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Scortato all'ingresso in chiesa da sei Cavalieri di Colombo, il neo eletto cardinale Renato Martino è stato salutato da un lungo applauso ed una standing ovation, ieri mattina nella parrocchia di San Giovanni Battista a midtown Manhattan dove ha celebrato messa, a fianco di monsignor Celestino Migliore, nunzio apostolico presso le Nazioni Unite.
Nell'occasione il cardinale Martino ha passato le consegne della diplomazia vaticana al suo successore arcivescovo Migliore, dopo avere ricoperto la carica di ambasciatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite per sedici anni.
Racconta ai fedeli raccolti nella chiesa stile neogotico - in gran parte amici di antica data - di avere avuto soltanto una precedente occasione di celebrarvi messa, mostra il Crocifisso di San Francesco d'Assisi che porta appeso al collo e parla anche della sua scuola francescana a Salerno, terminando con un saluto di pace.
Poi, rivolgendosi al nuovo osservatore vaticano, il cardinale Martino dice "conosco bene le difficoltà quotidiane della missione alle Nazioni Unite", dove il neo cardinale ha lasciato il segno profondo delle sue battaglie combattute a nome della Chiesa per il rispetto dei diritti umani.
"Sono contento di essere qui a New York e devo dire che sono grato ad America Oggi, che ha sempre seguito con attenzione tutti i passi del mio servizio all'Onu. Per questo sono gratissimo" riferisce in canonica il cardinale.
Ma nessuno ha fatto cenno al Papa e alla sua precaria salute durante la funzione, a parte il rito della preghiera per i malati e gli infermi.
Gli abbiamo chiesto se siano veritiere le voci dei corridoi vaticani secondo cui il Santo Padre sarebbe in condizioni poco rassicuranti. "Le sue condizioni sono di una persona anziana e sofferente. Però la sua forza di volontà lo accompagna in tutte le sue attività. E vedremo che nonostante tutti gli acciacchi sarà a Pompei come previsto, a pregare per la pace. Ce la fa ancora".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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