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Natale a New York: cronaca di una giornata di ordinaria follia

Riccardo Chioni - New York, 27 Dicembre

Rockefeller-Center

Potrebbe essere il copione per un video rap, di uno di quei nuovi cantastorie metropolitani che raccontano le tragiche vicende quotidiane che si consumano nei ghetti neri della City, come quella della 23enne Stephany Jenkins di Harlem che invece di trascorrere il Natale con il figlioletto è finita all'obitorio con un proiettile al capo.

Stephany aveva già un figlio di due anni e da tre mesi era in attesa di un altro dal fidanzato, il 28enne Allan Murphy, residente a Brooklyn, dove la giovane si trovava quando si è verificata la tragedia.

Stando alla ricostruzione fatta dalla polizia - che è ancora alla caccia di Murphy che ha fatto perdere le sue tracce fino a ieri -, la giovane si sarebbe trovata in mano una pistola calibro .38, con il fidanzato che la spronava a partecipare alla roulette russa. I due avrebbero imbastito una discussione e Stephany avrebbe insistito a non voler partecipare ad un gioco che aveva definito estremamente sciocco e pericoloso.

Sempre secondo gli investigatori Murphy avrebbe cercato di persuadere la fidanzata a provare, sfidandola sulla sua audacia, schernendola, aggiungendo che non avrebbe mai osato, prima di strapparle la pistola di mano, portandogliela al capo, premendo il grilletto che ha fatto partire il mortale e devastante proiettile.

I familiari di Stephany questo Natale lo hanno trascorso assieme, ma in una gelida morgue, cercando di consolarsi a vicenda con il figlioletto di lei in braccio che si gurda attorno e non capisce la disperazione che travolto la sua casa.

E all'appartamento di Harlem dove vivono i familiari di Stephany ieri è stato un via vai di gente che veniva ad esprimere le condoglianze, in cerca di una spiegazione per un'assurda tragedia.

Parenti e amici assicurano che Stephany non si sarebbe mai lasciata coinvolgere in uno stupido gioco della morte perché aveva in mente di trascorrere il Natale con il suo figliletto e la famiglia.

Nessuno riesce a spiegarsi come il fidanzato abbia potuto pensare ad un gioco sconsiderato come la roulette russa e mettere a rischio non solo la vita della sua fidanzata, ma anche quella di suo figlio che lei portava in grembo.

Murphy, dopo la tragedia della follia nell'appartamento di Bushwick se l'era data a gambe.

La festività non è servita a fermare la follia in un altro incidente verificatosi sempre a Brooklyn, dove giovedì mattina due amici 19enni hanno investito con l'auto e massacrato di botte un giovane lasciandolo privo di sensi in strada, travolto poco dopo da un'auto in transito il cui conducente invece di fermarsi ha spinto sull'accelleratore.

È accaduto all'angolo tra la 18esima Avenue e la 70esima Street nel rione di New Utrecht dove testimoni oculari hanno riferito agli investigatori di aver visto arrivare in auto due giovani - che la polizia ha identificato come Olexandr Heba residente al 1805 della 49esima Street e Rimvydas Balivkonis abitante al 2255 di Benson Avenue, entrambi diciannovenni - i quali hanno prima investito il 23enne Dmitri e poi, scesi in strada, lo hanno riempito di botte, per ripartire a gran velocità.

Pochi istanti dopo è sopraggiunta una vettura Honda di colore nero che ha travolto il giovane a terra e, invece di fermarsi, il conducente si è dato alla fuga.

Ora spetta al medico legale stabilire se il 23enne Dmitri (questo è il nome rilasciato dalla polizia) è morto in seguito al al pestaggio o all'urto con lauto investitrice.

Sempre a Brooklyn due automobilisti che guidavano in stato di ebrezza sono stati arrestati dopo un incidente che ha provocato la morte di una giovane. È accaduto nella notte di ieri all'angolo tra Ditmas e Remsen Avenue nel rione di Flatbush quando le auto condotte dal 23enne Garvin Brown e dal 25enne Russell Viera, entrambi residenti a Brooklyn, si sono scontrate provocando la morte di una donna 26enne di cui la polizia non ha rilasciato le generalità e il ferimento di un'altra donna ricoverata al Brookdale Medical Center con ferite non gravi.

Viera era stato ricoverato allo stesso nosocomio per ferite superficiali dove è stato raggiunto dagli agenti che lo hanno accusato di guida in stato di ebrezza, mentre l'altro conducente era stato già arrestato sul luogo dell'incidente.

La rissa vera stile West Side Story verificatasi la mattina di Natale a Corona, nel quartiere di Queens, ha visto protagoniste due bande rivali. Tutto era iniziato quando qualcuno ha gridato agli altri "siete messicani?", secondo gli accertamenti della polizia.

Dalle parole i due gruppi sono passati presto ai fatti e sono iniziati a spuntare i coltelli. Durante la rissa un giovane 24enne era stato pugnalato mortalmente più volte al torace ed era spirato sull'asfalto, mentre due altri suoi amici di 17 e 22 anni erano stati feriti gravemente da armi da taglio e trasportati al Elmhurst General Hospital dove sono ricoverati in prognosi riservata. L'enorme zuffa era avvenuta all'angolo tra la 102esima Street e la 46esima Avenue, mentre la gente fuggiva terrorizzata.

Ieri la polizia ha fatto scattare le manette a sette giovani, tutti accusati di omicidio e aggressione in relazione al mortale accoltellamento. Gli arrestati sono Luis Gomez, Nejatengo Diego, Renato Ojeda, Antonio Aguilar-Delgado, Juan Rodriguez, Oliveiro Delgado e Andres Flores, tutti residenti a Elmhurst.

Infine, attimi di terrore a midtown nel primo pomeriggio di Natale, quando due taxi si sono scontrati all'angolo della 28esima Street e Quinta provocando il ferimento di sei persone.

Secondo la ricostruzione della polizia il taxi che viaggava verso sud sulla Quinta è stato investito da un altro taxi sbucato dalla 28esima e diretto verso est, finoto dopo lo scontro contro la vetrina di un negozio mandandola in frantumi. I sei feriti, nessuno in maniera grave, sono stati trasportati in diversi ospedali di Manhattan.



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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