo dei binari, dopo aver sventrato il manto stradale sovrastante la linea ferroviaria.

Al termine del sopralluogo i tecnici della Fema hanno riferito che occorreranno alcuni anni, prima che possano essere ripristinate tutte le linee della metro che scorrono nella Lower Manhattan interessata al disastro.

Sempre ieri la portavoce della Bank of Nova Scotia di Toronto, Diane Flanagan, ha riferito che nel forziere dell'istituto erano conservati 200 milioni di dollari di valore tra oro e argento e che presumibilmente la cassaforte dovrebbe essersi conservata intatta.

Intanto il Museum of Jewish Heritage che si trova all'ombra delle Torri che non ci sono più, venerdì aveva riaperto i battenti, alla presenza della senatrice Hillary Clinton, del governatore George Pataki, dello speaker di City Hall, Peter Vallone e del procuratore distrettuale di Manhattan, Robert Morgenthau. Nell'occasione la senatrice di New York ha voluto insistere sul fatto che sono disponibili aiuti finanziari per le piccole imprese, poichè soltanto 950 dei 17.300 aventi diritto hanno già provveduto a richiederli.

Anche la rigida agenzia Ins si adegua ai tempi e alle circostanze e - da una parte - invita gli immigrati, anche quelli illegali a farsi avanti, se correlati alla tragedia del Wtc per usufruire degli stessi benefici e assistenza spettanti alle vittime degli attentati. Dall'altra, il responsabile dell'Immigration and Naturalization Service, James Ziglar, ieri si è recato in visita agli sportelli degli agenti in servizio nei tre aeroporti metropolitani per sottolineare che "gli unici che devono temere l'Ins sono coloro che entrano in questo Paese per ferirlo. Ciò che è accaduto lo scorso 11 settembre non è causato dal fenomeno dell'immigrazione. è mano del demonio". Il commissioner Ziglar lo ha ripetuto anche ad alcuni dei maggiori rappresentanti di non-profit dedite all'assistenza per immigrati.

Ma dai discorsi è pure trapelato che a Washington qualche legislatore sta studiano provvedimenti sfavorevoli all'immigrazione. "Mi aspetto un crescendo di dibattiti sulla nostra politica di immigrazione. Dove porteranno questi dibattiti, non me lo chiedete - ha detto alla stampa Ziglar - perchè non conosco la risposta".

Il "Boss" di Asbury Park ha voluto partecipare al dolore della famiglia di un suo affezionato fan. Presso la chiesa di Sant'Ignazio nella Lower Makefield Township, dove si svolgeva il funerale, Bruce Springsteen ha fatto pervenire un messaggio proiettato su schermo gigante. Il 44.enne James "Jim" Berger, vice presidente del Aon Consulting Group, l'11 settembre era stato travolto dalle macerie, dopo che era riuscito a portare in salvo i suoi 156 dipendenti dal 101.mo piano della seconda torre, immediatamente dopo la prima esplosione.

Bruce e la moglie Patti Springsteen hanno salutato prima la vedova di James, Suzanne, poi il "Boss" ha inbracciato la chitarra, si è portato l'armonica alla bocca e, rivolgendosi ai tre figli di "Jim", Nicholas, Alexander e Christian, ha detto "questa è la canzone preferita da vostro papà. La dedico a voi" ed è partito con "Thunder Road".

Se il turismo newyorkese soffre le conseguenze degli attacchi terroristici, quello del New Jersey invece sembra trarne beneficio.

L'industria legata al turismo dello Stato Giardino, che produce annualmente un gettito di 30 miliardi di dollari, uscirà indenne dalla tragedia che sì e' consumata di là dalle sue sponde.

Molti abitanti del nord est infatti guardano al New Jersey e alle sue attrazioni per sfuggire ai drammi quotidiani di New York, per distogliere l'attenzione dei figli dal piccolo schermo, per meditare. Tutto questo accade nel New Jersey, mentre altre allettanti destinazioni preferite in tempi normali dai vacanzieri americani vengono escluse in quanto richiedono trasferimenti aerei .

"Il turismo in New Jersey gode buona salute - assicura la portavoce della AAA Mid-Atlantic, Pam Maiolo -. Del resto tutto lascia intendere che la gente va dove aveva pianificato la propria vacanza: a Cape May o ad Atlantic City. Soffrono invece l'industria del trasporto aereo e le compagnie di crocere".

Al parco divertimenti Six Flags Great Adventure ieri è stata una domenica come le altre caratterizzata da famiglie con figli in cerca di svago. Ad Atlantic City i casinò hanno temuto il peggio il giorno successivo all'attacco, quando il traffico da e per Manhattan era paralizzato, ma subito dopo la riapertura di ponti e tunnel ha vissuto solo un cedimento del 6 per cento e, nel complesso, i 353 milioni di dollari lasciati dai giocatori ai tavoli da gioco nel mese di settembre non si discostano di molto dalla media.

Al faro Twin Lights di Navesink, di fronte alla baia di New York, il traffico turistico è addirittura raddoppiato, passando dagli 8 mila visitatori del settembre 2000, ai 17 mila e 400 attuali, mentre a Cape May si è riversata la folla che aveva scelto la California quale destinazione turistica, ma che ha preferito salire sull'auto, invece che imbarcarsi su un aereo.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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