 Roberto Luongo, il console generale Antonio Bandini, Ferruccio Dardanello e Eugenio Magnani responsabile dell'Enit
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Nel corso della settimana che si chiude, l'inconfondibile aroma dei "diamanti" piemontesi ha invaso l'America da costa a costa, letteralmente.
Prima è stata la volta di San Francisco, poi di Chicago e ieri New York. Un appuntamento con la stampa americana specializzata, importatori e ristoratori, invitati ad assaporare alcuni piatti tipici piemontesi con il tocco pregiato del tartufo bianco, cui è seguita una degustazione di vini regionali strettamente riservata agli addetti ai lavori coordinata dall'Ice di New York.
Nella Grande Mela, oltre altre alla colazione al S. Regis hotel di midtown - in cooperazione con l'Enit -, si è svolta al ristorante Barbetta nella zona dei teatri, dove il Piemonte si è presentato a tavola con piatti tipici regionali, ma anche per la promozione del territorio ricco di storia, tradizioni, arte e cultura.
La campagna promozionale promossa in concerto con l'Ice negli ultimi tre anni ripropone il mito del tartufo e della terra di Piemonte ad un pubblico americano raffinato sempre in cerca di località, tradizizioni e prodotti italiani da scoprire.
Roberto Luongo, responsabile dell'Ice, enuncia i numeri che caratterizzano le esportazioni agroalimentari italiane negli Stati Uniti, con indici di tutto rispetto, ad iniziare dal vino che nell'anno scorso è stato esportato per oltre 800 milioni di dollari, mentre nell'agroalimentare il 2002 ha fatto registrare un export del valore di 1.8 miliardi di dollari.
E se l'anno scorso le cose per i prodotti di qualità italiani sono andate bene, il 2003 si annuncia addirittura con un tono in più. Luongo ha sottolineato che nei primi sei mesi dell'anno in corso l'Italia ha già superato i valori dello stesso periodo dello scorso anno, con un aumento delle esportazioni di vino pari al 17 per cento, pari a un miliardo di dollari, indicando un considerveole incremento del 23 per cento nel comparto agroalimentare, rispetto ai dati del 2002.
In altri termini, l'azienda Italia è diventata la prima della classe per export di vino imbottigliato e la sesta al mondo per importazione di cibo e vino negli Stati Uniti.
In quest'ultimo settore si piazza in maniera aggregia il primato del Piemonte, i cui vini rappresentano il 20-22 per cento dell'intero export italiano negli Usa.
Ora Ice, istituzioni e trenta tra i produttori più qualificati della Regione si apprestano al lancio di una nuova campagna promozionale che prenderà forma il prossimo anno con una serie di iniziative in diverse parti degli States dove il Piemonte intende farsi conoscere.
"L'iniziativa Withe Truffles and More - spiega il presidente della Camera di Commercio di Cuneo, Ferruccio Dardanello - porta all'interno degli States l'emozione di questa terra del Piemonte, della provincia di Cuneo con i suoi prodotti e il suo territorio. Vuole trasmettere la conoscenza di un territorio dove nascono i diamanti. E nella stessa terra dove nascono i diamanti, nascono tanti gioielli che sono i prodotti di questo territorio. Abbiamo portato in America trenta grossi protagonisti della nostra terra, che presentano al mondo della ristorazione, degli importatori e operatori dell'informazione prodotti di grande qualità del Piemonte".
I grandi protagonisti sono il Barolo, re dei vini e il principe, il Barbaresco che Dardanello considera "i nostri grandi ambasciatori all'interno di questo grande mercato", così come gli altri prodotti, gioiello del territorio piemontese. E se parliamo di re, principi e gioielli, la corona spetta senza dubbio al tartufo bianco, definito appunto "diamante".
Fino al momento della degustazione il St. Regis li custodiva - giustamente - in cassaforte come i preziosi. I "diamanti" di Alba valgono una bella cifra sul mercato italiano: cinque mila dollari il chilo, molti di più in Usa. Un'insolita, alta quotazione, dovuta allo scarso raccolto di quest'anno, assicurano gli esperti.
Dardanelli, presidente della Camera di Cuneo e vice presidente della Confcommercio, si fa portatore del messaggio agli americani dell'avvio dell'iniziativa di riconoscimento dei veri ristoranti italiani disseminati nel mondo, partendo proprio dall'America e da New York il prossimo anno, con l'assegnazione delle "tre forchette tricolori" a ristoratori impegnati a rispettare l'autenticità italiana.
Articolo pubblicato da America Oggi. Testo e foto Copyright © Riccardo Chioni
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