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Una fatale aggressione in una carrozza della subway ha posto fine alla vita del messicano Jesus Perea e al suo sogno americano. Il ventottenne Jesus Perea e suo fratello ventiduenne Manuel avevano lasciato la loro abitazione nel Bronx per recarsi come ogni notte, sette volte la settimana, a fare le pulizie al ristorante fast food Planet Hollywood nel cuore di Times Square, a bordo di un convoglio della linea Nr. 2 diretto verso sud. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori attraverso testimonianze oculari, ad un certo punto - verso l'una e mezza di notte - sono entrati nella penultima carrozza del treno quattro giovani, tutti che indossavano t-shirt e jeans, provenienti da quella precedente dove - è stato riferito - avevano già spintonato e insultato un certo numero di passeggeri. Quando sono arrivati davanti ai fratelli messicani, senza scambio di parola, uno degli elementi del gruppetto ha colpito Jesus con un pugno sulla faccia, puntandogli una pistola, mentre gli altri tre si sono scaraventati su Manuel portando un coltello alla sua gola. Hanno preteso che Jesus e Manuel consegnassero loro quattrini, provocando evidentemente la reazione dei due messicani che si guadagnavano duramente il pane quotidiano. Nella ressa qualcuno dei maleintenzionati ha conficcato un coltello nel torace di Jesus e quando Manuel ha tentato di soccorrerlo i delinquenti non hanno esitato a pugnalare pure lui. Quando la tragedia si era già consumata il treno stava entrando nella stazione della 116ma St. e Lenox Avenue dove il gruppetto di aggressori si è dileguato guadagnando le scale d'uscita. Inutile per Jesus la corsa all'ospedale St. Luke dove è arrivato cadavere quindici minuti più tardi. Il fratello minore di Jesus, Manuel ieri versava ancora in condizioni critiche con ferite da arma da taglio al torace, a due centimetri dal cuore e allo stomaco. La polizia - che ha recuperato un coltello sul luogo dell'omicidio dove sono presenti impronte digitali - sta ancora cercando di capire a quale stazione la gang era salita sul treno della linea 2. Maria Garcia, cognata dei fratelli messicani, ha riferito alla stampa che nel convoglio erano presenti altri viaggiatori che però non hanno potuto alzare nemmeno un dito perchè terrorizzati dalle armi. La donna ha precisato che, secondo la testimonianza del cognato sopravvissuto, Manuel, il gruppo degli aggressori sarebbe stato formato da sei giovani di origine latina, due dei quali impugnavano un'arma e gli altri coltelli. Stando invece alle dichiarazioni raccolte dalla polizia i giovinastri sarebbero stati solo quattro. I fratelli messicani erano alle dipendenze della società Gualaceo Cleaning Service e lavoravano dalle due di notte alle nove del mattino, sette giorni la settimana, per neppure trecento dollari, a strusciare pavimenti e cucina dell'attrazione turistica del "pianeta" Times Square, dove una polpetta di macinato alla griglia costa 11 dollari. Il loro capomastro, il 29enne Caesar Orellana, mostra grande rispetto per i due dipendenti vittime dell'aggressione e di loro sottolinea che durante parecchi anni di lavoro può contare sulla punta delle dita di una mano le volte che si sono presentati in ritardo al lavoro. Racconta che quando non li ha visti arrivare, giovedì mattina, ha chiamato la loro famiglia da cui ha appreso che era successo qualcosa di tragico. "Erano grandi lavoratori. Non mi hanno mai dato motivo per lamentarmi. Jesus e il fratello Manuel lavoravano sodo per coronare il sogno americano: comprarsi casa in Messico e tornare per costruire una vita da sposati con una connazionale" sostiene Orellana. Jesus, un modello di vita per il fratello minore, da sempre stava tirando la cinghia per mettere assieme quanto basta per comprare quattro mura al suo paese d'origine, Mixquitepec. Da dieci anni divideva i trecento dollari settimanali per mandarne metà in Messico a sua madre. Chi lo conosceva racconta che entrambi non avevano vizi e neppure l'intenzione di sposare una donna americana e che, da quando Jesus era arrivato negli Stati Uniti dieci anni fa, sognava di tornare alle origini. Suo fratello Manuel lo aveva seguito quattro anni fa. Alcuni testimoni oculari hanno precisato alla polizia che l'aggressore di Jesus aveva lunghi capelli, di apparente età sui 25 anni e di corporatura robusta, alto sei piedi, del peso di 160 libbre. Gli altri tre sono stati descritti sui vent'anni, meno alti e più snelli. I due fratelli dividevano un appartamento di due camere da letto nel rione Tremont nel quartiere del Bronx. Il numero dei crimini commessi nei budelli della subway - secondo le statistiche dalla polizia - continua a diminuire dall'anno record del 1990, ricordato soprattutto per la fatale aggressione al turista dello Utah, Brian Watkins, in una stazione midtown, uno dei 19 mila crimini consumati in quell'anno. Il mese scorso un uomo di Staten Island era stato accoltellato sempre alla stazione della 116ma St. ad Harlem, che messo assieme all'omicidio del messicano e al ferimento del fratello fa suonare il campanello di allarme al quartier generale della polizia dove praticamente vige un regime di continua allerta sulla prevenzione del terrorismo. Gene Russianoff, paladino del gruppo a sostegno dei consumatori Straphangers Campain, sostiene che il sistema della metropolitana oggi sembra sia più sicuro che mai, in particolare per l'allarme terrorismo, con agenti che pattugliano dappertutto. "La mia speranza - dice - è che questo si possa ricordare come un tragico e unico evento".
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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