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Network per giovani italoamericani creato dalla Niaf a New York

Riccardo Chioni - New York, 20 Novembre

Joseph Cerrell, Johnny D'Agostino e Frank Guarini
Joseph Cerrell, Johnny D'Agostino e Frank Guarini
Andrea Bocelli durante il saluto ai giovani
Andrea Bocelli durante il saluto ai giovani

La National Italian American Foundation che nel nuovo millennio guarda con sempre maggiore interesse ai giovani italoamericani, ha inaugurato lo Young Professional Council a New York e a fare da padrino è arrivato il cantante Andrea Bocelli.

Per l'occasione, all'hotel Rihga Royal a midtown Manhattan, si erano dato appuntamento oltre settanta giovani professionisti d'origine italiana per inaugurare la rete di conoscenze che si prefigge il Consiglio dei giovani professionisti.

Il presidente della Niaf, Joseph Cerrell, era arrivato da Los Angeles per dare il benvenuto agli italoamericani che si apprestano a formare il network. Assieme a lui c'era il chairman, Frank Guarini, il quale ad America Oggi ha spiegato l'iniziativa.

"Si tratta di un nuovo programma che va ad aggiungersi alla rosa di quelli che cura già la Niaf. Quelli già esistenti sono dedicati a studenti di scuole secondarie e universitari, sottoforma di borse di studio e viaggi in Italia per conoscere radici e cultura. Tra questi - sottolinea Guarini - c'è un gruppo di ragazzi laureati o licenziati dal college, in età tra i venti e trent'anni, che hanno esigenze diverse dagli altri, che hanno iniziato da poco l'attività professionale o si affacciano al mercato del lavoro per la prima volta ed è importante per la Niaf riuscire a coordinare questo sforzo per avviare un network, cercare di capire quali sono le loro esigenze per poterli aiutare, perché dopotutto questi sono i giovani che rappresentano il nostro domani".

Guarini aggiunge che si tratta di un network ancora in fasce, che parte dall Big Apple, ma che si allargherà su tutto il territorio statunitense, mirato a sensibilizzare universitari e studenti di college.

"Ciò che vogliamo fare - sostiene Guarini - è colmare il gap creatosi tra le vecchie generazioni e le nuove ed ora possiamo investire le nostre energie e il talento dei giovani che ci guideranno su questo cammino".

Quello di New York è stato il primo incontro tra i giovani, ma il chairman assicura che altri saranno indetti a Los Angeles, Miami, Chicago e in tutte le principali città dove è forte la presenza della collettività italiana, in modo da sviluppare un network nazionale per mettere a confronto esperienze e desideri, non soltanto a livello sociale, ma anche economico e soprattutto per conoscersi.

Johnny D'Agostino, 27 anni, leader del gruppo e uno degli ideatori del network racconta che sia lui che i suoi coetanei, durante incontri informali, avevano ideato la creazione di un organismo che li potesse aiutare ad affrontare la nuova vita lavorativa.

"Vuole essere un network per giovani professionisti che si incontrano e si aiutano a vicenda, facendo tesoro delle esperienze di coloro che sono già passati da quella via e hanno cose da suggerirci. Esistono tanti gruppi ed associazioni nell'area metropolitana, ma non c'è nulla che possa raggruppare giovani italoamericani in una fascia d'età che s'affaccia al mondo del lavoro e qui siamo tutti professionisti. È estremamente importante - sottolinea D'Agostino - poter contare su altre persone che hanno già esperienza e alle quali possiamo fare riferimento per consigli e per essere guidati perché la scuola non prepara certo alla vita lavorativa. Quando si è prostettata la possibilità di creare il network attraverso la Niaf, molti giovani non hanno esitato ad aderire".

L'iniziativa porterà alla creazione di un gruppo di mentori a cui i giovani come Johnny D'Agostino potranno rivolgersi per un sostegno o una mano nel difficile percorso che ognuno deve affrontare una volta alle soglie del primo impiego, dopo gli studi.

"Posso dirlo per esperienza personale che era assolutamente necessario creare questo network perché le difficoltà per molti giovani sono insormontabili e soltanto il fatto di sapere di avere a disposizione un numero di telefono ed una persona che ascolta e può dare suggerimenti, é un grosso vantaggio".

Molti dei giovani raccontano di avere un grande desiderio di ritorno alle radici. D'Agostino - ad aesempio - dice di detestare il fatto che i suoi genitori non gli abbiano consentito di imparare la lingua italiana per timore di etichettature, di conoscere a fondo le sue radici e ora ognuno cerca di riprendere il tempo perso e tutti si prodigano per imparare l'italiano prima di tutto e di conoscere storia e cultura del paese che avava dato i natali ai genitori.

Per maggiori informazioni: www.niaf.org, (202) 387-0600



Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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