Italia Mia Homepage

Your guide to Italy and its products
La tua guida all'Italia e ai suoi prodotti

ART CINEMA COMMUNITY CUISINE EDUCATION GENEALOGY IMAGES
MUSIC NEWS SEARCH SHOPPING SPORT TRAVEL USEFUL
Add to favorites Tell a friend Free email Gay guide Write to us Privacy Policy Site map
 
Bacheca Home Page
Homepage
Visitate il nostro sponsor

Ricordato il battagliero parlamentare Vito Marcantonio
nel centenario della nascita


Riccardo Chioni - New York, 9 Dicembre 2002

Philip Cannistraro
Philip Cannistraro
 
Gerard Meyer
Gerard Meyer
 
Annette Rubinstein
Annette Rubinstein
 
Roberto Ragoni e la platea
Roberto Ragoni e la platea
Solamente East Harlem ha commemorato il centenario della nascita del battagliero parlamentare italoamericano Vito Marcantonio che scrisse una parte notevole della storia di New York, ma che il resto dell'America preferisce lasciare nel dimenticatoio, perchè il suo nome evoca le sue vittorie proletarie e per molti è un incomodo.

Ieri presso il Museum of the City of NY, a pochi isolati dal quartier generale di Vito Marcantonio, si è tenuta una conferenza organizzata dal Calandra Institute, Fieri e Niaf, durante la quale è stata ricordata la figura dell'italoamericano rieletto dalla gente di East Harlem per sette mandati consecutivi con testimonianze e la proiezione di un breve documentario.

È nato il 9 dicembre del 1902 a East Harlem dove ha trascorso il resto della sua vita, tranne un breve viaggio a Porto Rico, rimpiangendo di non essere mai riuscito a visitare l'Italia e dove ha avviato la sua carriera politica tra gli italoamericani, portoricani e afroamericani.

Vito Marcantonio e stato il rappresentante di tutti. Il suo compito elettivo viene ricordato con la definizione "democracy in action". Compito che ha svolto dal 1934 al 1950: 5 giorni a Washington e due nel suo ufficio per incontrare i suoi elettori e ascoltare chi aveva da chiedere.

Un appassionato uomo di sinistra che nel 1938 divenne l'unico rappresentante parlamentare dell'American Labor Party e parlava a nome non solo dei newyorkesi, ma di tutti coloro che erano stati dimenticati dal sogno americano.

La conferenza ha richiamato un folto pubblico e quando le sedie non bastavano più, la gente non ha esitato a sedersi sul pavimento. Il primo a prendere la parola è stato lo studioso e direttore esecutivo del Calandra Insitute, Philip Cannistraro, il quale ha sottolineato "la necessità di fare ricerca e scoprire gli aspetti sconosciuti della storia della nostra collettività e renderli alla memoria".

"Sarebbe stato uno scandalo se non avessimo deciso di commemorare Vito Marcantonio, rieletto sette volte, nonostante la stampa e i suoi avversari politici avessero scritto e detto di tutto su di lui" ha esordito il docente Gerard Meyer e autore del libro "Vito Marcantonio: Radical Politician".

Meyer traccia un profilo esaustivo del parlamentare italoamericano e lo definisce "senza dubbio l'uomo politico che è stato più a contatto con la gente. Peccato - sottolinea - che non ci sia un partito come il suo ai giorni nostri."

Il clero lo ammirava, anche se lui non andava a messa, ma partecipava volentieri alle processioni, anche se alla morte la Chiesa gli rifiutò il rito. La stampa americana, anche oggi, non ha ancora capito la figura del "comunista" Vito Marcantonio e mentre il New York Times lo definisce "il più solitario in parlamento", il New York Post confonde le battaglie per i diritti civili con il comunismo, in recenti articoli.

Annette Rubinstein, autrice di "I Vote My Consience: Debates, Speeches and Writings of Vito Marcantonio", che ha trascorso anni a fianco del parlamentare, smentisce il Times e assicura che Marcantonio era esattamente il contrario negli ambienti politici della capitale e lo definisce "una straordinaria combinazione tra l'uomo politico e lo statista".

Roberto Ragone, presidente di Fieri, ha sottolineato il ruolo dei media per la promozione di un'immagine reale degli italoamericani e della storia che alcuni di loro hanno scritto e accusa una "amnesia storica", anche in occasione della commemorazione di Vito Marcantonio.

A 19 anni Vito Marcantonio organizzò il primo sciopero a New York e a 52 anni stramazzò al suolo a City Hall Park, stroncato da un infarto.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
Copyright © 1996-2007 Italia Mia Network
Italiamia.com | Italiamiapersonals.com | Musicamia.com | Italyposters.com | Italymagazines.com | Italianbookstore.com
Italianmovies.net | Italgay.com