 Joel Klein
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 Caroline Kennedy
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Cinque anni. È il termine che secondo il neo provveditore agli studi di New York, Joel Klein, è necessario per applicare pienamente i cambiamenti fondamentali da lui studiati per rimettere in sesto il più grande e tribolato sistema scolastico sulla faccia del pianeta America.
Il primo punto qualificante del monumentale progetto di riforma riguarda il sovraffollamento delle high school in quei quartieri che hanno dimostrato scarso rendimento. Il piano di Klein prevede infatti la realizzazione di edifici più contenuti e più "intimi". Il secondo punto chiave della riforma - assicurano i collaboratori di Klein - prespetta una forte entrata di contributori privati per finanziare programmi basilari in tutte le scuole sul territorio newyorkese.
Datemi cinque anni e trasformerò la percezione dell'opinione pubblica sull'abilità di fare scuola a New York, va dicendo l'ex procuratore insediatosi da un paio di mesi al provveditorato di New York. "In presenza di una spirale nagativa, il pericolo è di essere inghiottiti. Credo che se ne possa uscire" commenta Klein.
Ha subito reso noto i punti della sua riforma che prevede anche la revisione del processo di costruzione di nuovi edifici scolastici che sono pesati ai contribuenti metropolitani come macigni tra costi lievitati a dismisura e inefficenze.
Klein vorrebbe eliminare il dipartimento delle costruzioni del tutto, ma i suoi consulenti sono convinti che sarà piuttosto improbabile lo smantellamento della tribolata School Construction Authority, mentre sono convinti che sarebbe più auspicabile una profonda rivisitazione dell'ente.
Lungo il percorso per migliorare immagine e reputazione del mastodontico sistema scolastico metropolitano il neo provveditore si muove simultaneamente su due diversi fronti: pubblico e privato.
Su quello pubblico ha imbastito una straordinaria campagna mirata ad ottenere sostegno e risorse, appellandosi a gruppi comunitari, a leader del mondo dell'economia, ma anche genitori ed attivisti che vorrebbe vedere più partecipi alla vita scolastica.
Sul settore privato Klein ha chiamato a raccolta gli esperti più titolati sul territorio per coadiuvarlo a mettere in atto la tanto attesa riforma del sistema scolastico.
Di certo intende coinvolgere maggiormente genitori e associazioni comunitarie, mira a migliorare le capacità di lettura degli studenti e, infine, prevede una serie di manifestazioni per la raccolta di fondi che dovrebbero rimpiazzare quelli caduti sotto il taglione del budget cittadino.
Il sindaco Michael Bloomberg per cercare di far quadrare i conti del bilancio aveva disposto il taglio di 379 milioni di dollari alla scuola, proprio mentre il nuovo provveditore cercava di mettere assieme le idee per la riforma.
Questi, tuttavia, non si è lasciato scoraggiare ed ha iniziato la marcia di avvicinamento ai settori filantropici e degli affari per una iniezione di dollari. Invece di utilizzare questi quattrini per rinnovare campi atletici o realizzare nuove biblioteche, Klein preferisce adoperarli per approntare invece programmi basilari in classe, come l'apprendimento di matematica e lettura.
Per mettere in atto il programma di coinvolgimento del settore privato, Klein si è rivolto ad una delle più quotate foundraiser americane, Caroline Kennedy, dalla quale ora tutti si aspettano l'atteso miracolo che si dovrebbe materializzare con una pioggia di biglietti verdi. In passato i privati erano stati piuttosto avari e scettici sul finanziamento dei programmi scolastici. Tanto che ancora oggi non vedono di buon occhio la donazione di grandi somme per la scuola, perchè sostengono che aiutare un sistema allo sfacelo è come gettate quattrini in un pozzo a perdere.
Tra l'entusiasmo generale per le riforme però si leva anche qualche dissenso, come quello espresso dal rappresentante sindacale dei direttori scolastici, Jill Levy, il quale ammonisce che "più dipendente sarà la scuola dai fondi privati per lo svolgimento delle attività quotidiane, più fragile diventerà il sistema".
E anche gli insegnanti hanno qualcosa da dire sull'atteggiamento del neo provveditore. Randi Weingarten, presidente del sindacato degli insegnanti, esordisce dicendo che "se c'è una categoria che non è stata consultata nel processo di riforme è proprio quella degli insegnanti" e sostiene che Klein "invece di marciare per reinventarsi il sistema scolastico, dovrebbe focalizzare la sua attenzione sull'insegnamento e l'apprendimento di lettere e matematica".
Tra quelle a rischio chiusura ci sono almeno cinque di high school nella sola Brooklyn, disseminate in quartieri poveri e con miserabili risultati scolastici: George Wingate, Erasmus Hall, Thomas Jefferson, Bushwick e Prospect Heights. Al loro posto dovrebbero sorgere edifici più contenuti con indirizzi specializzati sul modello delle New Visions del Bronx dove sono stati realizzati una dozzina di nuovi complessi, alcuni dei quali sono ancora in via di ultimazione.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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