 Familiare di una vittima
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 Familiare di una vittima
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Fu un orrendo crimine che gettò nello sgomento la città e che spinse i familiari delle cinque vittime a premere fortemente sulla procura per una condanna alla pena capitale.
Ieri, nel quartiere di Queens, ha preso l'avvio il procedimento giudiziario contro il trentottenne John Taylor, accusato di aver orchestrato l'uccisione - stile esecuzione - di cinque dipendenti nel ristorante fast food Wendy's, il 24 maggio del 2000.
Gli avvocati di entrambe le parti riconoscono la colpevolezza di Taylor, ma mentre il pubblico ministero definisce l'imputato la mente pluriomicida responsabile della rapina, l'avvocato della difesa insiste che Taylor ha premuto il grilletto per uccidere solo una volta e che quindi non dovrebbe essere considerata per lui la pena di morte.
"John Taylor ha ucciso di suo pugno due persone e lo sa". Così ha iniziato la sua requisitoria il sostituto procuratore Daniel Saunders, rivolgendosi alla giuria. Secondo le testimonianze raccolte poi Taylor avrebbe passato l'arma al complice, ritardato di mente, intimandogli di finire quello che lui aveva iniziato, per sterminare il restro del personale di Wendy's.
L'avvocato della difesa, John Youngblood, ai giurati ha detto che le azioni compiute da Taylor sono insufficienti per accusarlo di omicidio di primo grado che comporta la possibilità dell'applicazione della pena capitale.
"È colpevole di quegli omicidi. È responsabile per quegli omicidi, ma non di omicidio di primo grado" ha osservato Youngblood.
Come si ricorderà, Taylor e il suo complice, Graig Godineaux quel 24 maggio di due anni fa trascinarono sette dipendenti del ristorante Wendy's nel refrigeratore del semintarrato dove li colpirono ciascuno con un colpo solo, risultato mortale per cinque degli sfortunati, come si fosse trattato di una vera e propria esecuzione.
Intanto, mentre sul piano legale in aula i legali delle parti si avviano ad una disquisizione sul grado di colpevolezza di Taylor, i familiari lanciano messaggi precisi ai dodici giurati che dovranno esprimersi sulla condanna a morte.
"Se solo un giurato voterà per la condanna a vita, dovrà pensare che la decisione gli peserà sul capo per il resto della sua vita" dice Joan Truman-Smith che ha perso la figlia nel massacro di Wendy's. Taylor una volta aveva lavorato per un breve periodo da Wendy's e ora si trova alla sbarra, con cinque capi d'imputazione sul capo per omocodio di primo grado.
Taylor e Godineaux quel giorno consumarono un panino per cena da Wendy's, mentre tramavano sul piano per rapinare il ristorante, poco prima della chiusura serale. Al momento stabilito - ha riferito il procuratore - hanno legato i dipendenti, li hanno trascinati nella stanza frigorifera e hanno aperto il fuoco: un colpo alla nuca di ognuno dei sette poveretti, uccidendone 5, uscendosene con il bottino di 2.400 dollari.
La maggior parte della refurtiva era in danaro contante e spicciolo, tanto che il sacco pesava almeno 40 libbre, ha sottolineato l'accusa.
Godineaux a suo tempo aveva ammesso di aver sparato a cinque dei poveretti, ma fu riconosciuto infermo di mente e quindi non condannabile alla pena capitale. Gli era stato consentito di dichiararsi coplevole in cambio di sei mandati all'ergastolo consecutivi.
Per Taylor la possibilità di dichiararsi colpevole, per cercare di salvarsi la vita, non è più un'opzione, in base alla decisione della Corte d'Appello della scorsa estate che definisce corcitiva l'opzione offerta agli imputati di dichiararsi colpevoli per evitare di vedersi condannare alla pena di morte e che - di conseguenza - viola i diritti costituzionali.
Quella decisione stravolse la condanna alla pena capitale di Darrel Harris, l'unico newyorkese destinato a morire per mano del boia. Harris era stato riconosciuto colpevole dell'uccisione di due avventori di un nightclub e di averne pugnalato un terzo nel 1996. Per lui è stata disposta una nuova sentenza che potrebbe essere: da 20 anni all'ergastolo, 25 anni o dietro le sbarre senza possibilità di rilascio.
Taylor sarà il dodicesimo condannato della City a rischiare la pena capitale da quando nel 1995 fu reinstaurata la figura del boia nello stato di New York, a distanza di 25 anni da quando era stata abolita.
Attualmente 5 condannati si trovano nei bracci della morte dei penitenziari statali: tre condannati nella contea di Suffolk, uno in quella di Monroe ed uno nella Onondaga County. Nessun condannato aveva più visto la cella della morte nello stato di New York dal 1963.
Il procedimento contro Taylor si celebra nella stessa aula del tribunale del Queens dove sedette sul banco degli imputati Alice Crimmins, la donna che uccise i suoi due figli durante una feroce battaglia per il loro affidamento, negli anni Settanta e, più recentemente, il processo per l'infamante delitto di Howard Beach
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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