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Le compagnie di navigazione alla ricerca di "missionari crocieristi"

Riccardo Chioni - America Oggi - New York, 20 Ottobre 2001

Con le valigie già pronte per partire, il frate francescano Francis Moy del convento di Graymoor, nello stato di New York, riceve una telefonata dalla società che ha organizzato la sua crociera di dodici giorni nel bacino del Mediterraneo.

Immagina subito che devono aver cancellato il viaggio. Invece, dall'altra parte del filo, timidamente gli chiedono: scusi, ma lei non avrebbe un confratello da portare in crociera con lei? Scusate tanto - risponde il frate - ma io sono un prete. Appunto, ribatte il suo interlocutore, non ha un prete che potrebbe venire in crociera, perchè abbiamo assoluto bisogno di religiosi per una missione di conforto per i nostri passeggeri.

Le grandi navi da crociera che solcano i mari di tutto il mondo sono delle vere o proprie cittadelle autosufficenti con ristoranti, teatri, ambulatori, sale da gioco e boutique.

A bordo, come a terra, la gente è affamata di spiritualità dopo gli attacchi terroristici dello scorso 11 settembre al World Trade Center e al Pentagono e con l'incombente pericolo di altri attentati bioterroristici, della cosiddetta "nuova guerra" più in generale.

"Stiamo cercando di offrire ai nostri passeggeri una fonte di conforto - riferisce Noelle Sipos, manager della Royal Caribbean -. Anche se la gente va in crociera per svagarsi, desideriamo aiutarla psicologicamente e spiritualmente".

La compagnia di crociere Royal Caribbean - dove ha prenotato frate Francis - che salperà dal porto di Barcellona, dopo il primo momento di sbigottimento seguito agli attentati che hanno minacciato di ancorare le navi per un lungo periodo, ha deciso di ospitare figure religiose sulle rotte dei croceristi, a bordo di tutte le navi.

La Royal Caribbean non è sola in questa iniziativa. Anche Holland America e Carnival Cruises hanno invitato rappresentanti religiosi a bordo delle proprie navi, in crociera o dopo l'attracco nei porti.

I ministri spirituali svolgono diverse funzioni: dicono messa, provvedono ad offrire conforto non solo ai passeggeri, ma anche al personale di bordo che spesso si trova al lagro, lontano dalle proprie famiglie. Offrono orecchie a coloro che hanno voglia di comunicare le proprie ansie, dolori e frustrazioni dopo i terribili attentati.

"Alla gente è piaciuta l'idea di avere un prete a bordo con cui dialogare o nel quale cercare conforto. Anche se la gente va in vacanza, è comprensibile che sia trasportata con la mente ai fatti di queste settimane, a ciò che accade tutti i giorni" sottolinea frate Francis.

Spesso a bordo i passeggeri trovano preti di religione cattolica che possono celebrare funzioni religiose e servizi non-denominali. A bordo delle navi della Holland America il parroco cattolico è accompagnato da un ministro protestante nei viaggi superiori a dieci giorni, a cui si affianca anche un rabbino in prossimità delle festività ebraiche.

Il francescano Robert Warren, pure lui di Graymoor, è in partenza per il Canale di Panama con una nave della compagnia Holland America, ma non sa cosa in realtà lo aspetti una volta partito. "Tutto dipende da ciò che accade in quella settimana e come la gente reagirà alle notizie che arrivano da casa nostra e dal fronte lontano. Impossibile prevedere quale potrà essere il mio impegno" riferisce frate Robert.

L'indistria crocieristica dal settembre scorso ha subito un duro colpo. La gente ha paura di tutto: di viaggiare su un aereo per giungere alla destinazione d'imbarco e ha paura di sentirsi in una trappola una volta a bordo.

Alcune prestigiose compagnie di navigazione sono state colpite più di altre. La Renaissance Cruises, ad esempio, ha cessato l'attività, mentre Royal Caribbean ha già disposto il licenziamento di un numero imprecisato di personale e la Princess Cruises ha messo all'ancora alcune navi per un periodo di sei mesi.

Le società di crociere dopo il crollo del mercato, conseguenza degli attentati, hanno sensibilmente abbassato le tariffe e i pacchetti per i cavanzieri. Ma per frati, pastori, ministri e rabbini l'offerta è più conveniente che mai. La crociera è gratis. E la domanda di "missionari crocieristi" è in continuo aumento, ma pare che sia difficile l'arruolamento.

"Le compagnie di crociere sanno benissimo che i leader religiosi sono impegnati nelle rispettive comunità e non hanno il tempo per trascorrere una settimana o due a bordo d'una nave" fa notare frate Francis. Dall'11 settembre infatti ogni luogo di preghiera e di culto ha visto un riavvicinarsi di fedeli che non ha riscontro nella storia.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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