 Franca Fiacconi |
Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 5 Novembre 2001
Lancio di colombe bianche prima del tradizionale colpo di cannone che dà il via, sul versante di Staten Island del ponte da Verrazzano, alla 32.esima edizione della Maratona di New York, che vede la partecipazione di atleti provenienti da oltre cento paesi stranieri.
Il clima alle 10 e 50 di ieri mattina (53 gradi F, umidità irrilevante) non poteva essere più favorevole per le sessantamila gambe che scalpitavano, pronte a lanciarsi da Fort Wadsworth lungo i 40 km del percorso attraverso i cinque quartieri della Big Apple, verso il traguardo nell'oasi di Central Park.
Dopo aver inondato la grande campata del ponte, la fiumana dei 30.574 maratoneti si è avviata per le strade di Brooklyn fino a raggiungere il Pulanski Bridge senza particolari emozioni dal punto di vista della gara, che entra nella seconda metà del percorso quasi a mezzogiorno, quando all'imbocco di Vernon Boulevard si stacca un terzetto formato da due kenioti e un etiope, i quali distaccheranno da qui il gruppo con tre minuti di vantaggio, fino alla fine.
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L'edizione 2001 della Maratona di New York si è svolta sotto lo slogan "United We Run", con la partecipazione di due milioni di spettatori decisamente in vena patriottica, con grande sventolare di bandiere a stelle e strisce di ogni dimensione, lungo tutto il percorso che prevedeva anche il passaggio di fronte a tre stazioni dei vigili del fuoco dove sono ancora in mostra le foto delle vittime in uniforme, i fiori e i messaggi lasciati dalla gente.
Sono momenti carichi d'emozione per molti quando i colleghi che corrono sollevano le foto dei commilitoni deceduti nel crollo del Wtc. Patriottica è anche la striscia che segna il cammino degli atleti, solitamente di colore "blu maratona", quest'anno è invece segnato con i colori nazionali: rosso, bianco e blu.
Il terzetto di testa che imbocca il ponte Willis Avenue è formato da due kenioti ed un etiope che tra neppure mezz'ora stravolgerà ogni record al nastro del traguardo di Tavern on the Green.
Allo stesso tempo nella sala stampa il gruppetto di giornalisti italiani inizia a mostrare segni di apprensione. Essì, perchè di Franca Fiacconi, favorita anche in questa edizione, si sono perse le tracce sin dall'inizio della gara. Non si è mai vista tra le donne che nel frattempo hanno pure staccato il gruppo e, cosa che stupisce un pò tutti, a metà gara non si riesce a capire cosa le sia capitato. La mancanza di notizie su di lei desta una certa preoccupazione. Non sa capacitarsi neppure Novella Calligaris che sta trasmettendo in diretta per una radio italiana.
Tutti concordano tuttavia sul fatto che la Maratona di New York è una gara che offre sorprese ogni anno e soprattutto in fatto di tempi, si fa sempre più veloce. Un dato significativo è rappresentato dalla differenza che, trent'anni fa, distanziava uomini e donne al traguardo, concistente in circa un'ora. Negli ultimi anni invece il distacco si è notevolmente accorciato tra maschi e femmine, fino a scendere le distanze a soli 13 minuti di media.
Intanto al terzetto di testa mancano solo due miglia da percorrere e pieno di spettacolo. L'etiope Testaye Jifar, 25 anni, col pettorale nr. 4, si lancia per prendere le distanze dagli altri due che ha a fianco e quando arriva all'ultimo miglio ha già stracciato il record della Maratona.
Dopo 2:07:43 è il primo atleta etiope della storia a conquistare gli allori della Grande Mela con il miglior tempo in assoluto.
Si china a baciare il suolo e gli corre incontro per abbracciarlo il patron e direttore della gara, Allan Steinfeld, il quale era arrivato scortato da un'autocolonna di "security" che in genere si vede in occasione di visite di capi di stato.
Degli italiani Prezzolati, ancora nessuna notizia, mentre passano il traguardo il secondo e terzo classificati, due kenioti: Japhet Kosgei di 33 anni con il tempo di 2:09:19 e il 28.enne Rodgers Rop con 2:09:51.
Lo sguardo di tutti in sala stampa ora è rivolto al gruppetto dei giornalisti italiani. Non riescono a capire cosa abbiano da esultare, che gli italiani devono ancora apparire all'orizzonte.
Non sanno invece che ad allenare il vincitore della XXXII maratona di New York è il medico italiano Gabriele Rosa, "padrino" di altri campioni mondiali.
Una certa soddisfazione c'è anche tra gli americani perchè finalmente taglia il traguardo Scott Larson del Colorado, il quale si aggiudica lo Usa Championship con il tempo di 2:15:25.
Cresce l'appresione per le sorti della Fiacconi, mentre nel settore femminile si fa notare la 25.enne keniota Margaret Okayo, con il nr. 3, che riesce a percorrere un migio alla velocità di 5 minuti e mezzo, mentre si lancia solitaria verso il traguardo, che va a tagliare segnando il tempo di 2:24:21, seguita dalla connazionale trentenne Susan Chepkemel con 2:25:12 e, ad un solo secondo di distanza, la 31.enne russa già campionessa, Svetlana Zakharova.
Quando la preoccupazione diventava ormai insostenibile, ecco giungere una telefonata. Franca sta bene, ma ha avuto grandi difficoltà, a causa delle scarpe che le hanno procurato problemi muscolari. Dice che le hanno massacrato i piedi, così come a Florence Barsosio. Ecco, le Adidas che hanno calzato ieri le nostre favorite hanno fatto cilecca. Ma è mai possibile che noi italiani dobbiamo avere sempre qualche scusa pronta se qualcosa va storto, sbotta un collega.
Nonostante tutto, entrambe le azzurre hanno mostrato la grinta che le contraddistingue. La 25.enne Florence Barsosio si piazza all'11.esimo posto con 2:31:50, seguita dalla 36.enne Franca nazionale che riesce a guadagnare la 12.esima posizione con il tempo di 2:32:57. Sul rostro femminile non compaiono più nomi familiari, ma nel settore maschile sono in cinque a portare il tricolore tra i primi 50 che hanno tagliato il traguardo.
Al 24.mo posto troviamo il 34.enne Valerio Brignone di Millesimo con 2:20:38, al 32.mo il 29.enne romano e favorito Giorgio Calcaterra con 2:22:48, al 37.mo il 33.enne Davide Dacco di Trecate con 2:24:10, al 45.mo il 31.enne Lorenzo Checcacci di Bagni a Lucca con 2:26:52 e, infine, in 47.esima posizione il 31.enne Luca Panchi con 2:27:02.
Nessuno contava di vedere Riccardo Fogli tagliare il traguardo prima di sera e il pronostico è stato ampiamente rispettato, nonostante ieri mattina avesse ricevuto dal suo portabandiera predecessore, Gianni Morandi, una telefonata augurale. "Avrei tanto voluto esserci - ha raccontato Morandi - ma sono stato costretto a restare a casa, a causa dell'intevento chirurgico al ginocchio".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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