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Ieri, per smontare la tesi dell'avvocato della difesa, secondo cui Martha Stewart non avrebbe dedicato più di tanta importanza alla vendita delle azioni della ImClone System, l'accusa voleva mostrare ai giurati quanto la guru dell'homestyling fosse attaccata al verde dollaro con una serie infinita di rimborsi pretesi dalla sua società per taglio di capelli, cappuccini e altre spese minori.
Ma il giudice federale Miriam Goldman Cedarbaum ha bloccato l'iniziativa sul nascere, la prima di una serie. Così, fuori dalla presenza dei giurati, il giudice Cedarbaum ha ascoltato la testimonianza di James Follo, capo contabile della società della Stewart, Martha Stewart Living Omnimedia.
Follo non ha nascosto le continue controversie scaturite dalla richiesta di Martha di essere rimborsata dalla sua società per spese personali come l'acquisto di pezzi d'antiquariato o del coiffeur e del bar.
"Sono piuttosto sicuro che si era trattato di spese che si aggiravano attorno alla cifra di duecento dollari" ha dichiarato Follo, precisando che tra le richieste di rimborso figuravano anche voci minori come la colazione e lo spuntino del pomeriggio.
Il giudice al termine della deposizione ha detto che non ammetterà questo capitolo in aula con i giurati, specificando che "vi sono troppe cose che portano a imboccare altre strade".
Dichiarata questa testimonianza non ammissibile, il giudice è quindi passato a bloccare un'altra iniziativa, questa volta della difesa.
All'avvocato di Martha, Robert Morvillo il giudice ha impedito di portare davanti ai giurati la teoria secondo cui la sua assistita era troppo impegnata altrove per dedicare attenzione all'affare ImClone, che - a sua detta - sarebbe stato di secondaria importanza.
Mercoledì il giudice aveva lasciato via libera a Morvillo per cercare di scagionare di fronte ai giurati Martha dall'accusa più seria di "securities fraud", prima che il procedimento passi nell'aula della corte. L'udienza potrebbe avvenire oggi, dopo la chiusura del procedimento di accusa da parte della procura federale.
L'accusa di "securities fraud" che pende sul capo della livingstyle-mogul è legata al tentativo di spingere al rialzo il valore delle azioni di Martha Stewart Living Omnimedia basato sulle presunte bugie raccontate agli investitori sui motivi che la portarono a scaricare le azioni della ImClone System nel dicembre del 2001.
Se Martha Stewart sarà riconosciuta colpevole, la pena prevista in questi casi è di dieci anni dietro le sbarre, mentre per gli altri quattro capi d'imputazione la legge prevede cinque anni per ciascuno dei capitoli.
Sempre nell'udienza di mercoledì ai giurati è stato mostrato su pannelli di colore rosso acceso il grafico riguardante l'ascesa delle azioni Omnimedia dopo le dichiarazioni di Martha fatte nel giugno del 2002 in cui negava alcun comportamento scorretto nell'inchiesta riguardante l'affare ImClone.
In entrambe le dichiarazioni Martha Stewart aveva negato di avere ricevuto alcuna soffiata il 27 dicembre del 2001, prima di scaricare le azioni della ImClone, anticipando la notizia che il farmaco anticancerogeno della stessa non sarebbe stato preso in esame dalla sanità.
Ma la regina della casa insiste che con il suo stockbroker era in atto un accordo che determinava la vendita delle azioni ImClone quando queste avessero toccato il minimo di 60 dollari ciascuna.
L'accusa sostiene invece che quell'accordo non è mai esistito e insiste che alla Stewart arrivò la soffiata secondo cui il dirigente della ImClone, Sam Waksal, stava cercando di vendere la società.
"Ha negato di essere stata informata da Sam Vaksal ed è risultato essere veritiero, lo sanno tutti in quest'aula e l'essenza delle dichiarazioni da lei fatte il 7, 12 e 18 giugno, è che sono veritiere" ha sottolineato Morvillo al giudice.
Gli aveva dedicato dieci minuti per scagionare Martha, ma Morvillo è andato avanti con un fiume di parole, fatti e circostanze che sono proseguite per sessanta minuti. Al termine il giudice gli ha fatto notare che neppure la Corte Suprema offre un'ora di tempo agli avvocati, assicurandolo che alla prossima occasione cercherà di accomodarlo con un tempo intermedio tra i 10 minuti e un'ora, per sua convenienza.
Il giudice Cedarbaum aveva già impedito al procuratore Michael Schachter di chiamare al banco dei testimoni alcuni esperti come analisti di borsa, per significare che gli investitori presero decisioni sulla base delle dichiarazioni della Stewart.
Sulla Stewart e il suo broker, Peter Bacanovic pendono altri capi d'imputazione, tra cui cospirazione e ostruzione alla giustizia, correlati alle spiegazioni fornite dalla Stewart sulla sua vendita delle azioni ImClone.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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